RICHIEDEI Marco

RICHIEDEI Marco

(1563 - viv. ancora nel 1627). Le date sono proposte da Stefano Fenaroli, mentre un manoscritto queriniano (E. I., 10) lo dice addirittura bergamasco, forse perché autore di un quadro esistente a Clusone. Altri hanno avanzato l'ipotesi, per nulla verosimile, che sia nato a Bagolino. Camillo Boselli contesta le date e dimostra come la data 1647 incisa nella soasa dell'altare di Clusone non sia attinente alla pala. Diversamente il Boselli, per induzione e dall'esame di alcune opere a lui attribuite da tutta la Kuntsliteratur bresciana, lo ritiene vicino vicinissimo alla bottega del Moretto; ma non abbiamo la prova se egli sia solo un imitatore del Moretto (il Paglia della Incredulità di S. Tommaso dice fatta «all'imitazione del Moretto») oppure un suo scolaro diretto. A prova di ciò porta, con il sostegno del parere di Gaetano Panazza, una tela raffigurante "Incontro di Cristo colla Madre" della Pinacoteca di Brescia, comparandolo con la pala dell'"Incredulità di S. Tommaso", già nella chiesa di S. Tommaso e ora, dopo un fortunoso recupero del Boselli stesso, conservata in S. Faustino. Tale accostamento ha portato il Boselli a discostarsi dalle date offerte dal Fenaroli e a pensare il Richiedei contemporaneo più o meno degli altri in cui si esemplifica la bottega e scuola del Bonvicino: Mombello, Galeazzi, Ricchino. Ponendolo nato verso il 1520, noi possiamo benissimo riconoscere in lui, spiegando certo sussistere di forme piacevolmente ritardatarie coll'essere il Richiedei vissuto in contado, l'autore delle due tele in questione, mentre sarebbe impossibile pensarlo tale se lo si ponesse nato nel 1565 e datando di conseguenza l'opera come termine ante quem non potuit, verso l'80 od il '90. Sempre più lontano dallo stile morettesco è "Il Martirio di Lucia" della chiesa di S. Maria di Clusone, opera che, come scrive il Boselli «non risponde più al dolce dipingere morettiano, ma piuttosto ai canoni di un manierismo, forse scorretto, ma non ancora truculento come diverrà nel Cossali e nei pittori a questo contemporanei». Lo stesso Boselli individua una decisa interruzione con l'indirizzo morettesco in un'altra pala pure raffigurante il Martirio di S. Lucia nella chiesa di S. Agata in Brescia, variamente attribuita al Mombelli, all'Aragonese, al Rossi e al Rosa o anonimamente a scuola bresciana. Pittore tardo manierista, dipinge visi scavati, marcati, ed ha un gusto per le lumeggiature fredde e grigie, rotte da alcuni squilli rossi e gialli, che si ricollega ancora, tramite il Mombello ed il Pellegrini, all'ultimo Moretto (quello, per intenderci, del Sacrificio di Melchisedech della Scuola del Duomo di Brescia). Le sue tele, scrive Camillo Boselli «indicano il tramonto della scuola morettesca nell'ambito di coloro che presumibilmente ne fecero parte».


SUE OPERE: BRESCIA - S. Agata: Martirio di S. Lucia; Ss. Faustino e Giovita: Immacolata e Incredulità di S. Tommaso (olio m 2,05x1,48); Pinacoteca: Gesù incontra la Madre; Collezione Musiani-Bonvini: Adorazione dei Magi (1613). Nella Quadreria di Paolo Brognoli esistevano un: Gesù bambino con il piccolo S. Giovanni B., firmato Richiadeus; Madonna col Bambino e S. Francesco, firmato Marcus Richiadeus. CLUSONE (Bergamo) - S. Maria del Paradiso: Martirio di S. Lucia, firmata "Marcus Richiaedeus F.". Di essa E.M. Guzzi sottolinea che "la recentissima pubblicazione di dipinti inediti di Grazio Cossali mi permette di precisare che la tela altro non è che una fedelissima, salvo varianti minime, copia di uno dei due Martiri di una Santa (in uno dei due casi, iconograficamente simili, dovrebbe trattarsi di S. Giustina) in S. Lino di Binzago di Agnosine del Cossali". MAGNO DI GARDONE - Parrocchia: S. Martino il povero. PRESEGLIE - Parrocchia: pala del terzo altare, raffigurante il martirio di S. Orsola.