MOTONAUTICA

MOTONAUTICA

In Italia le prime gare motonautiche si svolsero sui laghi di Garda e di Como all'inizio del secolo. Sul Garda corse motonautiche si fecero il 7/8 settembre 1905. «Canotti automobili» («racers») di varie nazioni attirarono un'enorme folla cosmopolita alla gara Desenzano-Riva e ritorno. Il vero lancio della motonautica si ebbe nel 1921 con l'istituzione dei grandi premi motoristici fra i quali la «Coppa del Benaco» (o «Coppa D'Annunzio») per gare idroaviatorie, lanciata da Gabriele D'Annunzio con l'appello del 21 agosto e disputata il 24 settembre a Gardone Riviera. Per l'occasione il poeta donò una «coppa» d'argento, opera dello scultore Renato Brozzi, dedicata alla memoria dei compagni volatori caduti. Il trofeo, consegnato provvisoriamente al vincitore maresciallo Merola, non fu mai assegnato definitivamente perché nessuno riuscì a vincere per due volte, anche se non consecutive come da regolamento, la competizione. Nel 1927 D'Annunzio, a bordo del «corsiere Spalato» pilotato dall'ing. Bisio e sulle acque di Gardone R., batté il record mondiale di velocità (km 127 orari).


Nel 1929 fu costituito a Gardone R. il «Club Motonautico G. D'Annunzio», di cui fu primo presidente il recordman conte Theo Rossi di Montelera: è la scintilla che accende il fuoco di questa passione sportiva sul Garda. Nel 1930, infatti, dal 3 all'11 maggio si tenne a Gardone il «Raduno del Garda» incentrato sul terzo «Gran premio motonautico d'Italia» e sulla «Coppa dell'Oltranza», per la velocità pura, per la quale il poeta rimise in palio lo stesso trofeo d'argento donato per la «Coppa del Benaco» e mai conquistato da alcun concorrente. La «Coppa dell'Oltranza», per la quale il donatore dettò un severissimo regolamento e che premia il pilota che supera una velocità media stabilita di anno in anno, verrà conquistata per la prima volta, solo a distanza di 18 anni da Achille Castoldi che sulla base misurata del miglio marino registrava la media di 166 km/h. Nel giugno 1931, nella seconda riunione internazionale «Miss England I », il "racer" guidato da Kaye Don in un tentativo sul miglio lanciato raggiungeva i 160 km/h. Il Garda divenne, soprattutto per l'affascinante richiamo dannunziano, la palestra dei più grandi campioni del mondo, fra i quali gli inglesi Henry Seagrave (perito durante una gara motonautica nelle acque del lago di Windermere e il cui ricordo ispirò a D'Annunzio la «Coppa dell'Oltranza») e Donald Campbell e gli italiani Antonio Passerini, Achille Castoldi, Mario Verga, Ezio Selva, i Guidotti, Lino Spagnoli. Particolari motivi d'ordine tecnico ed economico costrinsero la classica gara della Coppa dell'Oltranza ad emigrare sulla sponda veronese a Garda nel 1960 e, nel 1962 a Venezia. Nel 1963 tornò a Gardone R. Notevole fu quindi la mole di lavoro organizzativo dei bresciani, ma pochi furono i cultori di questo sport costoso. Nel 1957 due equipaggi (Giancarlo Cavellini-Mario Quattrini e Angelo Quattrini-Bertoloni) si segnalarono al raid Pavia-Venezia e disputavano successivamente altre gare. Attivo fu fin dalla fondazione il circolo motonautico «Guido Caimi» di Sirmione-Peschiera.


