CRISTINA da Spoleto, beata

CRISTINA da Spoleto, beata

(Prima metà del sec. XV - morta a Spoleto il 13 febbraio 1458). Di Porlezza. Al secolo Agostina Camozzi di Giovanni, medico oculista. Sposata giovanissima a uno scultore di Laglio durante un soggiorno nel paese delle truppe viscontee si innamorò di Giorgio da Milano cavaliere del conte Giacomo Piccinino col quale si trasferì a Casaloldo forse anche a Calvisano dove una tradizione locale la vuole nativa. A Casaloldo l'amante, quale ebbe anche un figlio morto in tenera età, la maritò ad un contadino di Mariana (Mantova). Dopo che si vide uccidere il marito da un soldato invaghitosi follemente di lei, si diede ad una vita di penitenza e di preghiera, ed entrò nel monastero delle Agostiniane di Verona come terziaria, assumendo il nome di Cristina. Per l'eccessiva penitenza dovette lasciare il convento e ritirarsi a vita privata. Sembra che sia stata per qualche tempo a Como dove avrebbe prestato le sue cure ai malati dell'ospedale di S.Pantaleone, ritirandosi poi nel monastero della SS.Trinità. Successivamente fu a Ferrara e a Mirandola dove abitò per alcuni giorni presso l'ex amante Giorgio da Milano, quivi sposato e dimorante e poi presso una vecchia vedova. Nel 1457 partì per un pellegrinaggio ad Assisi ed a Roma. Di ritorno fu sorpresa dalla morte a Spoleto il 13 febbraio 1458, dove venne sepolta nella chiesa di S.Nicola. Per i miracoli compiuti cominciò subito ad essere venerata come beata. Il suo culto si diffuse poi, specie per impulso della duchessa di Milano, Bianca Maria Visconti, in tutta la Lombardia. Presto però si andarono formando intorno a lei leggende che ne falsarono perfino la identità per cui nel Breviario Agostiniano venne chiamata Cristina Visconti da Milano e in quello della Diocesi di Brescia, Cristina Semenzi da Calvisano. Oscura è la leggenda che si è formata intorno a questa beata a Calvisano dove venne ritenuta concittadina e patrona, nata da una povera famiglia Semenzi de' Giardini. Il culto a Calvisano era già diffuso probabilmente agli inizi del sec. XVI tanto che nel 1512 le veniva eretto per ex voto della comunità un altare.