ENTE Comunale Assistenza

ENTE Comunale Assistenza (E.C.A.)

Istituito in base alla legge 3 giugno 1937, subentrò alla Congregazione di Carità e concentrò in un unico organismo qualsiasi iniziativa pubblica di assistenza. All'assistenza generica continuativa veniva provveduto con l'assegnazione di pacchi viveri settimanali di riso e pasta, che venivano ritirati presso le "case d'assistenza" e buoni carne di bassa macellazione da ritirarsi presso il pubblico macello; venivano inoltre erogati buoni pane e latte, da ritirarsi presso le fornerie e latterie. Ai bisognosi di carattere temporaneo venivano accordati sussidi in danaro per affitto, pagati direttamente ai proprietari di casa a mezzo assegno bancario e sussidi vari per cure mediche, libri scolastici, ecc. Per l'assistenza stagionale venivano assegnati buoni per minestra e pane da consumarsi presso i ranci del popolo (via Odorici, corso Carlo Alberto, Casa Industria) nei mesi da novembre a marzo. Venivano ancora erogati buoni-indumento e legna, da ritirarsi presso le "case d'assistenza" di via Odorici e in corso Carlo Alberto. Nei mesi di novembre e dicembre veniva accordato lo svincolo gratuito di indumenti invernali, pignorati dai bisognosi durante la stagione estiva. Per i senza tetto l'ente provvedeva per le persone sole con l'erogazione di buoni letto presso il pubblico dormitorio della P.O. Casa d'industria. Per le famiglie si cercava di provvedere o con la possibile sospensione di sfratti o con l'alloggio temporaneo e provvisorio presso locande e alberghi, a seguito di preventivi accordi già fissati dall'ente coi proprietari. Per quanto riguardava le iniziative particolari attuate, l'Ente, per sopperire alla sempre accentuata mancanza di alloggi popolari, provvide alla costruzione di dieci case popolarissime, in via Chiusure, e di due capannoni in via Morosini.


L'E.C.A. provvedeva ancora alla gestione del "ristorante familiare" in via Barricate, dove venivano somministrati pasti completi a prezzo limitato, a impiegati, sottufficiali, militari che facevano abbonamenti e pensioni, ed erogava buoni speciali per la consumazione di pasti gratuiti presso detto ristorante a persone che si trovavano in momentanee condizioni di disagio. Venivano inoltre erogati buoni per pasti, tramite i fasci femminili, a parenti che si recavano in visita a militari giacenti negli ospedali militari. Presso il ristorante dell'E.C.A. venivano infine somministrati pasti a prezzi limitati in occasione di raduni di camerati combattenti, ecc. Quanto alle assistenze speciali, l'Ente provvedeva alle gestioni dell'asilo infantile nella frazione di Caionvico e di quello nella frazione Case di S.Polo. Durante la guerra in conseguenza dello stato di emergenza, l'Ente doveva ancora provvedere all'assistenza morale e materiale alle famiglie dei rimpatriati dall'estero, agli sfollati dall'Africa settentrionale e dall'A.O.I., dall'Albania, dalla Grecia, da altre zone di occupazione militare, e alle famiglie che ricevevano rimesse da congiunti rimasti nei territori occupati dal nemico. Per diverse famiglie di sfollati che si trovavano nell'assoluta impossibilità di procurarsi un alloggio e nell'impossibilità di arredarlo, l'Ente provvedeva alla loro completa sistemazione in una ala del fabbricato situato in corso Carlo Alberto 21 di proprietà dell'Ente, dove vennero accolti in locali separati famiglie complete. Quanto alle gestioni separate, oltre alle gestioni delle case popolari, degli asili di Caionvico e San Polo, già menzionati nelle assistenze speciali, l'E.C.A. provvedeva alla gestione dell'istituto "Maria Pia di Savoia" in via Mantova, sorto per soddisfare le sempre crescenti richieste di ricovero, e del Pio istituto "Arici Sega" in via Case di S.Polo, sistemato a ricovero per inabili, cui era annessa una azienda agricola, per soddisfare alle necessità del ricovero stesso e del ricovero in via Mantova. Importanza ha l'amministrazione dei legati o lasciti speciali appartenenti alla cessata Congregazione di carità di Brescia, S.Eufemia e Caionvico. I lasciti più importanti e con scopi determinati, oltre a quelli senza destinazione speciale e quindi a favore della beneficenza generica, sono: "Carrara" per borse di studio per levatrici che frequentino un corso di perfezionamento presso gli ospedali civili di Brescia; "Bonetta-Mazzucchelli" per l'infanzia abbandonata con l'ammissione di fanciulli presso istituti di ricovero; "Agosti" con lo scopo di mantenere agli studi universitari un componente della famiglia Agosti (discendenti da Agosti Battista fu Bortolo); "Conter" a favore dei poveri pellagrosi del comune di Gavardo e bisognosi di altri comuni della provincia; "Galli" "Piazzali", "Bonicelli" e "Bianchetti" per erogazione di medicinali a favore dei poveri del comune di Brescia; "Bonini', "Seguito", "Carità S.Agata" per distribuzione di letti, materassi e lenzuola a poveri del comune; "Righettini" a favore di muratori e manovali durante il periodo invernale; "Rossa" a favore di bambini scrofolosi e rachitici da inviarsi alle cure climatiche; "Formentini" per erogazione di generi alimentari vari nella ricorrenza del S.Natale; "Rana Commissaria", "Scaramuzza", "Bargnani", "Basadonna", "Dispensa Doti", "De Terzi Lana" a favore di nubende povere della città di Brescia.


