MARCHETTI Giovanni Battista

MARCHETTI Giovanni Battista

(Predore, Bergamo, 1686 - Brescia, 15 agosto 1758). Di Cristoforo e di Caterina Fedrighini. Giunto a Brescia nel 1695 circa su invito dello zio Bernardino Fedrighini, capomastro o architetto molto attivo nel 1716, appena trentenne si segnalò per alcuni disegni per il costruendo palazzo Fé d'Ostiani che venivano preferiti a quelli dell'affermato Carlo Manfredi di Modena ed eseguiti alla perfezione - come ha dimostrato F. Lechi nelle "Dimore bresciane"- nei quali, scrive S. Guerini, rivela "una formazione essenzialmente lombarda, direttamente derivata dal Fedrighini e per suo tramite, dal Tibaldi". Nel 1718 otteneva la cittadinanza bresciana, e forse progettava la chiesa parrocchiale di Botticino Sera. Nel 1720, con il Fedrighini era impegnato nella costruzione di villa Archetti a S. Giustina di Castenedolo. Nel 1727 costruiva la cappella del S.S. Sacramento della parrocchiale di Concesio. L'anno dopo veniva assunto stabilmente a dirigere il cantiere del Duomo nuovo di Brescia. Sembra che tra il 1728 e 1729 abbia progettato su incarico del card. Querini la chiesa del convento delle Salesiane di Darfo. Intorno al 1730 documenti trovati da Sandro Guerrini lo indicano come probabile progettista con il Turbino del colonnato del Giardino di palazzo Soardi e forse anche del palazzo tutto. L'anno appresso terminava la costruzione del corpo centrale del palazzo Avogadro (poi Fenaroli di Rezzato), più tardi (1750-1760) ampliato e modificato dal figlio ab. Antonio. La sua autorevolezza era ormai tale che nel 1732 gli veniva sottoposto il progetto del Soratino per il duomo di Lonato. Negli stessi anni (1731-1732) progettava e costruiva la seconda cupola di S. Maria dei Miracoli di Brescia e nel 1734 lavorava intorno all'esterno dell'abside. Nel 1733-1734 con Giovanni Antonio Biasio lavorava alla facciata della chiesa della Carità e, forse in collaborazione con lo stesso, nel 1734 stendeva il progetto della parrocchiale di Carcina, ricalcando un disegno per la facciata del Duomo di Brescia contenuto nell'album del Biasio stesso conservato in Queriniana. Nel 1737, ancora per incarico del card. Querini, erigeva la facciata e il portale del palazzo vescovile con profondo rispetto delle linee cinquecentesche. Intorno al 1740 firmava il progetto della parrocchiale di Paderno. Contemporaneamente progettava il palazzo Soncini di Brescia, terminato dal figlio. Nel 1742 approvava il progetto di Donato Peduzzi. Nel 1743-1747 costruiva la cappella del Rosario per la parrocchiale di Maderno; nel 1745 forniva i disegni del palazzo Uggeri, anch'esso terminato dal figlio. Due disegni relativi alla Biblioteca Queriniana, a lui attribuiti, sono giudicati più probabilmente del figlio Antonio. Suo invece il progetto dell'atrio, dello scalone e del padiglione del giardino del palazzo di città del conte Silvio Martinengo da Padernello, per conto del quale costruì l'ala settecentesca del castello di Padernello e, nel 1746, la parrocchiale dello stesso paese; sempre nello stesso anno presenta i disegni per il cimitero di Bagnolo Mella. Ultima sua opera è la biblioteca del convento di S. Giuseppe a Brescia (1757-1758). Colpito da progressiva cecità lasciava libero campo al figlio Antonio.


A Giovanni Battista sono attribuiti il Collegio di S. Eustacchio, palazzo Cazzago, palazzo Uggeri, il santuario della Madonna del Castello di Carpenedolo e dal Boselli la facciata della chiesa della Carità a Brescia (1744), la parrocchiale di Mazzano; la parrocchiale di Villa Carcina pure a lui attribuita è invece del Turbini. Fausto Lechi vede la mano del Marchetti nel palazzo Martinengo di via Dante in Brescia e nel palazzo Martinengo di Padernello poi Panciera di Zoppola di Collebeato.