VICARIATI maggiori e minori

VICARIATI maggiori e minori

Giurisdizioni periferiche dell'amministrazione del governo veneto, affermatosi dal 1426, ma consolidatosi dal 1440 particolarmente nella pianura, nelle quali vengono inviati rappresentanti cittadini con funzioni amministrative e giurisdizionali nelle cause civili di lieve entità, in genere di non più di lire 5 planet.


Nel 1440 i vicariati risultavano una ventina circa, anche se il loro numero subì lievi variazioni nel corso del secolo. Vicariati maggiori vennero stabiliti a Calvisano, Castrezzato, Ghedi; quelli minori a Gambara, Gavardo, Gottolengo, Iseo, Pontoglio, Pontevico, Montichiari, Pompiano, Quinzano d'Oglio e Rovato. I vicari duravano in carica generalmente per un anno e godevano di un buono stipendio totalmente od in parte a carico dei comuni amministrati, oltre che degli onori e delle prerogative di loro spettanza; avevano autorità di bassa giustizia in materia civile ed anche, in qualche caso, criminale, rimettendo ai tribunali di Brescia le cause maggiori e quelle di primo appello; soprattutto dovevano guidare e controllare la vita delle comunità soggette e vi facevano osservare le leggi dello stato e gli ordini del governo; al termine dell'ufficio il loro operato veniva sottoposto al giudizio di una commissione di revisori.


In seguito i vicariati maggiori furono quelli di Iseo, Gottolengo, Rovato, Montichiari, Pontevico, Quinzano; e minori quelli di Manerbio, Ghedi, Castrezzato, Gavardo, Pontoglio, Gambara, Pompiano. La situazione rimase tuttavia fluida. Come ha documentato Daniela Parzani, se «gli elenchi dei vicariati spettanti a "cives" bresciani presenti nei documenti del 1440-41 ci indicano l'esistenza di 22 vicariati, comprese le valli Trompia e Sabbia ed Orzivecchi, che pur risulta infeudata a Cesare Martinengo dal 1433, alcuni altri documenti del 1441-1442 mostrano Venezia intimare al Consiglio Generale di Brescia di non inviare vicari a Nave, Gussago, Travagliato e Mairano, per la loro vicinanza a Brescia. Sembra perciò che tra il 1445 ed il 1448 la Dominante appoggi maggiormente le rivendicazioni cittadine: si inviano definitivamente vicari a Gambara e Pompiano, nonostante le proteste locali, e si inizia a mandarli a Cigole ed a Pavone, pur infeudato dal 1443 ad Antonio Martinengo; non solo, ma nel '48 Venezia ordina che vicari bresciani risiedano anche a Mairano, Gussago, Travagliato e Bagnolo, in parte smentendo propri ordini precedenti: in fondo Venezia stessa aveva assentito alla richiesta bresciana di inviare un vicario in ogni centro capoquadra nel 3° capitolo del privilegio del 9 aprile 1440. Tutto ciò anche se non mancheranno nei decenni seguenti alcune decisioni in materia un po' contraddittorie da parte della Dominante, come quando nel 1452 Bagnolo otterrà di non ricevere più il giusdicente mandato da Brescia. Per l'invio nelle sette podesterie di ufficiali bresciani si veda ancora il privilegio del 9 aprile 1440 sopra citato. A proposito delle competenze giurisdizionali dei podestà, aggiungiamo che Orzinuovi, nel 1457, sembra riacquistare una certa autonomia nel campo criminale, in quanto il podestà di Brescia stabilisce che ad essa spettino le cause criminali ove non si ingerisca "pena sanguinis"».