PALLAVOLO

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PALLAVOLO

Gioco a squadre di origine americana (Springfield College, Massachusetts 1895) importato in Europa durante la prima guerra mondiale dalle truppe americane. A Brescia e provincia già prima della seconda guerra mondiale la pallavolo era giocata un po' ovunque ed era sport praticato in tutte le maggiori aziende bresciane. Nel 1937 la squadra di pallavolo della Forza e Costanza conquista il titolo provinciale. Tra il 1942 e il 1945, la pallavolo bresciana ha apprezzate formazioni aziendali quali la F.N.A., la Breda, la Caffaro, la Pasotti, la Tempini ed un pubblico appassionato e fedele. La prima cronaca ufficiale di un incontro risale al 9 agosto 1942 quando il Dopolavoro dell'azienda Legnami Pasotti organizza la prima coppa "Città di Brescia" disputata in un'unica giornata e vinta dal Dopolavoro F.N.A., con Vincenzi capitano, davanti al Dopolavoro Fornaci, alla Tempini, all'A.T.B., al Dopolavoro Pasotti e alla Caffaro. Nel 1943 i migliori giocatori vengono riuniti tutti nella squadra del Dopolavoro Pasotti, con lo scopo di renderla competitiva anche a livello nazionale. In quell'anno si organizza la prima grande manifestazione con squadre provenienti da tutta Italia, che vede al primo posto i genovesi dell'Ansaldo e al secondo la squadra del Dop. Pasotti. E il sestetto del Dopolavoro Pasotti composto da Pietro Simeoni, capitano, Spartaco Savi, Alberto Vielmi, Mario Ferrari, Giovanni Michelini, Giuseppe Nava e Piero Podestà è secondo nel campionato italiano vinto dal Lanificio Rossi di Schio.


L'attività riprende dopo la guerra nel 1946 per impulso soprattutto di Giuseppe Nava, giocatore, allenatore della squadra maschile e femminile e della formazione dei sordomuti del Pavoni, e del rag. Oscar Ceresetti, titolare di un'azienda per la lavorazione del legno, personaggio di spicco per questo sport nel Bresciano, primo sponsor ufficiale del dopoguerra e per anni presidente della FIPAV (Federazione Italiana Pallavolo) provinciale. La formazione bresciana La.Le. (ossia Lavorazione Legno) partecipa al campionato italiano di serie A. Anche il C.S.I., allora presieduto da Aldo Invernici, nel 1947 partecipa al campionato italiano con una propria squadra. Mantiene vivo a Brescia l'interesse per la pallavolo anche padre Narciso Barlera che fin dal 1945 la faceva praticare nella palestra del collegio Bonsignori di Remedello. Ci sono squadre a Mompiano e alle Fornaci con attività limitata ai confini della provincia. I campi di gioco, solitamente di Fiumicello o della Pavoniana, sono all'aperto e vedono memorabili scontri diretti tra le due squadre bresciane (La.Le. e C.S.I.) anche negli anni seguenti. La La.Le. conquista il terzo posto nel campionato italiano 1947 (primato ancora da battere). Nel 1949 un atleta bresciano viene per la prima volta convocato in nazionale per l'incontro amichevole a Parigi con la Francia: è Agostino Bresciani della La.Le., che sarà poi protagonista del campionato mondiale a Praga e che vestirà la maglia azzurra per 14 volte fino al 1951. Altri nazionali bresciani furono: Isè (del C.S.I. poi del La.Le.) nel 1950 e Baronchelli nel 1953. La La.Le. verrà poi sponsorizzata dal sig. Pastore, titolare del Bar Torrione di via Verdi a Brescia, e disputerà il massimo campionato nel 1950 col nome di "Bar Torrione Brescia". Anche in campo femminile la pallavolo è abbastanza praticata soprattutto negli oratori. La FARI Brescia (Federazione Attività Ricreative Italiane) allenata, spesso nella palestra della scuola "Mompiani", da Angelo Facchini e poi da Yves Bazza, fa il suo esordio a livello nazionale nel 1950 classificandosi quarta al campionato italiano di massima serie. Nel luglio 1951 è campione d'Italia contro l'Invicta di Trieste ed è il primo scudetto della storia della pallavolo bresciana. La squadra campione era composta da: Agnese Pinelli (capitano), Osvalda Romani, Silvana Rovetta, Luigina Giovannone, Nora Volpi, Libera Bolpagni, Lucia Zanoletti, Graziella Tonoli. Anche la squadra della Pavoniana è competitiva ed annovera tra le sue file le sorelle Mattanza e Berlanda che vestirono, come pure la Pinelli e la Giovannone, la maglia azzurra della nazionale nel periodo dal 1951 al 1954. Nel 1951 le due squadre maschili, Bar Torrione e C.S.I., in difficoltà per problemi economici e di ricambio generazionale, si fondono sotto il nome di "Libertas" , che ha come campo di gioco il Bettini e, disputato il campionato cadetto nel 1952, nel 1953 ritorna in serie A. Nel 1952 le ragazze della FARI sono campioni d'Italia per il 2° anno consecutivo, al 3° posto si classificano le ragazze della Pavoniana. Determinante è in quegli anni l'apporto di Nava, tecnico esperto e validissimo. Nel 1953 i maschi gareggiano ancora come bar Torrione e retrocedono e poi proseguono con alterne vicende. Brescia scarseggia di validi rincalzi, notevoli sono le difficoltà finanziarie e manca una palestra ove potersi adeguatamente preparare. Gli allenamenti vengono spesso effettuati presso le palestre delle scuole, tra cui la "Mompiani" o quella di via Bassiche, presso l'Istituto delle Orsoline. In compenso la pallavolo viene praticata con successo dai sordoparlanti dell'Istituto Pavoni che, allenati da Nava, vincono più volte il campionato italiano sordoparlanti. Nel 1957 la squadra italiana sordoparlanti allenata dal bresciano Nava e composta da giocatori bresciani vince contro gli USA gli VIII giochi internazionali silenziosi di Milano. In provincia è vitale la pallavolo "Bonsignori" dell'omonimo istituto di Remedello, allenata dal prof. Migliorati che vince il campionato nazionale juniores C.S.I. nel 1951-52-53 e 55. Il C.S.I. è molto attivo in quegli anni nell'organizzazione di tornei a carattere locale come il "Trofeo del Garda".


