PALLIO o Palio di Brescia
PALLIO o Palio di Brescia
Si correva particolarmente la festa dell'Assunzione (15 agosto) con corse che nel 1430 erano quattro, che Antonio Valentini così descrive: «I Beccai facevano correre il Toro sulla piazza del Duomo; poi cominciavano le corse dei Cavalli, degli Asini, dei Fanti e delle Meretrici. Il Pallio pel più veloce corridore era di 22 braccia di Scarlato d'Inghilterra: al II cavallo, un braccio di scarlatto ed un paio di speroni, e pel III un gallo entro una gabbia ed una resta d'agli. Il più veloce tra i fanti riportava quattro bracci di panno verde, quella tra le donne che giungeva prima, riceveva quattro braccia di panno celeste, e il premio degli Asini era di dodici braccia di Dobretto (pignolat). I corridori partivano tutti da Porta Bruciata, i Cavalli fino alla Chiesa di S. Giacomo della Mella, i Fanti, gli Asini e le donne fino alla porta di S. Giovanni. Durante le corse i mugnai solevano gettare farine adosso agli spettatori, e più spesso negli occhi dei corridori cui desideravano non riuscissero vincitori. Tale era il corso del pallio al principio del secolo XV. Ma negli anni susseguenti il Consiglio studiò di renderlo meno scandaloso e più corretto. Proibì il getto della farina; ai beccai la caccia del toro, e la corsa delle meretrici. Nel 1492 venne in Brescia Bernardino da Feltre a predicare; la sua eloquente parola trovò eco e molto frutto, e l'antichissimo costume di correre al Pallio, fu interamente levato».