GAGGIA Giacinto

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GAGGIA Giacinto

(Verolanuova, 8 ottobre 1847 - Brescia, 15 aprile 1933). Di Emanuele e di Angela Boninsegna di Manerbio, ambedue di famiglia distinta e agiata, dove erano tradizionali quelle semplici e modeste abitudini di vita sociale, accoppiate a vivo sentimento religioso. Ebbe parecchi sacerdoti fra i suoi prossimi parenti. Fu suo prozio quel prof. Pietro Gaggia, che travolto in giovane età dalle idee politiche del Carbonarismo, apostatò ed esulò nella Svizzera e nel Belgio insieme con gli Ugoni, il Passerini e parecchi altri bresciani; due zii paterni : Don Bernardo Gaggia (1809-1852) e don Giuseppe Gaggia (1817-1892), lo zio materno: Don Giacomo Boninsegna (1810-1869) ed il cugino: Don Girolamo Boninsegna (1849-1874) di Manerbio. Entrato ancor giovanetto nel Seminario, dove ebbe professore don Geremia Bonomelli, vestiva l'abito clericale il giorno 30 luglio 1862 e riceveva la Sacra Tonsura il giorno 31 dello stesso mese ed anno. Il 31 dicembre 1865 veniva iniziato ai primi due Ordini minori dell'Ostiariato e del Lettorato, ricevendo poi gli altri due dell'Esorcistato ed Accolitato il giorno 19 gennaio 1868. Promosso al Sottodiaconato il 19 dicembre 1868, veniva ordinato Diacono il 31 ottobre 1869; indi, mandato a Roma presso l'Università gregoriana per gli studi superiori, riceveva colà, da Monsignor Girolamo Verzeri, vescovo di Brescia, l'ordinazione sacerdotale, nella Cappella del Collegio Lombardo il 2 aprile 1870. Di ritorno da Roma, fu per alcun tempo Coadiutore e Economo Sp. a Capriolo, poi nel 1874 venne chiamato in Seminario, vi insegnò nel Ginnasio inferiore, indi, nel 1877, nei corsi Liceali e poi, per quasi trent'anni, fu professore di Storia Ecclesiastica e di Diritto Canonico e di Sacra Eloquenza nei quattro corsi Teologici. Si distinse per vasta cultura, metodo pedagogico e lucida esposizione. Negli studi storici seguì attentamente, fra i primi in Italia, lo sviluppo degli studi storici e giuridici della Francia e della Germania, e avendo appreso per proprio conto parecchie lingue moderne, come il tedesco, il francese e l'inglese, portava nella scuola con rapidi tocchi l'eco delle vivaci e poderose discussioni scientifiche che orientavano verso un nuovo indirizzo la tecnica degli studi critici, commentando, lodando o biasimando e non omettendo mai osservazioni personali. Il Guerrini gli imputa, a suo torto, di non aver raccolto e pubblicato i suoi appunti e le sue lezioni. Seguì mons. Capretti nell'attività del movimento cattolico, continuandone poi, in parte, l'opera. Fu tra i primi ad aderire alla Lega Daniele O'Connell, assistente del Circolo della gioventù, membro del primo Comitato diocesano, che rappresentò a congressi e a riunioni. Fu tra i principali sostenitori dei comitati parrocchiali, relatore in adunanze diocesane, propagandista delle Società Operaie Cattoliche; sostenne inoltre l'opera oratoriana, catechistica e giovanile. Fu in relazione con il Toniolo ed altri esponenti del mondo cattolico italiano. Esplicò anche un'efficace attività culturale ed apologetica. Nel 1882 pubblicò una fortunata monografia su Arnaldo da Brescia. Nominato nel 1886 assistente ecclesiastico del Circolo della Gioventù Cattolica, vi tenne apprezzate conferenze storico-apologetiche, fra cui nel 1889 quella su Giordano Bruno. Nel frattempo continuava gli studi storici