Nel 1956 la FIPAV bresciana organizza un campionato provinciale vinto dagli Artigianelli di Brescia. Nel 1957 sui campi del Pavoni si svolge il campionato provinciale studentesco vinto dal Bonsignori di Remedello. La vita della società maschile bresciana di pallavolo, che nel 1958 col nome di "Piamarta" disputa la serie B, è legata ogni anno alle possibilità finanziarie sempre difficili. A livello regionale si fa luce l'Ideal Standard allenata da Gianni Tortosa, che nel 1959 viene promossa in serie C.


Nel 1960 grande crisi del volley bresciano ormai relegato in serie minori (B e C). Alcuni giocatori si trasferiscono a Gardone V. T. presso l'Istituto Zanardelli allenati dal prof. Pescatori; la squadra dello "Zanardelli", essendo filiazione sportiva di un istituto scolastico, può disporre del necessario ringiovanimento di forze. A livello giovanile quelli sono anni di grande fulgore: più di 200 giovani partecipano al campionato studentesco. Attivissimo il C.S.I.; buono il vivaio creato negli oratori e nei CRAL aziendali. Nel 1961 anche la squadra femminile FARI retrocede in B. Nel 1963 ritorna a Brescia la pallavolo maschile. Negli anni Sessanta le due squadre maschili e femminili militano in B senza ambizioni. La pallavolo è però praticata in diversi paesi della provincia: Paderno F.C. (con l'U.S. Padernese affiliata dal 1954), Ospitaletto (1965), Cologne (1968), Chiari, Gardone V.T. e Nuvolento (1970). Grande soddisfazione di quegli anni fu la conquista nel 1969 della medaglia d'oro agli XI giochi mondiali silenziosi di Belgrado della nazionale italiana allenata dall'eterno Giuseppe Nava e con tre bresciani: Giuseppe Abeni, Giuliano Cassini, Pierino Gatti. La squadra conquisterà poi il bronzo ai XII giochi mondiali a Malmoe sempre con Nava e con i bresciani Cassini e Gaburri.


La ripresa avviene negli anni Settanta. Emerge la pallavolo Tartaglia maschile. In campo femminile la Vignoni Gottolengo, nata nella seconda metà degli anni Sessanta, viene promossa in serie A nella stagione 1973-74, allenata da Nava e con Daniela Apollonio, Marilena Boffelli, Sofia Volongo, Rosa Ferrari, Carla Rosa, Franca Marcolini, Daniela Percivalli, Rachele Maggi e Agosti. Gioca in A una sola stagione (1974-75) retrocede e cambia sponsor in Silverstill. In B femminile milita la Tepa sport che ha assorbito la Fari; il presidente Angiolino Massolini, invitato dalla federazione a passare di categoria per il ritiro di un'altra formazione, nel 76/77 fonde la squadra del Gottolengo con la Tepa per poter disputare la A. La Tepa però retrocede in B e a Massolini subentrano Giacinto Mario Pedroni, presidente provinciale dell'AICS e Rinaldo Seri, sponsor Baribbi. In costante aumento è il numero dei praticanti la pallavolo in provincia. Ci sono anche gruppi oratoriali del C.S.I. che agiscono soprattutto in Valcamonica. Alla fine degli anni Settanta Brescia ha due squadre in B (Baribbi, femminile, e Upa Brescia, maschile), Eurosiba Eurostyle Carpenedolo in C sia maschile che femminile e, sempre in C, il S.M.V. Carnevali maschile (squadra formata nel 1973 presso la parrocchia di S. Maria della Vittoria in via Cremona da padre Barlera e che può contare nel 1976 su una palestra propria, con tribune, fatta costruire da p. Barlera in sei mesi); ci sono inoltre altre 22 squadre affiliate alla Fipav.


Negli anni Ottanta la Baribbi femminile viene assorbita dal S.M.V. Carnevali che sotto la guida di Raimondo Formato raggiungerà in pochi anni la serie B. C'è un aumento incredibile di società e atleti tesserati: nell'86-87 le società affiliate alla Fipav bresciana sono 64 di cui 5 a Brescia, (a rappresentanza di 21 formazioni: 16 provinciali, 3 regionali, 2 nazionali) e 59 in provincia con 142 squadre così suddivise: 128 a livello provinciale, 12 regionali, 21 nazionali, oltre alle formazioni che hanno partecipato ai giochi della gioventù (76 maschili, 97 femminili) e quelle dei campionati studenteschi (38 femminili, 30 maschili), squadre che tutte le settimane scendono in campo nei campionati nazionali, regionali, provinciali e under. A questo vasto movimento di base si accompagna una crescita del vertice della pallavolo bresciana. Ed è proprio negli anni Ottanta che la pallavolo bresciana ritorna dopo poco più di trent'anni al vertice del volley italiano con la Eurostyleurosiba di Carpenedolo e con la Pallavolo Brescia, società che cambieranno spesso sponsor e quindi denominazione. La Eurostyleurosiba nasce nel 1975 nella Bassa bresciana a Carpenedolo per opera di alcuni appassionati capitanati da Andrea Ghirardi, ancor oggi (1994) presidente della A.S. Pallavolo Carpenedolo, da Anselmo Comensoli, da Luciano Baratti, titolare dell'Eurostyle e da Michele Mura che iscrivono una squadra maschile e una femminile nei campionati provinciali Fipav. La squadra femminile era sponsorizzata dall'Eurosiba (titolare Bruno Bandolino). Si difendono bene in C1 entrambe. Nel 1981 i dirigenti cedono la squadra femminile al Lonato sponsorizzato da Paghera e concentrano le risorse economiche ed umane sul settore maschile. Dal 1984-85 la squadra maschile si chiama Eurostyle-Eurosiba e viene promossa in B sotto la guida di Angiolino Frigoni, mentre nell'85-86 è promossa in A2 con allenatore Giorgio Barbieri che affianca Frigoni e con i giocatori Sanguanini, Cirota, Nolli, Quiroga, Folloni, Gola, Carletti, Spazzini e Gibertini. Il dinamismo del direttore sportivo Comensoli e dei dirigenti fa sì che la squadra diventi ancor più competitiva con l'innesto del fuoriclasse indiano Jimmy George. La mancanza di un campo adeguato costringe la squadra nel campionato 1986-87 a trasferirsi per gli incontri interni a Montichiari per cui si cambia la denominazione della formazione in Eurostyleurosiba Montichiari. La squadra composta da Mauro Di Bernardo, Montanari, Carlo Cirota, Saetti-Baraldi, Folloni, Gibertini, Lusuardi, George, Flavio Carletti, Sacchetti, allenatori Barbieri e Frigoni, dopo una stagione eccezionale e con una cornice di pubblico altrettanto eccezionale viene promossa in A1 . Nel 1988 viene inserito anche un giocatore del vivaio di Carpenedolo, Marco Morelli, palleggiatore. George purtroppo morirà in un incidente stradale il 30 novembre 1987 mentre si recava ad un allenamento. La società, che ormai si è trasferita definitivamente a Montichiari, nel 1990 conquista il 3° posto in coppa Italia con il diritto di partecipare alla coppa delle coppe nel 1990/91. Con il nome di Gabeca Ecoplant, presidente Luciano Baratti, generai manager Antonio Comensoli, allenata da Stelio De Rocco, inizia il suo periodo d'oro conquistando per ben due volte a Palma di Maiorca nel 1991 contro i russi dell'Automobilist di Leningrado e a Moers, nel 1992, contro i milanesi della Mediolanum, la prestigiosa coppa delle coppe europea. La squadra ha giocato per un certo tempo al Palasport Centro Fiera di Montichiari, sulla statale goitese. Dal 1993 gioca nel nuovissimo palasport "Jimmy George" costruito dalla finanziaria Finsport Italia.


La Pallavolo Brescia che dal 1973 era diventata Pallavolo Tartaglia (così chiamata perché la squadra si allenava e giocava presso la scuola di via Oberdan) e giocava in serie C, dopo varie vicende viene sponsorizzata dall'Unione provinciale dell'artigianato (UPA) diretta da Miro Bonetti, grande appassionato di pallavolo che crea un gruppo sportivo all'interno della sua associazione inserendo per prima la pallavolo. Attorno a lui è vissuta gran parte della pallavolo bresciana dal dopoguerra in poi. Nel campionato 79/80 l'UPA è promossa in B. Le spese crescono, le squadre diventano sempre più competitive: incomprensioni tra i giocatori e il presidente Bonetti ne determinano l'abbandono della squadra in soccorso della quale interviene un gruppo di appassionati che danno il loro contributo economico e dirigenziale (Savoldi, Paganini e altri). Nell'81/82 è presidente Roberto Savoldi e la FinEco Leasing sponsorizza la squadra che viene rafforzata con nuovi nomi ma viene retrocessa in C. Interviene ancora l'UPA di Bonetti ad aiutarli nell'82/83 che poi li abbandona per cui il G.S. Pallavolo Brescia nell'83/84 col nuovo sponsor Spondilatte e allenata da Gianni Comati viene promossa in B ma pur perdendo lo sponsor prosegue ugualmente nonostante le enormi difficoltà. Nella stagione 85/86 interviene ancora una volta l'UPA di Miro Bonetti e sotto la presidenza di Savoldi a Brescia arriva per la prima volta la promozione in A2 con la squadra: Lancello, Musicco, Bonometti, Naser, Giuliani, Donatelli, Bonini, Danesi e i bresciani Giorgio Dalla Bona, palleggiatore, e Paolo Tagliaferri, schiacciatore centrale. Nel 1986 (dopo la scomparsa di Miro Bonetti) sotto la presidenza di Gianni Comati e allenata da Gigi Zizioli, la squadra, sponsorizzata Siap e poi Aquater dal 1991, viene rinnovata. Nel 1992/93 allenata da Vladimir Jankovic, viene promossa in A1. Dal 1989 gioca al palazzetto S. Filippo, ed è sponsorizzata (1994) dalla Bipop. Altissimo è quindi il livello raggiunto dalla pallavolo bresciana che ha nel 1995 la Gabeca Montichiari in A1 , la Bipop Brescia in A2; in B1 femminile il Volley Montichiari, in B2 fem. la Sanitars Fiero; in C1 maschile la Gamma Refin Concesio, promossa in B nel 94/95; in C1 femminile la Famavit Orceana; in C2 maschile Gazzorelli Villanuova, Yokohama Carpenedolo e Ceriali Costruzioni Remedello; in C2 fem. Marmi Ghirardi Carpenedolo; sette squadre in D maschile (Bedizzole, Villa Carcina, Verolese, Palazzolo, Chiari, Bettinzoli e Ospitaletto); sei in D fem. (Rovato, Pontoglio, Bedizzole, Prealpino, Lumezzane, Borgovolley). Scarsissimi sono però i pallavolisti bresciani impegnati ad alto livello. Per trovarne qualcuno bisogna risalire alle origini dell'Aquater con Bonometti, Stanga, Dalla Bona e Corradi che giocavano nel sestetto base. Per la gestione di queste società, che richiedono grandi impegni finanziari, si creano delle società finanziarie. Il raggio d'azione della pallavolo bresciana è molto vario: si va dai tornei di prima e seconda divisione maschile e femminile, agli juniores m. e f., categoria under 15, minivolley dal 1971 in avanti, tornei provinciali m. e f. di prima divisione. Si è svolta un'opera di sensibilizzazione degli operatori scolastici, organizzando a Brescia, al S. Filippo, manifestazioni internazionali di grande richiamo quali il Mundialito, coppa del mondo di club, e nel 1991 la supercoppa europea tra Gabeca e C.S.K.A. Mosca. È incoraggiata dalle scuole, dai corsi comunali, dal minivolley (la tappa finale del torneo 1993 tenuta a Gazzolo di Lumezzane ha visto la partecipazione di più di seicento giovanissimi giocatori suddivisi in 104 squadre provenienti da vari centri del Bresciano), dai giochi della gioventù, dai tornei organizzati dal CSI di Valcamonica; ma è soprattutto incoraggiata da allenatori e addetti vari che dedicano tempo e passione praticamente gratis. Nel 1994 la Pallavolo Brescia ha promosso il "programma scuola" nelle scuole medie e negli istituti superiori, con dimostrazione dei fondamentali del gioco da parte di giocatori affermati, con esibizioni presso le scuole di propri atleti, fornendo collaborazione tecnica agli insegnanti per preparare le squadre ai giochi della gioventù, corsi di aggiornamento per insegnanti e il torneo tra le scuole medie cittadine "Bipop Volley school" in collaborazione con la Banca Popolare di Brescia. Anche in provincia notevole è il movimento della pallavolo, con squadre che spesso militano in serie C oppure D, movimento favorito anche dalla realizzazione di numerosi impianti sportivi locali. A Montichiari oltre alla blasonata Gabeca, dal 1993 c'è la squadra femminile (sorta nel 1976 a Calvisano, creata dal dr. Franco Ferrari, attuale presidente) che milita in B1. Tra i primi club sorti ci sono il Gruppo sportivo Pallavolo Chiari; il Volley Club Libertas di Ospitaletto (1965) voluto soprattutto dal prof. Sirio Esti, che è stato anche presidente della FIPAV provinciale; nel 1968 l'Uso pallavolo Cologne e la Pallavolo Vobarno, sorta come sezione della locale polisportiva, presieduta da Riccardo Pelizzari; nel 1970 la Gardonese di Gardone V.T., la Polisportiva V.B.F. di Flero e la Pallavolo Nuvolento; nel 1971 la Pallavolo Lumezzane, la Pallavolo Vallecamonica e la Polisportiva Virtus Manerbio; e via via Pallavolo Concesio, Audax Pirotelli di Rezzato (1974), Prealpino Libertas di Brescia, Pallavolo Carpenedolo, presieduta da Andrea Ghirardi, con un movimento giovanile che coinvolge più di duecento atleti, e Polisportiva Desenzanese (1975), Montirone, Offlaga, Orzinuovi (dal 1983, con la Pallavolo Orzinuovi femminile, sponsorizzata dalla FA.MA.VIT.), Rovato (con il Volley Rovato Maxi Gea femminile), Sarezzo, l'Esine set automazione, Montecchio di Darfo, Polisportiva Offlaghese, Visano ecc.


Tra i personaggi di spicco della pallavolo bresciana sono da ricordare il prof. Angiolino Frigoni di Carpenedolo, giocatore nella squadra locale e poi allenatore dell'Eurostyle di Montichiari, dal 1989 viceallenatore della nazionale italiana vincitrice, nel 1990 in Brasile, del titolo mondiale dopo quello europeo (1989 in Svezia), del titolo mondiale nel 1994 in Grecia e l'argento nella coppa del mondo in Giappone nel 1989, nonché più volte vincitrice della World League tra il 1989 e il 1994. Francesco "Beppe" