VILLA Cogozzo

VILLA Cogozzo (in dial. Vila Cogòsh)

Comune dal 1805 al 1927 della media Valtrompia a m. 256 s. l.m. e a 12 km da Brescia. Ora frazione di Villa Carcina.




ABITANTI: 813 nel 1807; 1022 nel 1859; 979 nel 1861; 1121 nel 1871; 1113 nel 1881; 1761 nel 1901; 2221 nel 1911; 2599 nel 1921; 2034 nel 1926.




Si forma nel 1805 con l'unione dei comuni di Villa (v. Villa di Valtrompia) e di Cogozzo (v.) ed entra a far parte del primo distretto del Dipartimento del Mella (legge 8 giugno 1805 che dispone delle annessioni dei comuni del Dipartimento del Mella) (v. Dipartimenti). I primi anni sono travagliati da crisi economiche, calamità, epidemie. Ma non mancano tuttavia alcune novità. È del 3 aprile 1807 il contratto fra il Comune e Gregorio Gregorelli e Giovanni Pedrini, per una "Pubblica Osteria della Comune" con annesso "Pubblico Prestino", ossia di una bottega. Negli stessi anni viene aperta una scuola pubblica. Nel 1810 viene unita a Villa Cogozzo anche Carcina che riacquisterà nel 1816 la sua autonomia amministrativa. Nel 1815 risultano presenti un medico condotto (Giovanni Ponzoni), un chirurgo condotto (Bernardino Scola) e una levatrice (Maria Boroni). Nel 1818 l'ing. Cavadini progetta un tronco di strada da Cailina alla ponticella sul Mella.


Si ripetono ancora epidemie e calamità naturali. Nel 1836 fa la sua comparsa il colera, cui segue, nel 1850, l'alluvione. Le acque del Mella e dei torrenti distruggono, sui due lati del Mella i canali che forniscono acqua e sui quali funzionano mulini e fucine, e devastano le campagne. Il Mella provocò disastri, a partire dal ponte, per passare poi alla briglia che deviava l'acqua presso il mulino di Pregno, verso il follo o cartiera Zappetti (v. Zappetti Giovanni Battista), poi Ponzoni, il mulino comunale di Carcina e la fucina Molot. Più gravi i danni sulla sponda sinistra: l'abitato di Pregno viene sconvolto dalle acque e dai detriti del torrente montano. Implacabile si rivela, nel 1855, il colera che miete solo a Villa 4 vittime in luglio, 26 in agosto, 6 in settembre.


Con legge del 23 ottobre 1859 il comune viene incluso nel mandamento VII di Gardone Val Trompia, Circondario I di Brescia, ed è retto da un consiglio di 15 membri e da una giunta di due membri. In base alla legge sull'ordinamento comunale del 1865 viene amministrato da un sindaco, una giunta ed un consiglio. Particolarmente per l'influsso di Giuseppe Zanardelli si formò a Villa un saldo ed attivo nucleo di liberali, del quale fanno parte Cirillo e Federico Bagozzi (v.), gli industriali Glisenti, ecc. Tra i più giovani si distingue Cesare Scaluggia (v.), il quale nel 1860 partecipa all'impresa dei Mille.


Già dal 1859 la zona s'industrializza. In quest'anno, il 25 settembre, Francesco Glisenti (v.) impianta a Carcina un'industria che sarà una delle più grandi del tempo. Il 30 ottobre 1864 viene aperto a Cogozzo l'ufficio postale. Nell'autunno del 1868 il Mella, gonfiato d'acqua, travolge "la ponticella" di Cailina, che viene rifatta solo l'anno seguente. Il 20 maggio 1875 una nuova alluvione causa gravi danni. Nel 1881-1884 Francesco Glisenti impianta, in località Rassega a Villa, una fonderia con un forno Martin-Siemens, primo in Italia, e due magli. A completamento del forno, come registra il Rivolta, il Glisenti «fa costruire un maglio di 12 tonnellate per poter fucinare un lingotto di 7 tonnellate, coi relativi forni per il riscaldamento dei lingotti».


