VIGILIA di S. Lucia

VIGILIA di S. Lucia

Diffusa in area veneta e perciò nel Bresciano per la devozione alla santa dopo il trasporto delle sue reliquie a Venezia. Nella notte di vigilia i bambini attendono il passaggio della santa con un asinello carico di doni per i bambini buoni e di carbone per i cattivi. L'usanza veniva così registrata nel 1811 da Cesare Arici: «costume si è quello de' fanciulli che espongono le loro scarpe sulle finestre nella notte di santa Lucia. È pia credenza nella buona fede de' ragazzi, che quella Santa con certo suo alato asino celeste, svolazzi quella notte su pei balconi delle case e riempia di doni le scarpe che si trovano esposte, di ciambelle, di canditi e di confetti. Né per tutta quella lunga notte si chiude occhio tanta è la divota trepidazione e il desiderio che la mattina trovinsi piene le scarpe, che di soppiatto appunto si empiono dai parenti. Quest'uso è pure pretesto gentile di regalarsi fra i maggiori e gli amanti». La santa viene interpretata a volte da ragazze in bianche vesti, durante il giorno della santa, negli asili e negli ospedali. Ma un tempo la notte i bambini, dopo aver preparato sui davanzali o alla porta di casa il fieno per l'asinello, dovevano, al suono del campanello nella notte, far almeno finta di dormire mentre i genitori preparavano i doni che i bambini avrebbero scoperto il mattino dopo.