CONGIURE

CONGIURE

Fra le congiure verificatesi nel Bresciano sono ricordate in modo particolare quelle del: 1426 - Congiura di Gussago. Organizzata nel marzo 1426 da Pietro Avogadro nella sua villa di Gussago, vi parteciparono il fratello Achille, Gherardo Averoldi, Giacomo Mazzola, Tomaso Pulusella, Emiliano Nassino, favorì l'avvento della Repubblica Veneta. 1509 - Organizzata da Giammaria Martinengo che, tradito da un servo, salì il patibolo il 10 settembre 1510. 1511, gennaio - Nove nobili bresciani (Valerio Paitone, Luigi Valgoglio, Giacomo Filippo Rosa, Francesco Ronzoni, Annibale Lana, Angelo Gandino, Galeazzo Fenarolo e altri) riunitisi in S.Domenico giurarono di liberare la città dai francesi. A ricordo della congiura del 1511 nell'ex ospedale ed ora nell'atrio del palazzo della Stipel è stata posta la seguente epigrafe: "Gli amministratori dell'ospitale/ nel 1884/ demolita a studio di publica salute/ l'insigne chiesa di S.Domenico/ e costrutti questi bagni sull'area di essa/ vogliono ricordare i nomi di nove cittadini/ che nel 1511/ sulla pietra sacrata di uno di quelli altari/ giuraron mettersi a ogni sbaraglio/ per sottrarre la Patria alla tirannia straniera/ Giacomo Filippo Rosa - Gianfranco Rozone - Valerio Paitone - Luigi Valgulio - Galasso Fenarolo - Annibale Lana - Angelo Gandino - Gabriello Lantana - Giangiacomo Martinengo. 1814 - Organizzata da Moretti e Olini dal settembre 1814 in poi, venne in prevalenza organizzata da ex ufficiali napoleonici. Vi parteciparono Silvio Moretti, Paolo Olini, Pavoni, Teodoro Lechi, Ugo Brunetti, Bellotti, De Maestri, olandese, ecc. Aveva come scopo l'insurrezione di Milano, Brescia, Cremona, Mantova, l'assalto alle fortezze di Mantova, Peschiera, Rocca d'Anfo ecc. per allargare poi le sue trame a Modena, preparando il ritorno di Napoleone. Ma venne scoperta dall'Austria e parecchi congiurati vennero nel dicembre arrestati e condannati a varie pene in un processo celebratosi il 18 novembre 1815. 1821 - Una vasta congiura si diffuse nel marzo 1821, da una riunione tenutasi in casa di Filippo Ugoni con lo scopo di suscitare un'insurrezione di cui si diceva che i piemontesi attendevano l'annunzio prima di invadere la Lombardia. I convegni susseguirono con la presenza oltre che dei fratelli Filippo e Camillo Ugoni, del col. Moretti, Giovita Scalvini, Dossi, ecc. e la congiura andò allargandosi. Scoperta ne seguì un processo che vide la condanna l'8 maggio 1824 di Lodovico Ducco, Antonio Dossi, Vincenzo Martinengo Colleoni, Pietro Pavia, Alessandro Cigola, Francesco Peroni, Pietro Richiedei, Paolo Bigoni, Girolamo Rossa, Giovanni Maffoni, don Domenico Zamboni. Ad altri, come Leonardo Mazzoldi e Giacinto Mompiani, veniva sospeso il processo . Parecchi (Pietro Gaggia, G .B.Passerini, gli Ugoni, Scalvini, Silvestro Cherubini, G.B.Cavallini ecc.) riuscirono a fuggire. Su altri ancora pesò il sospetto poliziesco.