L'espansione dell'industria è accompagnata da una crescente espansione edilizia: fra le prime a sorgere è la bella villa di Federico Bagozzi; contemporaneamente sono costruite alcune case di montagna (Cavadini, Capponi, ecc.) e la bella tenuta di montagna dei Bagozzi, sopra Villa, alla "Sella dell'oca", congiunta al fondovalle da una nuova strada. Alle imprese industriali dei Glisenti altre se ne aggiungono a distanza di pochi anni, per merito particolare di Federico Bagozzi. Il 21 agosto 1889, tramite il notaio Menis, il Comune di Brescia, il Consorzio delle utenze del Mella e lo stesso Bagozzi da una parte e la ditta Federico Enrico Mylius di Milano dall'altra, viene siglato un contratto per la costruzione di una travata e di una derivazione delle acque del Mella «per impiantare», registrano i giornali del tempo, «a Villa Cogozzo un grandioso cotonificio». È il cotonificio Mylius.(v. Mylius cotonificio). Mentre la ditta Bagozzi costruiva il canale, il 12 settembre veniva posta la prima pietra del nuovo stabilimento con la benedizione del parroco di Villa don Scolari.


Allo sviluppo industriale si accompagnavano i primi segni di associazioni operaie. Nel 1883 nasce una Società di Lavoratori in ferro; il 24 aprile 1887 viene costituito a Villa Cogozzo il Circolo Operaio Cooperativo; nel 1896 l'industriale Mylius costruisce un edificio che ospita la succursale del Circolo Operaio di Sarezzo. Un impulso allo sviluppo economico e sociale è dovuto alla costruzione della tranvia Brescia-Gardone Val Trompia inaugurata il 20 febbraio 1882. Nel 1882 viene costituita la "Società di mutuo soccorso" denominata "Archimede" e nel 1898 nasce la lega socialista. Un'epidemia di vaiolo colpisce Villa Cogozzo nel 1890 e la chiesa di S. Lorenzo viene adibita a lazzaretto.


La vita politica è dominata da Giuseppe Zanardelli fino alla morte (1903), al quale succede Giovanni Quistini (1841-1913) che da Zanardelli eredita il seggio in Parlamento, tenuto nelle legislature XI e XII. È Giuseppe Zanardelli che, il 23 agosto 1890, procura a Villa Cogozzo, come ad altre località della Valtrompia, la visita del re Umberto di Savoia. Il primo decennio del sec. XX è dominato dal liberalismo zanardelliano. Di ispirazione liberale è, agli inizi del secolo, la formazione di un "Club Valtrompia" che è presieduto da F. Barisone e che organizza concerti ed esposizioni. Nelle elezioni politiche del 1900 i liberali ottengono 134 voti contro 7 dei socialisti. Nel 1904 i liberali raccolgono 121 voti contro i 16 dei socialisti.


Agli inizi del '900 viene aperta a Cailina la filanda di Pietro Sorlini, succursale di quella già esistente a S. Vigilio. Risultano attive, al contempo, in Pregno la conceria Gavezzoli, in Carcina la Coltelleria Pinti, la centrale elettrica della Fonderia Glisenti, ecc. Nonostante lo sviluppo industriale l'economia rimane ancora in buona parte agricola, tanto che nel 1900 dal parroco don Scolari, ai Bevilacqua, agli Zamboni, ai Frassine, ai Pinti, agli Scaluggia con un trasversalismo politico evidente viene fondato un Consorzio Grandinifugo con l'adozione scontata dei cannoni Glisenti contro la grandine. Nel 1904 entra in funzione, progettato dall'ing. Santo Bevilacqua, un acquedotto alimentato da acque provenienti dalle sorgenti di Pregno e da Cogozzo, per 18 fontanelle pubbliche e 20 impianti di utenti.


