BREDA Meccanica Bresciana S.p.A.

BREDA Meccanica Bresciana S.p.A.

Denominazione assunta alla fine del 1951 dalla fabbrica dalla Società Italiana proprietà degli eredi di Ernesto Breda. Ristrutturata con intervento I.R.I. le azioni della nuova Breda risultarono del 95 per cento della Breda Finanziaria e del restante 5 per cento della E.F.I.M. (Ente Partecipazioni e Finanziamento Industria Manifatturiera). Ma a sua volta la Breda finanziaria era per 50,008 della E.F.I.M. e per il restante delle azioni di privati. L'attività di Ernesto Breda (S.Martino Padova, 1852 - Milano 1928) era iniziata nel Bresciano nel settore minerario fin dal 1885. Nel 1926 la S.p.A. Ernesto Breda dava vita a Brescia ad uno stabilimento per la fabbricazione di armi automatiche di difesa come sesta sezione della "Società Italiana Ernesto Breda per Costruzioni Meccaniche". Lo stabilimento di Brescia assunse fino a 5800 operai. Durante il 1944 lo stabilimento venne in gran parte sfollato a Bostone e a Roè. Molto attivo fu durante la Resistenza il Gruppo di Azione Partigiana che raccolse una trentina di elementi e che fornì alle formazioni partigiane armi e specialmente munizioni sottratte durante i collaudi. Nel dopoguerra lo stabilimento continuò a fabbricare armi militari pesanti e leggere, e solo dal 1947 iniziò la produzione, subalterna, di armi da caccia e specialmente di fucili automatici. Per crisi susseguenti i lavoratori si ridussero a 700. Dopo la ristrutturazione per intervento dell'E.F.I.M. la Breda Meccanica è andata fabbricando fucili automatici per caccia e tiro cal. 12 e 20, fucili sovrapposti cal. 12, pistole, carabine, armi automatiche per uso militare fino a 40 mm., affusti navali singoli, parti per armi, attrezzi, utensili e calibri, brocche per profili esterni e lavorazioni meccaniche di precisione. Dal 1960 iniziò l'attività del settore missilistico (razzi e missili guidati).