accumulando una vasta biblioteca, storico-giuridica e pubblicando alcuni studi. Collaborò con articoli di argomento storico al "Cittadino di Brescia" e con studi e recensioni a riviste cattoliche italiane fra cui il "Moniteur de Rome" (di Roma), la "Rivista bibliografica italiana' (di Firenze) e "Brixia Sacra". Il 27 dic. 1908 verrà nominato socio dell'Ateneo di Brescia, fu inoltre membro della Società storica lombarda di Milano, socio corrispondente della R. Deputazione di Storia Patria di Torino. La scienza giuridica e l'esperienza pastorale gli valsero nel 1889 la designazione a collaboratore dei lavori preparatorii del Sinodo diocesano, nel quale fu eletto Esaminatore Sinodale. Quindi fu promotore fiscale nelle cause matrimoniali e nei vari processi di canonizzazione iniziati presso la nostra Curia, e membro di molte Commissioni vescovili. Alla morte di mons. Capretti, il 15 marzo 1890, venne nominato canonico del Capitolo della Cattedrale. Quasi contemporaneamente gli vennero affidati nuovi e difficili incarichi; fu nominato Superiore delle Suore Dorotee, che sotto la sua guida esperta videro rifiorire ed espandersi il loro istituto; fu Cancelliere Capitolare, Presidente Ven. Fabbriceria del Duomo. E dovunque, senza nascondere mai le sue idee, anzi, affermandole con prudente franchezza, mons. Gaggia ebbe a riscuotere, da amici e da avversari, affezione, figliale e profonda riverenza, o quanto meno se trattavasi di persone non consenzienti nei suoi principii, altissima stima e rispettoso ossequio per le sue virtù personali, per la distinta pietà e per il grande sapere. Nel 1902 venne chiamato a far parte del Terzo Gruppo dell'Opera dei Congressi e fu tra i sostenitori dell'opera della "Scuola editrice" e di altre iniziative cattoliche. Nel luglio 1902, essendosi ritirato dalla direzione del Seminario il Rettore Mons. Giugni, già malaticcio e presago della sua prossima fine, mons. Gaggia fu chiamato a succedergli nel gravissimo e oneroso ufficio di Rettore dei due Seminari e di Prefetto degli studi nel quale ufficio venne lodato per fermezza, equilibrio e doti di educatore. Alla morte di mons. Fè d'Ostiani, il 2 marzo 1907, veniva promosso prevosto a S. Nazaro nominato prelato domestico e confermato prefetto agli studi in Seminario. Entrato in parrocchia il 15 settembre 1907, si acquistò vasta popolarità. Nel 1912 fece eseguire il nuovo pavimento della basilica. Nel 1909 il vescovo mons. Corna-Pellegrini lo volle suo ausiliare. Preconizzato vescovo titolare di Adrumeto nel Concistoro del 29 Aprile 1909, fu consacrato il 3 Maggio seguente, festa dell'invenzione della S. Croce, dall'E.mo Card. Francesco Satolli, Arciprete della Basilica Lateranense, nella splendida Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo al Celio, officiata dai Padri Passionisti, assistendovi gli amici suoi P. Fedele Savio, mons. Giovanni Mercati della Biblioteca Vaticana e molte altre personalità del clero e del laicato bresciano. Intensa fu la sua attività pastorale, di supplenza a quella del vescovo che il 5 luglio 1912 lo nominava anche vicario generale. Alla morte di mons. Corna, il 21 maggio 1913 veniva nominato vicario capitolare e il 28 ottobre 1913 vescovo ordinario della diocesi di Brescia. Prese legittimo possesso il 21 novembre dello stesso anno, emettendo la Professione di fede e facendo il prescritto giuramento nelle mani di S. Em. il Cardinale Arcivescovo