BONINI o Boninis Bonino

BONINI o Boninis Bonino

(Dobrid Dobric Ragusa o Curzola, prima del 1450 - Treviso, (? ) giugno 1528). Di famiglia non nobile, trasferitosi prima a Venezia verso il 1475 apprese, da Andrea Paltasichi, l'arte della stampa. Prima del 1480 passò a Verona dove aprì una modesta bottega e un piccolo impianto pubblicando alcuni volumi di buon gusto e avanzata tecnica, fra cui una grammatica elementare latina di Alexander de Villaded, cui seguirono (20 dicembre 1481 e 7 febbraio 1483) le due parti dell'opera di Flavio Biondo ("Roma instaurata, De Origine et gestis Venetorum, Italia Illustrata"), "De re militari" di Roberto Valturio (13 febbraio 1483) che è considerato il capolavoro del Bonini per buongusto e ricchezza. Seguirono alcuni trattatelli di Nicolò Perotti ("De generibus metrorum, De Horatii et Boethii metris, Hippocratis jusiurandum") e, probabilmente, il "Centimetrum" di Servius. Nel 1483, forse in seguito ad avvenimenti politici, si trasferì a Brescia dove dimorò per 9 anni stampandovi circa trenta edizioni e mantenendo un attivo commercio librario col ducato di Milano, grazie ad un privilegio ducale del 26 maggio 1484, ampliando e arricchendo i suoi impianti di nuovi caratteri gotici e romani. Il progresso fu dovuto probabilmente anche all'apporto del fiorentino Delsera, anche se il suo nome compare solo nell'edizione del "De lingua latina" di Varrone 410 maggio 1483). Compose inoltre Macrobio: "In somnium Scipionis Ciceronis expositio" e "Saturnalia" (6 maggio 1483, ristampato nel 1485), le "Noctes Atticae" di Gellio (a cura di Marco Scaramuccio), le "Elegiae" di Catullo di Properzio, di Tibullo, il "De claris mulieribus" di Plutarco (su traduzione di Alemanno Ramutiano) e "Parallela minora" dello stesso (a cura di Guarino Veronese), Pubblicò poi il trattato "De immaculata conceptione di Lodovico Torre (10 agosto 1486). Ma le sue più belle edizioni furono quelle delle "Fabulae" di Esopo con testo italiano di Accio Zucco e sessantasei xilografie (1487), e la "Commedia" di Dante (31 maggio 1487) che è la prima edizione largamente illustrata con sessantotto xilografie in legno che siricollegano alla corrente artistica dei carmelitani e specialmente a Giovanni Antonio da Brescia. Per la prima volta vi usò la marca editoriale poi riprodotta in tre vari formati. Nel 1490 riprese le edizioni di testi giuridici (come "Consilia criminalia et alia opuscola" di B.Cepolla, e "Consiliorum" e "Repetitio de bonis vacantibus" di Baldo de Ubaldis), e le edizioni originali dei commenti di Pomponio Leto "In Vergilii Aeneidem" e "In culicem, Diras, Cipam, Bucolicana et Georgica". Si cimentò anche nel "rosso e nero" con un "Missale Carmelitarum ordinis" molto bello. Senza data un'edizione del "De liberis educandis" del Guarino Veronese, copia dell'edizione bresciana di Jacopo Britannico del 1485. Nel 1490 o 91 lasciava Brescia per stabilirsi a Lione dove continuò la sua attività editoriale facendo anche l'informatore politico della Repubblica veneta, abbracciando il sacerdozio e continuando l'attività politica e d'informatore della Repubblica e vivendo a lungo a Treviso.