COLOMBINE
COLOMBINE
Monti a N (m. 2.215) e a NE di Collio, verso il passo di Croce Domini. Si tratta di due punte distanti circa 600 m. Il nome deriva forse da colomb, selvadegh cornaröl - colombo selvaggio, oppure da una specie di funghi. La montagna presenta geologicamente grandiosi ed importantissimi fenomeni di contatto fra il magma tonalitico e le rocce incassanti del Trias, con cristallizzazione di zone calcaree e dolomitiche e la loro trasformazione in marmi bianchi saccaroidi. I suoi fianchi sono ricchi di carbonato di ferro e si siderosi che alimentarono nei secoli scorsi l'alto forno di Bagolino. Nella sua parete SE la montagna si dice sia stata sventrata durante l'ultimo conflitto con tutto il suo carico di bombe da una superfortezza volante abbattuta dalla contraerea. Numerosi i fossili del periodo permiano nei quali sono presenti piante di dimensioni anche gigantesche, e tutti i tipi di animali invertebrati (madrepore, molluschi, crostacei, insetti), ma del tipo dei vertebrati solo pesci, anfibi e rettili e non un mammifero. Sulle lastrelle di finissima arenaria permiana delle Colombine vennero rinvenute pronte di passi attribuite ad un grosso anfibio o batrace (rana); il fossile rarissimo, anzi quasi unico, è invidiato da molti musei. Le Colombine furono poi punto di riferimento di popolazioni primitive che si riunivano in Bazena o in Maniva per scambi commerciali.