CAMALDOLESI

CAMALDOLESI

Congregazione di monaci eremiti benedettini nata dalla riforma di S.Romualdo nell'autentica duplice interpretazione di Camaldoli e di Fonte Avellana. Fu soprattutto la Congregazione camaldolese ad accogliere illustri bresciani fra i quali lo scrittore ascetico Bernardino Gadola (1463-1496), il generale Pietro Zanetti (1518), i due visitatori Stefano Prevosti e Girolamo da Brescia (1530) e parecchi altri. Furono due camaldolesi bresciani, don Anselmo Martinengo e don Faustino Emili ad adoperarsi dal 1619, anno della loro professione religiosa, per fondare un eremo camaldolese anche nel Bresciano. Il desiderio tuttavia potè essere realizzato soltanto a distanza di anni. Morendo nel 1630 una sorella di don Agostino Emili lasciò erede dei suoi beni specie esistenti in Maclodio la Compagnia di S.Orsola alla quale apparteneva. Ma questa essendo l'eredità gravata da oneri, legati, rinunciò ad essa in favore di don Faustino, al quale spettava già una somma di semila lire. Nel 1636 don Faustino Emili si rivolgeva al Consiglio Generale di Brescia per ottenere il permesso di erigere un Eremo destinando i suoi beni al mantenimento di quindici-venti eremiti. La supplica venne discussa in Consiglio il 7 settembre 1636 ed approvata con 144 voti contro 18 negativi. Ottenuto il consenso il Capitolo generale dei Camaldolesi dava l'incarico dell'erezione e di ogni trattativa inerente a don Anselmo Martinengo da Barco. Scartato Maclodio per l'insalubrità del luogo venne scelta la località Margherita sui Ronchi, poco oltre il promontorio di. S.Croce e il Gottardo. Aperte le trattative il consiglio generale approvava la scelta che veniva convalidata il 13 maggio 1637 dal Capitolo generale tenutosi a Camaldoli il 28 dicembre 1637 dal Governo della Repubblica. Ma avendo il Capitolo Generale dei Camaldolesi cambiato orientamento sul luogo ne venne scelto un altro sul monte Navazzone a NE di Gussago dove difatti l'eremo sorse (v. Camaldoli).