RAGNOLI, tipografi

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RAGNOLI, tipografi

Secondo le circostanziate notizie raccolte da Ugo Vaglia, i Ragnoli, provenienti da Serle e per molti anni stabiliti a Salò piantarono, nella seconda metà del '700, una stamperia in contrada S. Agata a Brescia. Ad iniziare l'attività fu, probabilmente, Giacomo (1697-1767), cui successe il figlio Francesco, con la collaborazione del fratello Domenico. Il 23 settembre 1768 Francesco ottenne il privilegio di servire in qualità di stampatore pubblico la città di Brescia e il suo Territorio. Il Privilegio imponeva l'annuo affitto di ducati 983 e soldi 23 di valuta corrente in rate di due mesi per la durata di cinque anni. Terminata la durata, o, come allora si diceva, la condotta, il privilegio venne riconfermato il 22 settembre 1773, e ancora riconfermato nel 1778. Ottenuto il privilegio, Domenico chiese ed ottenne dai Pasini di acquistare i loro stampi con lo stemma di S. Marco, indispensabili sugli avvisi e sulle pubbliche stampe. Il prezzo degli stampi fu concordato sulla base della stima presentata da Giacomo Turlini scelto, allo scopo, col consenso delle parti. Nel 1770 Francesco stampò la "Raccolta per laurea dottorale dei fratelli Olivieri"; nel 1772 stampò gli "Statuti per l'Ufficio delle Vettovaglie". Altre opere di impegno "Istruzione civile", dí G.B. Rodella (1773); "Proposizioni fisico-matematiche", di Domenico Coccoli (1776); "La Verità", in 4 canti del poeta Pietro Chiari (1778); "I Colori", di p. Isidoro Bianchi, per le nozze di Francesco Martinengo Cesaresco con Flaminia Martinengo da Barco (1787); "Gli Amori di Ermione e Oreste", di Lodovico Glisenti, per le nozze di Francesco Poncarale con Giulia Fenaroli (1787).