CHIESE, fiume

CHIESE, fiume (in dial. Cés)

Fiume affluente dell'Oglio a S di Canneto. Nasce dal ghiacciaio dell'Adamello alla testata della val di Fumo che più in basso si chiama Valle del Chiese, per divenire Valsabbia da Ponte Caffaro. Entra in provincia presso Lodrone sfociando nel lago d'Idro, poco dopo aver ricevuto le acque del primo suo affluente bresciano, il Caffaro (a Ponte Caffaro). Uscito dal lago sopra Lavenone, accoglie le acque dell'Abioccolo, e si dirige a SE verso Nozza, ricevendo sempre da destra le acque del Degnone e del Nozza. Qui piega bruscamente verso SE sotto Prandaglio, riprendendo poi la direzione primitiva fino a Sopraponte. A Sabbio riceve le acque della Vrenda di Odolo a destra, a Gavardo quelle dell'Agna a sinistra e a Sopraponte quelle della Vrenda di Vallio a destra. Da Sopraponte si dirige tortuosamente verso S, sfociando nell'Oglio presso Canneto, dopo aver lasciato il confine bresciano a Remedello Sotto. La lunghezza del suo percorso è di Km. 147 dei quali compreso il lago d'Idro, 83 in provincia di Brescia, 48 nel Trentino e 16 nel Mantovano. A Vobarno ha una portata massima di 200 mc. e minima di 10 mc.


Nel 1085 è citato come Clesum poi come Klysis e più tardi Clusius o Clisio. Chi lo vuole nome di origine celtica, chi etrusco. Clisius è anche l'antico nome del lago di Lugano. Vario è il terreno che il fiume percorre. Il cosiddetto ghiacciaio del Chiese scavò il lago d'Idro costruendogli allo sbocco un piccolo anfiteatro morenico. Dopo essersi aperto un varco andò percorrendo la Valsabbia fra terrazzi fluviali, appartenenti alle fasi del Mindeliano, Rissiano, Würmiano. Tormentato è l'attuale percorso del fiume, dopo che sono stati costruiti dal 1950 al 1955 i grandi bacini idroelettrici di Malga Bissina. Il percorso del fiume è comunque abbastanza tranquillo fino al lago d'Idro, sorvegliato in un primo tempo da una società del lago d'Idro formata di agricoltori, che è stata poi in gran parte sostituita dai consorzi di bonifica. Uscendo dal lago d'Idro il fiume è stato dal 1927 incanalato in una galleria che ne conduce le acque fino a Vobarno, dove alimenta le acciaierie Falck, mentre l'antico letto del fiume viene alimentato da torrentelli che scendono dalla montagna. Ai Tormini le acque vennero di nuovo incanalate per alimentare d'energia il lanificio di Gavardo. Riunite poi per breve tratto vengono di nuovo divise dopo Bostone di Gavardo, dove la metà di esse va a formare il Naviglio Grande, mentre l'altra scorre fino a Cantrina di Bedizzole, dove viene incanalata con opere costruite di recente per alimentare a Salago la roggia Lonata e la roggia promiscua Calcinato, Montichiari e in seguito il cotonificio di Ponte S.Marco, per ritornare ancora nel letto del fiume appena prima del ponte sul quale passa l'autostrada Brescia-Venezia. Salvata in tal modo l'apparenza di fiume, dopo cento metri, le acque escono per formare di nuovo la roggia Calcinata-Montichiara. Il letto diventa poi arido per mesi interi mentre nel Medioevo veniva addirittura risalito con chiatte. Le acque del Chiese furono utilizzate fin dal sec. XII per alimentare il Naviglio Grande e le rogge Lonata, Calcinata e Montichiara. Importante in proposito dopo lunghe controversie la "sentenza del Chiese" del 19 maggio 1533 del doge Francesco Donato che confermava i diritti del Naviglio e delle tre rogge. Vivaci controversie insorsero nel 1921 tra i rappresentanti delle utenze irrigue bresciane e quelli dell'alto Mantovano per l'utilizzo dell'acqua del fiume e che terminarono solo nel maggio 1953 con quella che fu chiamata la "pace del Chiese". Nel 1953 invece si andò formando il Bacino Imbrifero Montano per l'utilizzo del ricavato del sovraccanone sull'energia elettrica prodotta con le acque del fiume. Nel 1965 è stato costituito fra i proprietari dei beni interessati alla difesa del fiume un consorzio idraulico di terza categoria, la cui proposta era già stata avanzata in senato dal sen. Buizza nel 1950. Nel 1974 è stata ventilata la costituzione di un parco del Chiese mentre si va facendo sempre più necessaria una intensa protezione ecologica specie nelle zone di Gavardo, Calcinato, Montichiari, Carpenedolo, Visano, Acquafredda, Remedello ecc.