Nel 1907 Alfredo Glisenti vende alla "Metallurgica Bresciana" (ex Tempini) lo stabilimento di Villa, che a sua volta, nel 1911, lo cederà alla ditta Trafilerie Laminatoio Metalli (T.L.M.) di Milano, avviando in esso una produzione di laminati e trafilati di materiali non ferrosi. Una nuova accelerazione all'industrializzazione viene, dal 1907 al 1908, dalla costruzione su un'area di 7000 mq. di un nuovo grande stabilimento Mylius, mentre lungo attuale via Bernocchi sorgono le prime case operaie e numerose villette per i dirigenti. Con il rilancio industriale si sviluppa l'associazionismo operaio. In campo cattolico l'8 settembre 1909 viene aperto a Villa Cogozzo il Ritrovo operaio cattolico S. Rocco, presieduto da Giovanni Bevilacqua, assistente ecclesiastico don Severino Sabatti. Il ritrovo verrà aggregato alla Gioventù Cattolica Italiana nel 1914. Pochi mesi dopo nasce una appendice dell'Unione cattolica del lavoro e contemporaneamente viene aperto a Villa un Circolo socialista chiamato "El circol de la cioda"; inoltre sul finire dell'anno viene fondata la Società operaia di mutuo soccorso "Andrea Costa", mentre a Carcina vengono fondate la Società di mutuo soccorso "E. De Amicis" e il Circolo popolare democratico. Grazie all'attivismo di Vincenzo Rivolta (1871-1911) (v.), caporeparto alla Glisenti ed inventore della "rivoltella", nasce una cooperativa di consumo e un cinematografo. Persistono ancora associazioni liberali come il "Club Valtrompia", che tuttavia organizza quasi soltanto balli e veglioni.


Alla crescita dell'associazionismo operaio si accompagna, fin dal 1908, quello dell'azione sindacale. Nel 1909 il Ritrovo operaio di S. Rocco fa da perno per azioni sindacali a Concesio. La prima vera e importante azione sindacale inizia il 12 giugno 1909, quando la ditta Mylius di Cogozzo licenzia tutti gli 850 dipendenti, imponendo per la riassunzione l'accettazione di un aumento di 2 ore di lavoro da 9 a 11 ore, con un molto relativo aumento di salario. Un lungo sciopero, una serrata, intervento di carabinieri e di bersaglieri, qualche incidente, l'intervento di esponenti dell'Unione cattolica del lavoro, che conta in fabbrica 200 iscritti alla sezione di Sarezzo, e dei sacerdoti del luogo ed alla fine dell'onorevole Longinotti in senso conciliativo, finiscono con la vittoria della ditta alla quale si accompagna il ripetersi di accuse di tradimento da parte socialista e liberale zanardelliana ai dirigenti cattolici e ai preti del luogo. Ciò rilancia la presenza della Camera del lavoro e del socialismo che trova una situazione favorevole in una rilevante concentrazione operaia che, nella sola Metallurgica Glisenti, registra agli inizi del 1910 più di 300 operai. L'avanzata socialista si conferma nelle elezioni politiche del 1909 nelle quali liberali e socialisti, in controtendenza con pochi altri centri in Valtrompia, premiano l'on. Quistini (v. Quistini Giovanni) contro il moderato Corniani (v. Corniani Giuliano). Nell'ottobre 1910 il candidato della Camera del lavoro fra i metallurgici ottiene, nelle elezioni dei probiviri, 57 voti contro i 17 delle Unioni Cattoliche. Nello stesso periodo, oratore Giuseppe Cesare Abba, viene inaugurata una targa, opera dello scultore Giovanni Asti, dedicata al garibaldino Cesare Scaluggia (v.).


