GATTI (7)

GATTI (de Gatti) Evangelista

Di Giovanni, notaio in Verola, rogante dal 1503 al 1547 il cui nome ritorna più volte negli atti dei notai verolesi Tonino e Federico Grena come console del comune nel 1521 e nel 1524, come consigliere nel 1531 e nel 1536 e forse nel 1549, nel 1531 come notaio presente al testamento di Auriga Gambara e molte altre come attore od oggetto d'atti giuridici. Aveva sposato Caterina q. Coradino de Gaddis dalla quale aveva avuto due figli: Angelo od Angiolino ed Evangelista e due figlie Maria poi sposa Venturino Mombelli e Paola sposa G. Maria Bizotti. L'ultima sua notizia è data dal suo testamento rogato da Federico Grena in data 13 febbraio 1555. La data di nascita di Evangelista non è documentata, ma tenuto conto che nel 1513 viene messo a "scuola" e che, come vedremo, si sposa verso il 1524, la possiamo porre, con buona approssimazione, verso i primi anni del secolo. Nel 1513 viene allogato come discepolo presso Pietro Giacomo Zanetti, un pittore bresciano del quale si conosce una polizza d'estimo del 1517. Di lui come del figlio Giovan Francesco non si conosce alcuna opera, e quindi è difficile immaginare quali insegnamenti egli impartisse al discepolo. Nel 1524 Evangelista sposa Veronica q. Giacomo Calimeri la quale gli porta in dote la somma di L. 200 pla. in liquido e di L. 36 S. 6.D 6 in beni, come consta dallo strumento rogato dal notaio Giovanni Prandino in data 25 Gennaio 1524 e da quello di Tonino Grena in data 6 Marzo 1521 (il primo non ritrovato nel fondo notarile, il secondo al N. 366). La somma portata dalla moglie in dote dimostra una certa capacità economica poichè le doti normali oscillano dalle poche decine di lire alle 100/150 lire, quelle superiori a tali cifre debbono considerarsi sostanziose. Comunque morì non molto vecchio, se nel 1567, lo si indicava come defunto; la data della morte sua deve porsi fra il 1555, e il 1567 né ulteriori precisazioni ci può fornire l'archivio parrocchiale di Verolanuova dato che i registri dei morti cominciano solo col sec. XVII. Come lui nel 1567 era già morta anche la moglie Veronica. Un documento, trovato da C. Boselli, lo indica, il 15 febbraio 1521, come incaricato dal Consiglio di Verolanuova che gli commissionava la decorazione di una cappella maggiore (così pare si possa ragionevolmente intendere dal contratto): quella della vecchia parrocchiale di S. Lorenzo di Verolanuova; infatti il primo dei firmatarii del contratto è quel Matteo de Boni, asolano, che in quell'epoca era il prevosto della chiesa suddetta. I termini del contratto sono molto semplici, la decorazione non eccessivamente ricercata ed il prezzo non molto alto. Tutto lavoro era valutato L. 45 pianeti di cui 30 subito, alla stipulazione del contratto, e 15 al compimento dell'opera.