QUARANTA Giovanni

QUARANTA Giovanni

(Monticelli d'Oglio, 8 gennaio 1863 - Montichiari, 7 marzo 1949). Di Bortolo e di Maria Prandini. Fu tra gli allievi di mons. Pietro Capretti. Sacerdote il 18 giugno 1886, fu zelante, bravo oratore e tra gli animatori, anche sul piano diocesano, del movimento giovanile cattolico. Fu dapprima attivo curato a S. Vigilio, nel 1891 venne nominato parroco di Collebeato dove nel 1895-1896 avviò la ricostruzione della chiesa parrocchiale e innalzò un nuovo campanile. Costruì nel 1900 la casa canonica e innalzò la croce sul Monte Pizzo. Promosse la Sezione "Giovani" (sett. 1901), il Comitato dei Padri di famiglia, l'oratorio maschile e in genere il movimento cattolico. Allargò poi il cimitero con un largo viale costruendovi una cappella peri sacerdoti dove volle essere sepolto. Promosso arciprete abate di Montichiari vi fece l'ingresso il 3 marzo 1912. Vi promosse numerose opere: i restauri della vecchia canonica, la casa di S. Giuseppe destinata alle associazioni parrocchiali e soprattutto il grande oratorio maschile, dedicato a San Giovanni Bosco, che in quegli anni era uno dei più grandi e dei più belli della diocesi. Anche per la gioventù femminile organizzò l'oratorio nel vecchio convento del S. Cuore, chiamandovi poi le madri Canossiane a dirigerlo. Nel Duomo fece ingrandire e rinnovare il vecchio organo, fece collocare le due grandi vetrate del Presbiterio e fece restaurare anche le artistiche tele che adornano il Duomo. A ricordo dei caduti in guerra volle la cappella dei Morti e in ricordo della conciliazione il grande apparato delle Quarantore. A lui si deve pure il pulpito del Duomo e altre opere minori. Durante la prima guerra mondiale organizzò opere di assistenza. Nel maggio 1939 venne nominato cameriere segreto di S.S. Nel 1933 dava inizio alla costruzione dell'oratorio S. Giovanni Bosco inaugurato il 2 novembre 1935. Ripristinò la canonica. Critiche a volte roventi al fascismo, gli procurarono nel novembre 1943 la minaccia di arresto sventato dall'intervento del vescovo di Brescia e di altre autorità. Fu oratore efficace e ricercato e, come scrisse mons. Luigi Fossati, «difficilmente un oratore popolare in polemica con lui gli avrebbe tenuto testa». Numerose le Missioni al popolo da lui predicate.