BRITANNICO Jacopo o Giacomo

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BRITANNICO Jacopo o Giacomo

(Morto nel 1503 c.). Di Palazzolo, figlio di Antonio. Letterato e tipografo, di notevole cultura. Fu tra i primi a dedicarsi alla tipografia imparando l'arte a Venezia e aprendo Bottega. Nel 1481, associatosi con un certo Antonio de Stanchis, originario di Valenza, e altri soci, pubblicò con loro a quanto sembra un solo volume. Staccatosi da lui, il Britannico si univa a Gregorio Dalmatico col quale pubblicò, il I aprile 1485, un "Compendium theologicae veritatis". Nello stesso anno si univa ancora al fratello Giovanni e Gregorio de' Gregori da Forlì che avevano bottega a Venezia e coi quali pubblicò due volumi. Nello stesso anno si trasferiva a Brescia dove il 20 agosto assieme al fratello Angelo pubblicava i "Sermones quadragesimales" di Jacopo da Varagine. Benchè già cittadino bresciano fin dal 1482 egli con il fratello Angelo preferì dirsi di Palazzolo scegliendo come marca tipografica un castello merlato con una porta, primitivo stemma di Palazzolo. Pur mantenendo una ben avviata libreria a Venezia, Jacopo e Angelo continuando la loro attività a Brescia pubblicarono dal 1485 al 1500 ben 80 volumi definiti "pregevoli per magnificenza" arricchendone alcuni di bellissime xilografie di maniera veneta. La loro attività costrinse Bonino Bonini, e più tardi, Bernardino Misinta e Cesare Parmense, a lasciare il campo bresciano. Jacopo inventò anche caratteri gotici minutissimi ma nitidi per i quali nel 1498 ottenne dal Senato veneto un privilegio di uso esclusivo della durata di 5-10 anni. Sembra che Giacomo curasse particolarmente la stampa, lasciando al fratello Angelo l'amministrazione dell'azienda. Dal 1490 il Britannico esercitò l'arte tipografica anche a Venezia. Secondo U. Baroncelli i Britannici (e particolarmente Giacomo) "predilessero i piccoli formati di minor costo e di più facile smercio e in questo furono ben presto imitati dagli altri tipografi bresciani. Diedero spesso la preferenza alla ristampa di opere delle quali edizioni precedenti, loro ed altri, potevano far presagire che sicuro sarebbe stato il successo editoriale. Contemporaneamente, con altre opere di maggiore formato e di maggiore impegno, dimostrarono a quale altezza fosse giunta la loro arte. I motivi per i quali divennero gli arbitri del mercato tipografico bresciano sono infatti molteplici, di natura tecnica, e, soprattutto, editoriale. Seppero innanzitutto assicurarsi la collaborazione, e talora l'esclusiva, dei più insigni umanisti bresciani, quali il fratello Giovanni, G. Boccardo e il Becichemo. Curarono di preferenza i testi scolastici con edizioni di classici latini di piccolo formato e quindi di poco costo, nitide, di facile lettura preparate da Giovanni con un'accurata revisione dei testi. Fra le opere degne di menzione gli studiosi segnalano le edizioni di Persio, di Plutarco, di Plinio (specie la "Naturalis Historia" del 1496 e del 1498) "nelle quali, scrive il Baroncelli, la bontà del testo, le prefazioni, l'accuratezza dell'edizione, gli ampi margini, la carta pregiata concorrono a fare di questa edizione una delle più belle della stampa italiana del tempo. Per questa opera i B. ottennero dalle autorità venete nel dicembre del 1497 e nel novembre del 1504 privilegi per dieci anni e protezioni che gli altri bresciani non riuscirono ad avere. Dopo i classici latini predilessero, per lo più negli ultimi anni, le opere giuridiche. Per la bellezza dell'edizione si ricorda il Tractatus de legitimatione di Ludovico de Sardis del 14 marzo del 1499. Un cenno a parte spetta ai cinque volumi dei Consilia di Baldo degli Ubaldi, dei quali quasi contemporaneamente i Britannico fecero stampare ben due edizioni: una limitata ai tomi I, II e V tra il 5 febbraio e il I giugno 1491 a Venezia, ed una a Brescia, della quale incaricarono il Bonini che, stampati tra il 15 luglio 1490 e il 12 febbraio 1491 i primi quattro torni, passò in Francia lasciando liberi da una non gradita concorrenza i Britannico che per il V tomo si valsero poi dell'opera del Farfengo. Particolare cura dedicarono alla stampa degli statuti di Bergamo del 1491, a quella degli statuti di Brescia del 1490, cui seguirono, nel 1497, i patti daziari della stessa città e la ristampa degli statuti di Brescia del 1508. I Britannico si occuparono inoltre della stampa di alcune nitide edizioni di opere di musica, specie di F.Gaffurio e di Bonaventura da Brescia, le uniche stampate in Brescia alla fine del sec. XV e all'inizio del XVI. Non disprezzarono neppure la stampa di opere religiose, genere fino allora piuttosto trascurato in Brescia, dando la preferenza a quelle in latino più ricercate e vendute. "La leggenda delle dilette spose di Cristo Marta e Magdalena" del 1490 può dirsi un'eccezione in un genere lasciato di preferenza al Farfengo. Per l'edizione in 4° dei Moralia in libros Job di S. Gregorio Magno del 2 giugno del 1498 i Britannico ottennero il privilegio che nessuno per cinque anni potesse stampare quell'opera "in hac parva forma". Probabilmente per incarico di congregazioni religiose stamparono il bellissimo "Breviarium benedictinum" del 17 aprile 1488, il Missale Romanum del I settembre 1492, il Psalterium Romanum dell'8 febbraio 1501, la Regula beati p. nostri Francisci del 1502 e la Regula S.Patris Augustini del 5 novembre 1511, nelle quali appaiono interi passi stampati in rosso, dovizia di iniziali incise e xilografie, il cui uso era stato piuttosto raro nella produzione libraria dei Britannico. I Britannico usarono quindici tipi di caratteri, undici gotici e quattro romani (di questi disponevano anche caratteri greci). Anche per l'elemento decorativo, senza abusarne, gareggiarono con gli altri stampatori bresciani, usando dal 1486 iniziali xilografiche e via via frontespizi (il primo non originale ma efficace nelle "Regulae grammaticales" del fratello Giovanni del 23 dicembre 1490) e delle marche tipografiche (dal 1483), con le sigle "A.B." per Angelo, "I.B." per Jacopo. Probabilmente la loro attività venne interrotta da tristi avvenimenti politici, fra cui il sacco di Gastone de Foix, tanto che dei "Sermones Petri Hieremiae" ritenuto del 1512 la prima parte venne stampata a Brescia e la seconda a Lione da Jean de Vingle. Il nome dei Britannico torna nell'arte tipografica bresciana solo nel 1520 con Ludovico e fratelli figli probabilmente di Giacomo.