PIO IX

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PIO IX (Giovanni Maria Mastai-Ferretti)

(Senigallia, 1792 - Roma, 7 febbraio 1878). Eletto S. Pontefice il 2 giugno 1846. Nel Concilio Vaticano, il 18 luglio 1870, fu solennemente definita l'infallibilità del Papa quando parla ex cattedra. Lo studioso don Lodrini, avanzò nel 1877 l'ipotesi che la famiglia Mastai, dalla quale venne poi Papa Pio IX, discendesse da un ramo della famiglia Federici di Artogne, trapiantatosi verso il '500 a Senigallia. La sua elezione suscitò grande entusiasmo anche in Brescia e venne salutata ovunque da scritte murali che la polizia austriaca si adoperò a far cancellare, ma senza dare nell'occhio per non coprirsi di ridicolo, quelle sole che, oltre all'omaggio al pontefice, contenessero anche ingiurie all'Austria e al suo sovrano. Ad esse si aggiunsero versi, ritornelli ecc. Speciale scandalo destò nelle autorità in Salò una «nefanda ode in lode di Sua Santità e in odio al governo austriaco». "Libelli" sediziosi si scoprivano ovunque in Brescia. Alcuni furono consegnati alle autorità dai cittadini più timorosi e zelanti, ma gli autori rimasero ignoti, come ignoti rimasero più tardi gli autori degli scritti sediziosi di Montichiari e Carpenedolo. Con l'inno di Pio IX, cantato nel giugno del 1847 nel Teatro Grande per iniziativa di Luigi Cazzago e di Berardo Maggi, ebbero inizio in Brescia quelle pubbliche dimostrazioni che, come nota l'Odorici, preludevano ormai all'aperta rivolta. Echi particolari ebbero le sue allocuzioni, la costituzione emanata nel 1848, la politica riformatrice, salutata anche con opuscoli e fogli volanti. Dopo quello che fu chiamato il grande tradimento, un nutrito numero di sacerdoti valutato sui 150 circa si schierò con p. Carlo Passaglia ed altri esponenti del clero liberale, per chiedere una sua rinuncia al potere temporale, mentre la maggioranza del clero gli confermava la sua fedeltà assoluta. Fu legato particolarmente al vescovo mons. Verzeri che chiamava "il mio buon vescovo", a mons. Luigi Fè d'Ostiani ed altri. Ricevette cattolici bresciani e testimonianze dirette vogliono che abbia profetizzato la carriera politica del fanciullo Giorgio Montini, accogliendolo con le parole "Sei qui anche tu, mio piccolo deputato". Vivi legami ebbe anche con mons. Pietro Capretti attraverso una suora zia di questi che prestava servizio presso il Papa e attraverso la quale Pio IX donò al prelato bresciano una stola conservata presso il Seminario di S. Cristo.