SCIANO o Siano

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SCIANO o Siano (in dial. Scià)

Frazione di Gorzone, ad un km ad E di Angolo, fra Terzano e Gorzone, sul torrente Decio. L'Olivieri e lo Gnaga fanno derivare il nome dal gentilizio Sillius. Nucleo rurale nel territorio di Darfo Boario, mostra interessanti esempi di borgo medievale di agglomerati edilizi disposti su terreni inclinati con le singole costruzioni collegate fra loro e con contrafforti di grande stabilità. Fu comune autonomo per parecchio tempo, e il nome compare con quelli di Erbanno, Angolo e Gorzone in atti di transazione di confine nel 1462, 1505, 1585 ecc.


Nel Catastico il Da Lezze (1609) così la descriveva: «questa è terra picciola, et picciol territorio, ma buono, et questa terra è habitata solo da contadini, che attendono all'agricoltura, et vi è un molino». Nel 1659 molini e ponte e parte della montagna venivano travolti dal torrente Dezzo, aggravando ancor di più i disastri provocati da un incendio che aveva distrutto le case tanto che erano ancora coperte di tetti di paglia. Una nuova inondazione colpiva il borgo nel 1688, e si ripeteva ancora il 18 ottobre 1738. Nel 1750 vi risiedeva un notaio e contava 150 abitanti. Nel 1656-1658 viene rilevata la presenza di un santuarietto dedicato alla Natività della B.V. o Santa Maria Bambina in costruzione dalla visita del vescovo Giustiniani (1636). È ricordato anche da p. Gregorio (1698) come soggetto alla parrocchiale di Gorzone e nella relazione del parroco del 1716 è definito una cappelletta con una cappellania istituita da Don Benedetto Giaglia (morto nel 1700) e mantenuta con le elemosine degli abitanti. L'altare doveva essere rinchiuso da cancellata se nella stessa relazione del 1716 l'altare della Beata Vergine è detto del Feradone. È segnalata - dopo la ricostruzione dell'edificio - da G. Maironi (1820): ha l'oratorio particolare in onore della Natività della Beata Vergine. Venne abbellito con interventi del 1722, del 1725. Il campanile è stato restaurato nel 1976-1977 su progetto del geom. De Provino. La chiesa è abbellita di una tela del Cifrondi raffigurante la Natività di Maria SS. e S. Nicola da Tolentino con statue lignee e policrome dei SS. Sebastiano e Rocco. Vi esistette anche un Pio luogo della Misericordia e una chiesetta dedicata a S. Rocco. In un Costancius de Sianus, citato nel Liber Potheris, A. Sina ipotizza l'identità con S. Costanzo (v. Costanzo s.).