Nel secondo dopoguerra l'E.C.A. oltre all'assistenza di carattere generale attraverso interventi di tipo economico per la quale l'Ente percepisce contributi dalla Regione, gestisce l'Opera Pia Casa d'Industria per anziani autosufficienti in gestione nell'ECA dal 1950 e che da autonomo qual'era entro il 31 dicembre 1978 passerà al Comune; l'Istituto Geriatrico Arici Sega di S.Polo per anziani ammalati, che da casa di riposo venne rimodernata nel 1952 dall'ECA stessa; Pensionato Villa Elisa, per ragazze in difficoltà costruito dall'ECA nel 1970 grazie ad un lascito della signora Elisa Morandi; l'Istituto femminile di via Mantova, per dimesse dall'Ospedale neuropsichiatrico un tempo casa di riposo, trasformato a tale uso dall'ECA. Gestisce inoltre presso la Casa di industria una mensa popolare per bisognosi con pasti gratuiti e due scuole materne, a S.Polo e a Caionvico, e case popolari in via Gambara, ecc. Per iniziativa particolare del presidente avv. Silvio Pelizzari l'ECA indisse ogni anno il Premio di Pietro Bulloni. Ogni attività dell'ECA verrà completamente riordinata, con la scomparsa dell'Ente stesso, dalla legge 382. L'ECA è stato retto da un consiglio di amministrazione composto da 13 elementi di cui 12 consiglieri ed un presidente. Impiega 174 dipendenti (medici, infermieri, maestre, custodi ecc.). Presidente: dott. comm. Renato Pascucci (1937-1943), avv. Pietro Bersi (commissario prefettizio, marzo 1943 - ottobre 1944), geom. Innocente Dugnani (novembre 1944 - aprile 1945), Pier Alfonso Vecchia (maggio 1945 - dicembre 1945), conte dott. Alessandro Salvadego (7 dicembre 1945), avv. Guglielmo Ghislandi (1946), avv. Pietro Malaguzzi (settembre 1946 - 1948), Amedeo Guizzi (reggente interinale 24 maggio 1948 - settembre 1948), avv. Silvio Pelizzari (settembre 1948 - dicembre 1970), dott. Renato Pellegrini (1971 - 1976), dott. Marcella Bonafini (1977).