Nel gennaio 1911 viene aperto il Circolo operaio socialista che si fa promotore di numerose iniziative pubbliche come i comizi di solidarietà a favore degli scioperanti dell'Elba, quelli pro vittime politiche e contro il liberal-democratico on. Corniani e, dal 1912, dell'organizzazione delle manifestazioni del maggio. Sull'onda dei successi del 1910 nasce il nuovo circolo operaio "Solidarietà" che il 30 aprile 1911, «forte delle tradizioni anticlericali e fortemente democratiche» (come annunciava "La provincia di Brescia"), inaugura la bandiera. Si contrappongono, anche nello stesso giorno, come avviene il 23 aprile 1912, manifestazioni di cattolici e di anticlericali o liberali. Nel febbraio 1913 viene costituita, con 29 iscritti, la sezione del Partito socialista che nell'agosto apre una sezione staccata a S. Vigilio ed assieme promuove un circolo giovanile. Grande promotore delle iniziative è il socialista Angelo Massari, operaio della T.L.M., che diverrà sindaco nell'ottobre del 1920 poco dopo i tragici fatti di Sarezzo. Fin dai primi mesi di vita il partito socialista si schiera su posizioni intransigenti grazie all'attività di Angelo Massari, Giuseppe Buffoli, Cirillo Mensi, G. Mensi, Giacomo e Guglielmo Zanetti, ecc. Nel frattempo si susseguono anche gli scioperi, fra i quali quello di 300 operai delle Trafilerie Laminatoi Metalli del 20 luglio 1913. Alla costituzione di un asilo infantile a Cailina nel 1912, grazie al dono di una casa e di un vasto podere da parte delle sorelle Lucia ed Elisabetta Scaluggia, che viene affidato alle Suore delle Poverelle le quali aprono anche una scuola di lavoro diurna e serale, i socialisti rispondono nel 1913 con un Comitato per la promozione di un altro asilo a Cogozzo. Anche sindacalmente la sinistra si rafforza attraverso una Lega di resistenza.


L'avanzata socialista spaventa, oltre che i cattolici, i liberali i quali, nelle elezioni provinciali seguite alla morte dell'on. Quistini, prevalgono con 172 voti mentre i cattolici ottengono 99 voti ed i socialisti 70 voti. Tale avanzata fa sì che nelle elezioni politiche del 1913 i cattolici ed i liberali moderati si alleino raccogliendo 113 voti, contro i 104 degli zanardelliani e 53 dei socialisti. Le elezioni amministrative del 1914 vedono l'alleanza dei liberali moderati con i cattolici e l'elezione dell'ing. Cavadini. Nel succedersi di elezioni e di agitazioni sindacali emergono alcuni problemi. Nel 1914 viene affrontato il problema delle scuole comunali acquistando il terreno per cinquemila lire dalla famiglia Cavadini, affidando il progetto all'ing. Santo Bevilacqua con un preventivo di spesa di 57 mila lire. I lavori verranno poi sospesi per il sopraggiungere della guerra, per riprendere nel 1920. Viene inoltre allestito il primo campo di calcio, inaugurato il 14 maggio 1914.


Con la piena dell'agosto del 1915 la passerella pedonale sostenuta da 2 funi metalliche che collegava Cailina con Carcina viene asportata. Nel 1916 l'ing. Santo Bevilacqua presenta al comune di Villa Cogozzo il progetto per una nuova passerella (27,00 x 2,80) con 4 funi metalliche e pavimento in legno, con il costo previsto per l'opera di lire 2900. Nel 1934, su progetto del 26 gennaio degli ingg. Antonio Gallia e Aldo Zuccarelli, verrà sostituita con un vero ponte (27,00 x 4,60) realizzato a unica travata in cemento armato sostenuto da due arconi, con preventivo di spesa di lire 72.000. Costruito dalla ditta Faustino Pisa, viene collaudato il 28 agosto 1939.


La guerra segna una pausa nella vita dei partiti. In ragione di pronunciamenti pacifisti e della militarizzazione delle fabbriche siderurgiche e meccaniche, nel 1915 vengono sciolti il Circolo Socialista e quello operaio e nel luglio, per l'accusa di disfattismo, assieme al Sindaco di Gardone Val Trompia Franzini e di 12 attivisti socialisti, vengono arrestati quattro operai. Rallenta anche l'attività sindacale nella quale si segnala una sola vertenza, condotta dalla lega tessile alla Mylius, per l'aumento dell'indennità del carovita, risolta nel gennaio 1917 da un'ordinanza del Comitato di mobilitazione industriale. La mobilitazione industriale che vede gli stabilimenti impegnati nella produzione bellica contiene a solo 10 le vittime del conflitto.