di Milano e Metropolita della Provincia Lombarda. Il solenne ingresso ebbe luogo il giorno dell'Epifania, 6 gennaio 1914. In seguito, da Benedetto XV, fu nominato Assistente al Soglio Pontificio e Conte Romano con Breve del giorno 12 agosto 1921 e con altro Breve del 29 marzo 1930 fu, da Pio XI, eletto alla Sede Arcivescovile titolare di Traianopoli, restando sempre al governo della Chiesa Bresciana che tenne fino alla morte. Curò in particolare la pietà promuovendo la vita sacramentale e cerimonie solenni come i congressi eucaristici. Insistette sul catechismo e la dottrina cristiana, la predicazione ordinaria e straordinaria. Il 21 aprile 1914 indisse la Visita pastorale che iniziò il 3 maggio 1914 e condusse fino al 1925, riprendendone una seconda tornata nel 1926. Il 18-19 sett. 1923 celebrò il Sinodo diocesano. Curò in modo particolare il Seminario e restaurò nel 1931 quello maggiore di Santangelo. Con equilibrio ed apertura non comuni, sostenne il movimento cattolico. Durante la prima guerra mondiale si segnalò per le posizioni ritenute patriottiche, che ebbero il loro apice nella pastorale del 3 maggio 1918 per incitare alla resistenza dopo la tragedia di Caporetto, che ebbe larga risonanza e diffusione in tutta l'Italia. Fermo contro ogni forma di violenza, sostenitore aperto delle organizzazioni cattoliche, le difese strenuamente contro il fascismo nascente, che contrastò apertamente. Appoggiò il PPI e soprattutto l'Azione Cattolica giovanile, più volte presa di mira dal regime. Sostenne in ogni modo i sacerdoti perseguitati dal fascismo. Della dittatura approfittò per allargare il movimento. Per i nuovi quartieri popolari e cattolici, sostenne la creazione di nuove parrocchie. Nel 1929 sfidò il regime rifiutandosi di votare al plebiscito. Per le benemerenze acquistate nel tempo della guerra mondiale, dal Governo del tempo venne insignito della onorificenza di Grande Ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, il giorno 3 novembre 1918. Il 26 giugno 1923, per opera di persone amiche che vinsero la sua ritrosia, fu ottenuto alla Sede Vescovile di Brescia il riconoscimento ufficiale del diritto a portare i titoli di Duca della Valcamonica, Marchese della Riviera occidentale del Benaco e Conte di Bagnolo, dei quali titoli però non solo non fece pompa, ma ne aveva quasi proibito l'uso. Sulla tomba in Duomo venne scolpito: "HIC/ MORTALE CORPUS/ HYACINTHY GAGGIA/ ARCHIEPISCOPI TRAINOPOLITANI/ BRIXIENSIUM EPISCOPI/ FUTURI SAECULI VITAM/ EXSPECTAT/ OBIIT DIE XV APRILIS MCMXXXIII/ COELESTIA IPSI SOLATIA". Ebbe come stemma: "D'azzurro alla croce patriarcale d'oro fondata su tre gradini dello stesso e accompagnata dalle maiuscole greche Alfa e Omega ". Pubblicò: "Arnaldo da Brescia" (Brescia, tip. G. Bersi 1882, pag. 128, in 16°, seconda ediz. Brescia, tip. G. Bersi 1882, pp. 124 in 16°.); "A D. Francesco Pagani, del suo ingresso alla Collegiata insigne prepositurale di Verolanuova (Brescia, tip. Bersi 1885, pp. 16, in 16°, senza numerazione tre lettere inedite sulle reliquie della B. Paola Gambara-Costa contessa di Bene, nata a Verolanuova); "S. Gregorio VII. Alcune note del sac. G. G. ecc." (Brescia, tip. Queriniana pp. 176 in 16°); "I Comitati Parrocchiali". Discorso letto nella quinta adunanza diocesana di Brescia il 27 marzo 1887 (Brescia, tip. Queriniana 1887, pp. 18, in 8°; "Giordano Bruno". Conferenza letta in Brescia I'11 marzo 