POLIAMBULANZA di Brescia e Lumezzane - Domus Salutis

POLIAMBULANZA di Brescia e Lumezzane - Domus Salutis

La Poliambulanza, Casa di Cura, ha una collocazione importante nella storia di Brescia. E' sorta in uno dei quartieri più poveri ed emarginati della città ad opera di medici che si recavano a visitare gli ammalati: molteplici i casi umani che si ponevano loro dinanzi e grande la miseria che li circondava. Un gruppo di questi medici, liberi professionisti, pensò nel 1902 di andare incontro a questa povera gente e, dopo aver preso contatti con il Comune e con la Congrega, fece sorgere alla fine di via Capriolo, allora via San Rocco, una modesta costruzione, la cui parte inferiore era dedicata ad un Poliambulatorio, che prese appunto il nome di Poliambulanza: il primo embrione dell'attuale clinica nacque di fatto così. I medici fondatori, ciascuno nella loro specialità, esplicavano un servizio sociale altamente meritorio dedicandosi alla loro missione con grande spirito di sacrificio. A turno questi benemeriti professionisti visitavano gli ammalati, davano consigli e portavano loro medicine gratuite. Il cittadino, vedendosi ben trattato e seguito, cominciò a frequentare assiduamente il Poliambulatorio; la cosa si estese rapidamente ad altri rioni vicini, sino a quando praticamente i poveri di tutta la città si rivolsero alla Poliambulanza dove l'assistenza era gratuita. Questa accoglienza fece nascere nei medici il desiderio di dare maggiore e più continua assistenza a questi ammalati, per cui si pensò di ricavare nel caseggiato stanzette attigue agli ambulatori per brevi ricoveri. In quel tempo, si era arrivati al periodo attorno al 1907, Brescia era in piena espansione; si avvertì allora la necessità di ampliare il complesso formatosi e di fare di più. Sempre con l'aiuto del Comune e della Congrega si pensò alcuni anni dopo di trasferire la "Poliambulanza" in via Calatafimi, 1. L'inaugurazione avvenne nel giugno 1910 ed ecco come il "Cittadino di Brescia" del 30 giugno di quell'anno commenta-l'avvenimento: «...le maggiori autorità cittadine si diedero ieri mattina convegno al nuovo splendido edificio sede della Poliambulanza... ad onorare questo benefico istituto che tanta simpatia seppe conquistarsi nei sette anni di sua vita...». E "La provincia di Brescia" dal canto suo sulla cronaca dell'inaugurazione scrive: «la grande beneficenza bresciana ha fatto un nuovo passo verso le forme più progredite di vita sociale e di civiltà» e ancora il 30 giugno nella cronaca di Brescia di quel giornale leggiamo: «la Poliambulanza col possedere oggi una sede propria nella quale potrà meglio esplicare l'opera sua altamente umanitaria e civile, ha raggiunto il suo ideale supremo». L'edificio scelto per la nuova Poliambulanza e che ospitava il primo complesso di assistenza sociale organizzata con la Croce Bianca ed il Dispensario Antitubercolare, era di proprietà del Comune. Ma per esso questa realizzazione una volta attuata era assai gravosa e così dopo un certo periodo fu affidata alle Ancelle della Carità, le grandi fautrici dell'assistenza ospedaliera a Brescia e che in un secondo tempo ne divennero le proprietarie. La prima direttrice di questo nuovo istituto, che studiò e applicò una particolare convenzione con i medici, fu suor Giovanna Corghi la cui nobile figura lasciò un indelebile ricordo nei cuori dei bresciani quando essa scomparve il 26 giugno del 1980. Essa genialmente seppe creare una modellatura di servizi che partendo dall'assistenza dei più poveri si allargò sino a creare un'entità sanitaria notevole e di grande prestigio quale è ora la Poliambulanza, che si è anche notevolmente potenziata con nuovi edifici e con nuove modernissime strutture.


Diramazione della Poliambulanza di Brescia fu la Poliambulanza di Lumezzane (chiamata da suor Giovanna "figlia prediletta") che, nata nel 1953, ha solo da pochi anni una sua Direzione amministrativa autonoma. Furono i fratelli Gnutti a caldeggiare la cosa (e offrirono un edificio a tal scopo) a nome dei lumezzanesi che non avevano un ospedale proprio e fu suor Giovanna con il geniale apporto dell'ingegner Vittorio Montini a realizzarla. Ora anch'essa si presenta come una Casa di Cura modernamente attrezzata capace di 120 posti letto. Tornando alla Poliambulanza di Brescia, nel 1991 è stato realizzato un progetto relativo ad un suo trasferimento in un vasto complesso ospedaliero che ora è sorto in via Bissolati (al numero civico 45), alla periferia sud di Brescia nella zona di S. Polo su un'area di 95.000 metri quadrati. I lavori sono iniziati nel 1993 e alla fine del 1996 saranno completamente ultimati. La nuova Poliambulanza potrà disporre di 300 posti letto e sarà dotata oltre che di tutte le specialità medico-ospedaliere di un pronto soccorso modernamente attrezzato, di un reparto di Medicina Nucleare e di un Day Hospital.


DOMUS SALUTIS: l'11 giugno 1987 si inaugurava a Brescia nella simpatica e ridente piccola valle di Costalunga, nei pressi dell'Ospedale Civile, il grande complesso sanitario (uno dei più importanti d'Europa nel suo genere) denominato "Domus Salutis" (che amministrativamente fa sempre parte della Poliambulanza) e realizzato dalle Ancelle della Carità per la tenace volontà e felice intuizione della loro Madre Generale Eugenia Menni. Il complesso con le sue strutture assolutamente d'avanguardia è sorto per accogliere i pazienti inguaribili per forme neoplastiche (questi potranno essere anche assistiti dai loro familiari che saranno ospiti della Casa di Cura) e per pazienti funzionalmente lesi ma possibili di recupero; esistono per loro attrezzati centri di riabilitazione cardiocircolatoria, respiratoria e polifunzionale. Inoltre l'Istituto accoglie in un moderno ed elegante albergo chiamato "Casa dell'Ospite" tutti coloro che devono venire a Brescia per assistere i propri congiunti ricoverati in qualsiasi luogo di cura. La Domus Salutis dispone anche di un grande solarium che consente l'inizio del ritorno alla vita dell'ammalato all'aria aperta. Nell'area della Domus, ma ad essa esterno, è sorto sempre per volontà delle Ancelle un nuovo fabbricato per l'assistenza socio-assistenziale extraospedaliera a favore dei malati di Aids e sindromi correlate in fase non acuta. Il 20 dicembre 1995 è stato inoltre inaugurato un nuovo "Hospice" atto ad ospitare gli ammalati oncologici che hanno lasciato il vecchio padiglione destinato ora ad altro uso. La "Domus Salutis" è certamente, per le sue caratteristiche, una struttura d'avanguardia, una delle prime realizzate in Europa. (Note a cura di Franco Panzerini).