Il dopoguerra segna il risveglio dell'attività amministrativa politica e sindacale. Nel marzo 1919 risorgono il Circolo socialista e, poco dopo, quello giovanile e quello cooperativo. Particolarmente attiva è la Lega tessile, mentre in seno al partito si rafforza la linea favorevole alla Repubblica Sovietica e a Cogozzo si presenta un nucleo anarchico. Nell'agosto 1919 vi è la protesta sindacale dei metallurgici e nel dicembre quella delle operaie della Mylius. L'avanzata socialista viene sanzionata dall'esito delle elezioni politiche del 1919 nelle quali i socialisti ottengono 219 voti contro i 90 dei popolari e i 73 dei liberali. Contemporaneamente si forma, con 50 aderenti, una Lega proletaria fra ex combattenti e reduci e nel 1920 nasce, sempre in ambito socialista, un fascio femminile. Si consolida anche negli stessi mesi il movimento cooperativo, con la cooperativa "Libertà e uguaglianza". A contrastare l'agguerrita presenza socialista dal 1919 sono presenti a Villa Cogozzo una sezione tessile ed una metallurgica delle Unioni cattoliche e si afferma il Circolo giovanile cattolico. Particolarmente attivi il curato don Luigi Bosio e il fratello don Giovanni Battista, professore in seminario. A rintuzzare l'estremismo socialista ed anarchico, Davide Cancarini (1905-1985), con don Bosio, darà poi vita alle "Camicie bianche", che si assumono il compito di difesa da attacchi anticlericali nelle processioni e nelle manifestazioni religiose. Una novità è costituita, dal 1920, dalla presenza del Partito Popolare. Don Scolari, durante i comizi socialisti nella piazza detta "dei quattro venti" davanti alla attuale Villa dei Pini, si chiudeva nella torre suonando a distesa le campane. La tensione politica raggiunge apici tragici, come dimostra la strage di Sarezzo del 27 giugno 1920 che provoca 5 morti e 9 feriti. Tra di essi tre giovani socialisti di Cogozzo: Santo Ronchi, operaio metallurgico di 31 anni, Angelo Tolotti, operaio metallurgico di 23 anni, Carlo Nodari, operaio trafilatore di 15 anni, e Pietro Copetta d'anni 38, operaio di Sarezzo e marito di Teresa Trivella di Carcina. Una piccola stele li ricorda ancor oggi nel cimitero di Villa dove le salme vennero deposte dopo un funerale civile «svolto alla presenza di una numerosa folla con bandiere rosse e nere e varie bande musicali». Scomparsi i liberali nelle elezioni comunali del 1920, i socialisti prevalgono ancora con 305 voti contro i 225 cattolici, eleggendo a sindaco Angelo Massari e ad assessori Battista Ettori, Michele Cherubini, Primo Ceretti e Francesco Derocchi. Massari ha la fortuna di aver accanto a sé, come segretario abile ed attivo, Alberto Paini. Oltre all'introduzione di un sistema tributario che colpisca i ceti più abbienti e la sovrimposta fondiaria, la nuova amministrazione porta a termine in un solo anno (1921), e con l'aiuto romano dell'on. Filippo Turati, un nuovo edificio scolastico; arreda tutte le scuole di moderno materiale didattico; istituisce la 5ª e 6ª elementare, la scuola serale a tipo industriale maschile, la scuola domenicale di lavoro per fanciulle, la scuola professionale di disegno; riforma l'elenco dei poveri; appalta il lavoro per l'acquedotto a Cogozzo; istituisce la biblioteca popolare. A Cailina viene aperto l'asilo, gestito dal 1920 dalle suore Poverelle. Inoltre l'amministrazione comunale deve far fronte ad una situazione industriale in evoluzione con la cessione, nel 1920, del cotonificio Mylius alla ditta Bernocchi di Milano. La situazione sembra tuttavia radicalizzarsi. Nelle elezioni politiche del 1921 i socialisti si assestano su 198 voti, i popolari si fermano a 90 voti mentre i liberali raccolgono 112 voti.


