CASSA di Risparmio

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CASSA di Risparmio

Venne aperta a Brescia, dopo lunghe trattative, fra la Commissione Centrale di Beneficenza (eretta a Milano nel 1816) e la Congregazione Provinciale di Brescia il I aprile 1824 nel quadro di un piano di diffusione dell'iniziativa promulgato il 12 giugno 1823. Primo cassiere fu il ricevitore provinciale Antonio Passoni primo agente Bartolomeo Cantoni, primo "ragionato" Francesco Zini. Alla sorveglianza venivano destinati, Giacomo Benaglia e come aiuto il relatore Biancardi. Durante i nove mesi del primo anno di esercizio, furono emessi, dal I aprile al 31 dicembre, n. 53 libretti, estinti 4, rimasti in circolazione n. 49 col credito di lire austriache 10.374,93. Non può certo dirsi lusinghiero l'esito della progettata propaganda se si considera che furono raggiunti i 97 libretti con L. 43.897,09 dopo un triennio, cioè soltanto alla fine del 1826. Nel 1833 dopo un decennio di vita ed in periodo di crisi economica la Cassa di Brescia, tra le otto esistenti in Lombardia, è al sesto posto per l'importo del credito ed all'ottavo per la quantità dei libretti in circolazione. Dopo il ventennio (1843) tra le dieci Casse in funzione è l'ottava, essa passa nel 1853 al quinto posto, sopra tredici e nel 1863 fra le 29 aperte a quell'epoca, quella di Brescia è la sesta per l'entità del credito e la ottava per il quantitativo dei libretti. Alla chiusura dei conti dell'anno 1873, mantiene la stessa posizione, migliorata alla fine del 1883 (quarta per il credito è settima per i libretti) e del 1893 (terza pel credito e sesta pei libretti). Diviene poi al 31 dicembre 1903 la quarta per il credito e la settima per i libretti e alla fine del 1913 resta settima per il numero dei libretti e va al sesto posto per l'entità dei crediti e dei depositanti. Al 98 esimo anno di vita (1922) l'Agenzia filiale in Brescia in rapporto al quantitativo dei libretti in circolazione occupa il sesto posto, ed in rapporto al credito dei depositanti il posto undecimo sopra n. 111 Casse compresa la Centrale e le sue succursali in Milano. La Cassa visse momenti difficili nel 1889 e seguenti, a causa le crisi economiche. Tuttavia andò moltiplicando le proprie succursali che dalla sola di Chiari del 1857 salivano a dodici nel 1903. La Cassa di Risparmio andò poi sviluppando la sua attività nella raccolta dei depositi a breve, media e lunga scadenza fino a divenire, oggi, uno dei principali Istituti operanti sulla piazza. Nel 1909 raggiunse il credito di L. 24.94 2.7 61 per discendere nel 1914 a 21.016.161,67 riprendendo la sua ascesa nel 1915 che continuò durante la prima guerra mondiale. Dal 1824 al 1 862 (1 novembre) la Cassa di risparmio ebbe la sua modesta sede in comune colla ricevitoria provinciale nei locali a terreno del Palazzo del Broletto verso Piazza del Duomo. Inconvenienti suggerirono la ricerca di una nuova sede nelle vicinanze di porta Stazione. Il I novembre 1862 fu infatti aperta la nuova sede in via San Carlo n. 1624 nel fabbricato della Amministrazione degli Orfanotrofi e Pie Case di ricovero (Casa di Dio) ed in tale circostanza le giornate di esercizio furono aumentate a quattro per settimana in luogo di due. I giornali dell'epoca si occuparono del trasferimento e specialmente "La Sentinella" la quale era vicina di sede. La lontananza