PACE del Chiese

PACE del Chiese

Venne così chiamata la convenzione stipulata il 14 marzo 1953 a palazzo Loggia in Brescia. Il Sindaco di Brescia, Bruno Boni, che se ne interessò personalmente, asserì di averla conclusa in una bottega da barbiere. Le parti interessate erano i rappresentanti delle utenze irrigue bresciane e quelli dell'Alto agro mantovano, i quali dovevano pervenire ad un giudizio definitivo circa l'utilizzo delle acque del fiume Chiese, specie nelle zone depresse delle due provincie, intorno alle quali era insorta, fin dal 1921, una dura e lunga vertenza fra irrigatori della pianura orientale bresciana e dell'Alto Mantovano. L'accordo fu raggiunto grazie ad uno stratagemma: essendosi potuto accertare che le acque del Chiese destinate alle utenze poste a valle di Gavardo, e quindi anche alla nuova utenza mantovana, subivano nel greto del fiume, specie nel periodo estivo, forti disperdimenti, fu convenuto di avviare un progetto per la canalizzazione di tali acque attraverso la Roggia Lonata in modo da convogliarvi anche le acque destinate all'Alto Mantovano (definite in 3,7 mc/sec. in luogo dei 4 pretesi), che il recupero dei disperdimenti avrebbero reso disponibili senza pregiudicare il regime preesistente goduto dalle utenze bresciane. Con tale accordo fu definita in 37001/s la competenza estiva per l'Alto Mantovano e furono nel contempo decise, collegialmente, con l'intervento di tutti i consorzi, opere di bonifica volte a recuperare i disperdimenti che le acque del Chiese subivano nel tratto compreso fra le località di Cantrina (antica presa della Lonata) e Ponte San Marco (antica presa delle rogge di Montichiari e di Calcinato). In base agli accordi in località Cantrina vennero derivate le acque destinate alla R. Lonata e ai mantovani e, nel primo tratto, fino alla località di Salago, anche quelle della Calcinata e Montichiara. Alla "Pace del Chiese" seguì l'elaborazione dei progetti, per la cui realizzazione i consorzi interessati (le quattro utenze bresciane e l'Alto Mantovano) si associarono nell'ente denominato "Consorzi Riuniti del Medio Chiese", la cui costituzione formale viene promossa in questi anni dalla Regione. Nel 1983 i cinque consorzi dell'Università del Naviglio Grande Bresciano, della Roggia Lonata, della Roggia Maggiore Calcinata, della Roggia Montichiara e Dell'Alto Mantovano chiedevano alla Regione il riconoscimento della loro Associazione in Consorzio di Bonifica di secondo grado. Ma, nonostante tali interventi, si manifestarono nuovi disaccordi ai quali cercò di portare rimedio il Comitato cui l'Autorità del bacino del Po demandò il compito di elaborare una proposta di riequilibrio da sperimentare per tre anni dopo che nel 1987 era scaduta la convenzione durata settant'anni con il Consorzio di bonifica del medio Chiese. Del comitato fecero parte l'architetto Giuseppe Ferretti, dirigente del servizio pianificazione territoriale dell'assessorato provinciale e il geologo Corrado Cesaretti, dell'ufficio difesa del suolo dello stesso assessorato. Grazie a tale mediazione si giunse, il 13 luglio 1993, ad un accordo in via sperimentale (da qualcuno ritenuto una "tregua armata", da altri chiamato "la seconda pace del Chiese") firmato davanti al prefetto di Brescia A. Di Giovine e all'assessore del Coordinamento del territorio Vigilio Bettinzoli.