Con il pretesto di rintuzzare la violenza socialista e sindacale, proprio nel 1921 si presenta sulla scena il partito fascista, il quale raccoglie adesioni particolarmente fra i dirigenti d'azienda e gli ex combattenti attorno a Tullio Gusmeri, al notaio Giovan Maria Cavadini e all'ing. Luigi Bergamini. Il Gusmeri organizza un forte nucleo collegato con le squadre d'azione "Me ne frego" e "F. Lunardini", fondate agli inizi del 1921. Come ha rilevato Isaia Mensi ("Appunti di storia del fascismo e la resistenza nel Comune di Villa Carcina", pp. 17-18) si rende tristemente noto, in tutta la vallata, e per la distruzione di Camere del lavoro e Case del popolo, azioni delle quali Villa Cogozzo è uno dei centri operativi. Infatti già nel 1921 i fascisti occupano e distruggono la Casa del popolo di Villa, devastano la cooperativa "Libertà e Uguaglianza", distruggendo quanto trovano e spargendo cloro sugli alimentari ivi conservati. Con la "Marcia su Roma" (28 ottobre 1922) la pressione del fascismo è sempre più decisa. Assieme alla sezione del partito di Carcina nasce quella di Villa, della quale diventa segretario Massimiliano Gusmeri, fratello di Tullio, che ricoprirà la carica, salvo alcune pause, fino al 1943.


Villa Cogozzo è considerata uno dei più attivi centri del fascismo valligiano, mentre i socialisti si pronunciano per scelte sempre più estremistiche. Ciò provoca una crescente tensione. Nel dicembre 1922 l'amministrazione socialista e il suo segretario Paini sono presi di mira ancora una volta dalle camicie nere per cui il consiglio comunale invia al Capo del governo, Mussolini, una denuncia delle angherie che rendono impossibile il lavoro amministrativo. Ma è tutto inutile. Agli inizi di gennaio una spedizione squadrista devasta di nuovo i locali della Casa del popolo e dell'annessa Cooperativa, distruggendo, come comunica il Prefetto al Ministero dell'interno, «mobili, utensili, generi alimentari, vino, liquori e relativi registri» e asportando anche la bandiera rossa. In uno scontro tra fascisti e socialisti avvenuto il 7 gennaio 1923 il Segretario del fascio locale minaccia di fare saltare le abitazioni dagli avversari, mentre la Giunta comunale, in seguito al ferimento del giovane fascista Albino Pezzaga, si sente in dovere di lanciare un manifesto di invito alla pacificazione degli animi. Invito ancora una volta andato nel vuoto, tanto che nel febbraio 1923 la Giunta comunale viene sciolta d'autorità, e non passano pochi giorni che nel marzo, essendo stati trovati in possesso di una circolare del P.S.I., l'ex sindaco Angelo Massari e il segretario comunale Alberto Paini "legati come malfattori" vengono trascinati alle carceri di Brescia e rilasciati dopo cinque giorni, avendo dato esito negativo le perquisizioni nelle loro abitazioni. Il 15 giugno 1923 la repressione fascista si abbatte sulle Camicie bianche cattoliche e Mussolini avalla in pieno il divieto di Augusto Turati di indossare camicie bianche e portare gagliardetti.


Ormai il fascismo è padrone della situazione. L'11 marzo 1923 viene inaugurato il gagliardetto del Fascio, al quale il parroco don Scolari nega la benedizione. Due sere prima è stato arrestato il consigliere comunale Beniamino Redolfi perché trovato in possesso, senza il relativo porto d'armi, di una rivoltella. Il 6 maggio 1923 vengono consegnate le bandiere alle scuole ed inaugurato il monumento ai caduti e il Parco della rimembranza. Il fascismo ottiene, nelle elezioni politiche del 6 aprile 1924, una clamorosa vittoria con 234 voti su 285 votanti. Il 19 maggio seguente il Consiglio comunale, formato da fascisti e liberali, conferisce la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.


