CAMALDOLI

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CAMALDOLI

Località e complesso edilizio a N di Gussago, su un'altura del monte Navazzone che divide la Conca di Gussago dalla bassa Valtrompia e specialmente dal Comune di S.Vigilio. Vi si gode un panorama stupendo sulla pianura e sulla Franciacorta. Fu concesso il 16 aprile 1639 dal doge di Venezia Francesco Erazzo ai religiosi Camaldolesi Romualdini dopo che essi avevano tentato di erigere un Eremo alla Margherita sui Ronchi di Brescia. Già vi esisteva una chiesa dedicata S.Bernardo abate, dipendente dalla pieve di Gussago e presso la quale abitava un povero eremita. Qui p. Anselmo da Brescia, al secolo conte Aiace Martinengo da Barco, iniziò la comunità camaldolese, dipendente dall'Eremo di Rua compiendo dopo il 1642 opere nuove come l'erezione di una nuova chiesa e di un nuovo monastero, dopo aver acquistato varie proprietà di privati. Le opere vennero continuate sempre nel 1642 da don Silvano Boselli, nominato priore della nuova famiglia eremitica. Probabilmente il nuovo eremo venne eretto in poco tempo. Nel 1645 vi moriva il priore don Alberto Corradino, ex professore dell'Università di Padova. Il 3 giugno 1648 il doge Francesco Molin esentava il nuovo monastero da ogni tassa mentre l'amministrazione andava assestandosi, nonostante le spese delle nuove fabbriche e grazie alla generosità dei bresciani. Fra i benefattori è da iscrivere il camaldolese don Camillo Rodengo, ricordato da una iscrizione. Nell'antica chiesa di S. Bernardo il 10 giugno 1650 vennero collocate sacre reliquie di martiri donate nel 1640 da don Anselmo Maggiore. Rivelandosi tale chiesa troppo angusta e disadorna il 28 giugno 1670 venne posta grazie all'iniziativa del priore don Tommaso da Padova la prima pietra della nuova chiesa, che venne consacrata solo il 23 febbraio 1716 dal card. Gianfrancesco Barbarigo come ricorda una iscrizione che indica al 6 marzo la data dell'anniversario. La vita monastica ebbe tranquillo sviluppo fino al 1797 quando la Repubblica bresciana ne decretò la soppressione, disperdendone i beni. L'altare maggiore e le due portelle di fianco vennero comperati dalla fabbriceria di Brozzo e collocati in quella parrocchiale. L'eremo passò in mani private. Il 18 novembre 1857 i Gesuiti acquistavano da Ignazio Prinetti di Milano per la somma di L. 22.800, con il progetto di farne una villeggiatura del Collegio Cazzago di Brescia. In seguito alle leggi eversive del 1866, i Gesuiti lo vendettero 1'11 aprile 1868 al confratello P.Zuccoli. Questi lo passò al confratello p. Mai che a sua volta lo vendette a A.Chiappa di Brescia. Il 14 maggio 1887 l'eremo veniva acquistato dalla Congrega apostolica che lo trasformava in Colonia Alpina sotto la direzione delle Ancelle della Carità. Durante la prima guerra mondiale ospitò corsi di esercizi spirituali e di cultura religiosa del Patronato studenti e delle Scuole della Pace. Più tardi venne acquistato da mons. Domenico Menna che lo adibì a propria villeggiatura.