GHÈ che Chei dè Pisogne

GHÈ che Chei dè Pisogne

Modo di dire che si riferisce al fatto che i naviganti di Pisogne, che si recavano al mercato di Iseo per aver l'aria in favore, partivano verso la mezzanotte, scendendo rapidamente per il lago ed arrivando ancora di buon mattino a destinazione. Ora, poichè lavoravano soltanto la vela ben gonfia ed il timone, bastava che uno solo degli uomini restasse sveglio per turno: gli altri appoggiavano il braccio ed il capo sulla sponda del barcone e dormivano della grossa. Quando erano in vista del porto di Iseo, i presenti li annunciavano col "ghè ché chèi dè Pisògne". Il motto, raccolto e contraffatto dal primitivo senso nel paese, giunse anche a Brescia, e viene ripetuto e sentito di buon grado nelle famiglie, come accenno ad un principio di sonno e di riposo per i bimbi, ed un pochino anche per i grandi che han piene le orecchie dei loro strilli.