BATTAGGIA Francesco
BATTAGGIA Francesco
Sec. XVII. Nobiluomo veneziano. Savio di Venezia, fu prima commissario presso l'esercito francese e nel giugno 1796 mandato provveditore a Brescia con responsabilità su tutte le terre a ovest del Mincio. Era però già sospettato di debolezze verso le nuove idee in quanto frequentatore del salotto di Isabella Teotochi e ammiratore di Giuseppina Bonaparte. In verità finì col tenere un atteggiamento troppo prudente e con lo scontentare tutti. Perfettamente informato sullo sviluppo delle congiure giacobine, tanto che ebbe l'elenco quasi completo dei firmatari della congiura di Villa Belucanti, tentò negli ultimi gioni di trovare un accomodamento coi rivoltosi prima che passassero all'azione, senza successo e fermò una colonna dell'esercito veneto in marcia da Verona per non indispettire il comandante di piazza francese. Quando il 18 marzo 1797 gli insorti marciarono sul Broletto diede ordine di non sparare al fine di non permettere che i francesi avessero motivo di cannoneggiare dal Castello ed egli stesso depose il potere. Dopo un alcune ore di prigionia in risposta ad una sollevazione popolare nei pressi della caserma veneta di Vicolo San Giorgio, venne salvato dal Giuseppe Lechi, capo militare della sollevazione a fronte di alcuni che lo volevano morto, scortato alle due di notte su ordine da due militari francesi fuori dal Broletto per la via del Giardino passando da sotto il Castello a porta Torlonga. Secondo il desiderio dello stesso Napoleone che lo stimava molto nel giugno 1797 venne nominato ministro plenipotenziario di Venezia presso i Ministri di Francia e l'Imperatore austriaco.