1888 nella sala del Circolo della G.C. (Brescia tip. Queriniana 1888, pp. 50, in 8°); "Il popolo prima e dopo la Riforma " (Roma, tip. A. Befani 1895, pp. 53, in 8°, estratto dalla «Rivista internazionale di scienze sociali e discipline ausiliarie» del 1895; "Mons. Pintozzi e il suo oratorio". Parole lette al Congresso degli Oratorii tenuto alla Pace la mattina del giorno 10 giugno 1895. (Brescia, tip. Queriniana 1895, pp. 18, in 8°, con ritratto di mons. Pintozzi); "Le usure nelle fonti del Diritto Canonico (Roma, tip. Unione Coop. editrice, 1898, pp. 27, in 8°, estratto dalla «Rivista intern. di scienze sociali e discipline ausiliarie» del 1898); "Nella solenne traslazione della venerata salma del canonico Lodovico Pavoni. 20 marzo 1898" (Brescia tip. Ist. Pavoni 1899, pp. 15, in 8° gr.); Recensione del vol. I. "Gli antichi Vescovi d'Italia" (ll Piemonte) del p. Fedele Savio, pp. 7, in 8°, estratto dalla Rivista Bibliografica italiana di Firenze, fasc. del 25 aprile 1899; "I primordii della Tregua Dei" (Pavia, tip. C. Rossetti 1904, pp. 25, in 8°, estratto dalla «Rivista di Scienze storiche» anno I (1904), vol. I pp. 2-12, 81-94; "Della Pax Dei" (Pavia, tip. C. Rossetti 1904, pp. 28, in 8°, estratto dalla «Rivista di Scienze Storiche» di Pavia, anno I (1904) vol. 2. pp. 178-186, 258-273); "Commemorazione di mons. Luigi Fè d'Ostiani (Torino, Bocca, 1907, pp. 6, in 8° gr., estr. dalla Miscellanea di Storia Italiana s., III, t. XIII pp. 119-122); "Discorso del rev.mo Mons. G.G. Prelato Domestico di S.S. nel suo ingresso alla prepositurale collegiata insigne dei Santi Nazzaro e Celso in Brescia, il 15 settembre 1907" (Brescia, tip. Centrale 1907, pp. 16, in 16°); "Nel terzo della Visitazione. Discorso letto nella Chiesa della Visitazione in Brescia il 6 giugno 1910" (Brescia, 12 luglio 1910, s. t. pp. 17, in 16°); "S. Carlo Borromeo, Discorso commemorativo letto nella Cattedrale di Brescia il 4 novembre 1910" (Brescia, tip. Queriniana 1910, pp. 17, in 8° gr.); "Della Tregua Dei (1041-1085)" (Monza, tip. Artigianelli 1911, pp. 43 in 8°, estratto dal periodico La Scuola Cattolica 1917); "Sulle opere e la dottrina di S. Gaudenzio Vescovo di Brescia. Appunti" (Pavia, tip. Artigianelli 1911, pp. 11, in 8°, estr. dal period. Brixia Sacra del sett. 1911, p. 282-290); "S. Gaudenzio Vescovo di Brescia e Padre della Chiesa. Discorso commemorativo nel XV centenario della sua morte, letto nella Basilica di S. Giovanni il giorno 10 settembre 1911" (Pavia, tip. Artigianelli 1911, pp. 19, in 8°, estr. dal periodico Brixia Sacra del 1911, pp. 305-321); "Discorsi tenuti nella Chiesa dell'Istituto Artigianelli di Brescia in occasione del XXV° anno di sua fondazione, celebratosi il 16 giugno 1912" (Brescia, tip. Queriniana 1912, pp. 22, in 8°.; "Mons. Vincenzo Gaffuri. Elogio letto nella Cattedrale di Brescia il 29 luglio 1912 per le solenni esequie di trigesima" (Pavia, tip. Artigianelli 1911, pp. 19, in 8°, estr. dal periodico Brixia Sacra 1912, pp. 228-223; "La conversione e religione di Costantino" (Monza, tip. Artigianelli 1913, pp. 46, in 8°, estr. dal period. La Scuola Cattolica di maggio-giugno 1913); "Giacomo Maria Corna-Pellegrini vescovo di Brescia (1827-1913). Elogio funebre letto nella Cattedrale di Brescia il 24 giugno 1913 nelle solenni esequie di trigesima" (Pavia, Tip. Artigianelli 1913, pp. 22, in 8° estr. dal period. Brixia Sacra 1913, pp. 203-22).