Nel frattempo si spegne anche la vita sindacale. Ultimi scendere in sciopero nel 1925, ma sotto l'egida del sindacato fascista, sono gli operai delle Trafilerie che ottengono subito lire 2.50 per il caroviveri. Mentre il fascismo predomina incontrastato la scena politica, la sezione socialista si orienta verso le posizioni massimaliste di Serrati e sempre più verso la fusione con i comunisti mentre si scioglie il Circolo giovanile. Nel 1925 Villa Cogozzo è uno dei pochi centri della Valle dove esistono elementi iscritti al PCI-Partito Comunista d'Italia. Ma è anche uno dei centri nei quali la repressione fascista è più dura. Preso continuamente di mira è, fra gli altri, Pietro Angelo Gatta, socialista di tendenza anarchica, il quale, più volte minacciato, aggredito e bastonato, emigra in Francia. Nel 1926, ferocemente percosso con sacchetti di sabbia di fronte al bar Zinelli, muore dopo alcuni giorni il socialista Angelo Reboldi; nell'aprile il socialista Firmo Saresini, picchiato selvaggiamente, sopravvive solo perché si finge morto; il 17 aprile un povero sordomuto, Cherubino Santorum di Riva di Trento, grande invalido di guerra, viene massacrato di botte per non essere in grado di gridare «viva il Duce». Per l'atto di violenza Tullio Gusmeri ed Angelo Copetta vengono condannati rispettivamente a 12 e a 9 anni di carcere, dal quale usciranno per amnistia nel 1935.


Eppure, nonostante la tensione politica crescente, non mancano sprazzi di pacifico progresso che vede impegnate persone fuori dalle logiche di partito. Nel luglio 1921 viene fondata l'Unione sportiva carcinese che abbraccia varie discipline come il calcio, il ciclismo, e soprattutto la palla a mano che conta a Villa Carcina alcune delle migliori squadre della valle. Questo sport tipicamente bresciano veniva documentato dal sempre presente Giovanni Corvi ad ogni competizione illustrando il valore e l'entusiasmo delle compagini e dei giocatori. Ai posti d'onore nella graduatoria dei campionati la squadra dei "Fonditori" della Glisenti con Mario Guerra, Renzo Guerra, Giuseppe Guerra, Angelo Guerra, Antonio Filippini, Ettore Pedretti delle Trafilerie, Gino Pedretti, Achille Zanotti, Pietro Ghirardi, Gino Tanghetti, Pierino Faustinoni. Nell'autunno del 1921 in seno al ritrovo operaio cattolico S. Rocco nasce la banda musicale "Musica sociale" . Nel 1923 la Commissione di difesa dell'igiene sociale di Villa Cogozzo, per l'impulso particolare dell'ing. Guido Ruffini, attiva a Villa un dispensario antitubercolare della Croce Rossa Italiana diretto dal dott. Paolo Mombelloni e dotato di un gabinetto di radiologia donato dal sen. Antonio Bernocchi. Suo scopo è di «integrare i mezzi di lotta contro le malattie contagiose in genere, e la tubercolosi in particolare; con zona di competenza la Bassa Valtrompia, comprendente i comuni di Villa Cogozzo, Carcina, Concesio, Sarezzo, S. Vigilio». Qualche progresso si registra anche nell'edilizia popolare.




Tra i PERSONAGGI molto attivo fu Beniamino Ettori (1797-1884). Si distinse anche la famiglia Cavadini. Con R.D. del 29 dicembre 1927 n. 2665 il comune di Villa Cogozzo viene soppresso e con il comune, pure soppresso, di Carcina prende vita il nuovo comune di Villa Carcina.


SINDACI del Comune di Villa Cogozzo (dal 1860). Bernardo Balzarini (dal 1860 al 1861); Bernardo Quintini (dal 1861 al 1862); Gian Maria Cavadini (dal 1862 al 1865); Gianbattista Balzarini (dal 1865 al 1880); Carlo Luigi Calini (dal 1880 al 1885); Giovanni Zamboni (dal 1885 al 1914); Ambrogio Gusmeri (dal 1914 al 1918); Domenico Gregorelli (dal 1918 al 1920); Angelo Massari (dal 1920 al 1923); Gian Maria Cavadini (dal 1923 al 1926); Gian Maria Cavadini, podestà (dal 1926 al 1927).