dal centro non recò danno allo sviluppo dell'Istituzione. Presto, anzi, si rese necessaria una nuova sede per cui il 21 settembre 1896 si trasferì di nuovo in piazza Duomo con accesso da via Dante 2, nell'ex caffè Duomo. Nel 1926 la Cassa di Risparmio promosse la costruzione di una nuova sede su progetto dell'arch. Stacchino in corso Cavour inaugurata il 4 dicembre 1927. Qui rimase fino al 1953 anno in cui fu trasferita in Piazza Vittoria, per trovare poi nel 1968 l'ultima funzionale sistemazione nella grandiosa sede di via Moretto 38 in un palazzo a sei piani fuori terra e due entro terra per una volumetria totale di oltre 40 mila metri cubi. Un salone per il pubblico di 270 metri quadrati, con un bancone di 42 metri; 1223 cassette di sicurezza; tutte le più moderne attrezzature per il disbrigo delle incombenze rie d'ogni genere. All'atto dell'inaugurazione della nuova sede il 20 aprile 1968 i conti in deposito erano saliti da 123.000 a 248.000. Nella sola città i depositi erano circa 95.000, più di uno per ogni famiglia e su un totale di depositi raccolti in provincia di oltre 65 miliardi, gli affidamenti a favore delle imprese industriali e commerciali ammontavano a circa 64 miliardi, ai quali dovevano aggiungersi altri 50 miliardi fra mutui ad enti pubblici ed operazioni di credito agrario. In ordine di tempo andarono sorgendo in seguito le seguenti succursali: 1854 Chiari, 1863 Salò, Iseo, 1864 Desenzano, Gardone V.T., Palazzolo S.O., Verolanuova, 1869 Rovato, Orzinuovi, 1871 Pisogne, 1926 Lonato, Darfo Boario T., 1927 Montichiari, Vobarno, 1946 Brescia agenzia n. 1 1950 Bagnolo Mella, 1953 Agenzia n. 1, 1957 Villanuova sul Clisi, 1960 Manerba, 1961 Rezzato, 1963 Brescia ag. n. 3, Carpenedolo, 1964 Castenedolo, 1967 Brescia Agenzia 4. Nel 1973 le Casse, in ordine decrescente di attività, erano : Montichiari, Calcinato, Molinetto, (quarta nella regione); Ghedi, Calvisano e Fiesse (undicesima); Capriolo (diciottesima); Borgo San Giacomo, Pompiano, Nave, Leno, Pontoglio, Verolavecchia, Bedizzole, Padenghe sul Garda, Seniga e Pescarolo, Vesio di Tremosine, Castelcovati, Alfianello, Gambara, Esine, Roccafranca, Bovegno, Turano Valvestino. La prima assorbe oltre 10 miliardi di depositi; l'ultima indicata 401 milioni. Tutte, rispetto al 1971, hanno segnato un crescendo di attivata. Segnaliamo tra i rappresentanti l'autorità di vigilanza della Cassa di Risparmio a Brescia il Dallola, Bonaventura Gerardi, ma precipuamente il cav. avv. Carlo Gaza che tenne in modo ammirevole l'onorifica carica dall'aprile 1878 a tutto il 1897 anche dopo il trasferimento dell'Azienzia Filiale al centro della città in Piazza del Duomo nella sede che ancora occupa. A questo assiduo, quanto autorevole vigilatore seguirono l'avv. Gottardi, Francesco Frugoni, il nob. Carlo Fisogni, il comm. Paolo Cuzzetti, quali presidenti degli Orfanotrofi ed i membri delegati cav. Filippo Falsina, dott. comm. Belpietro, e dal 21 febbraio 1921 l'avv. Pietro Malaguzzi il quale continuò con zelo le ottime tradizioni dei suoi antecessori. Alla direzione della filiale di Brescia si alternarono Antonio Passoni, Achille Bonori, Lodovico De Petenti Nulli, Giovanni Soldini, Giuseppe Verzeletti, Alessandro Zinelli. Ultimi rappresentanti bresciani in seno alla Cassa di Risparmio sono stati il sen. avv. Albino Donati e il prof. Riccardo Marchioro.