Sul lago d'Iseo nel 1926 a Sale Marasino si disputa una gara aperta a imbarcazioni a vela, a remi, a motore. La zona privilegiata per la motonautica resterà però nel basso lago, tra le sponde di Paratico e di Sarnico, perché normalmente senza onde, è specchio ideale per alte velocità. È verso la fine degli anni Venti che un gruppetto di appassionati facoltosi bresciani e bergamaschi inizia un'attività motonautica sportiva sul lago d'Iseo, ospitando a Sarnico nel 1928 e 1929 la fase regionale della «Giornata nazionale del fuoribordo» (che vede, nel '29, la squadra del Garda con motori Johnson prevalere su quelle di Sarnico con motori Elto e scafi Riva). Nel marzo 1930 questi appassionati, fra cui i palazzolesi Arnaldo Marzoli (v.) e Giacinto Lanfranchi (v.), fondano a Sarnico, sede dei cantieri nautici «Riva», il «Gruppo motonautico Sarnico» ed organizzano il successivo 21 aprile, festa nazionale per il Natale di Roma, la prima «Giornata motonautica del Sebino», avvenimento di rilievo per un trentennio nel calendario nazionale, che comprendeva la «Crociera del lago», di 70 Km, con partenza da Sarnico e con in palio la coppa «Rinaldo Limonta», e gare di velocità in circuito chiuso per diverse classi di fuoribordo, con gara di chiusura riservata alle dame. D'Annunzio inviava per l'occasione un messaggio «ai compagni ed emuli di rapidità». Gli industriali di Palazzolo Arnaldo Marzoli (v.), Agostino Marzoli (v.) (membro del London Motor Boat Club e dal 1932 consigliere della Regia Fed. It. Motonautica), Gaetano Lanfranchi detto «Nino» (v.) e Giacinto, fratelli, già campioni di bob e skeleton con brillanti piazzamenti alle olimpiadi del 1932, contribuiscono a lanciare negli anni Trenta la motonautica sul Sebino, sia come piloti, collezionando vittorie e piazzamenti di rilievo, sia come dirigenti del «Gruppo motonautico Sarnico» o come consiglieri della Federazione Motonautica Italiana. Ad essi si affianca la moglie di Gaetano, Tina Massardi di Brescia, che inizia a gareggiare nel 1937, già madre di due figli, sbaragliando in una prova sul Po sul suo scafo «Girino», quotati avversari e partecipando poi a tutto il campionato con ottimi risultati. Nel 1939 tutte le manifestazioni motonautiche vengono sospese per la limitazione del consumo dei carburanti. Nel 1946 il vecchio Gruppo Motonautico rinato col nome di «Associazione Motonautica Sebino» e con i bresciani Franco Marzoli e Giacinto Lanfranchi, rispettivamente presidente e vice-presidente, è il primo in Italia per numero di vittorie. Luigi «Gino» Alquati, industriale di Cremona, figura tra i nuovi soci della rinnovata associazione. A Sulzano, ove era titolare di un nastrificio e risiedeva dal 1946 abitualmente durante il periodo estivo, effettuava parte delle prove dei suoi fuoribordo categoria 250 cc. Vincitore di cinque titoli di campione italiano, campione europeo nel 1949 e nel 1951, fu recordman mondiale di velocità nel 1952 e nel 1953 pilotando scafi «tre punti» con motore Guzzi raffreddato ad aria da lui stesso ricavato da un motore per motocicletta da corsa, il famoso «Gambalunghino», opportunamente e laboriosamente trasformato. Tra piloti già affermati, come i campioni bergamaschi Giuseppe Guerini e Bernardo «Dino» Sestini, debutta ottimamente il palazzolese Cesare Marzoli, nipote di Arnaldo, che muore però nel 1947 a 28 anni in un incidente motonautico sul lago di Lugano. Nel 1948 veniva istituito in sua memoria il «Trofeo internazionale Cesare Marzoli». Negli anni Cinquanta con Sarnico capitale della motonautica per le manifestazioni, le vittorie dei piloti e il crescente sviluppo dei cantieri Riva, emergono i piloti Liborio e Flavio Guidotti, Roberto Sestini, Ezio Selva e i palazzolesi Agostino e Giorgio Marzoli (campione di sci nautico). Nel 1953 su iniziativa di Giacinto Lanfranchi e Dino Sestini viene installata ed omologata a Sarnico una base misurata per i record di velocità sull'acqua, che sarà per anni in autunno teatro della settimana dei primati. Nel 1954 Mario Verga di Como campione mondiale, perde la vita durante un tentativo di record sulla base misurata; il suo scafo, lanciato a grandissima velocità, dopo aver decollato per una settantina di metri, si immerge e affonda con il pilota. La base, abbandonata nel dicembre 1976, venne riattivata nel 1982.


Già negli anni Sessanta scarseggiano piloti perché gli appassionati di nautica si orientano verso la vela. Con l'edizione del 4 ottobre 1953 (la XXIII) cessa la «Giornata Motonautica del Sebino». Viene riesumata nel maggio 1975, organizzata dall'Unione Sportiva Sarnico. L'attività agonistica riprende nel maggio 1987 con il «Gran Premio Internazionale del Sebino». Nel novembre 1987 la Associazione motonautica Milanese organizza un'altra settimana dei primati lanciando una campagna ecologica: i tentativi vengono effettuati usando un carburante che inquina meno della benzina.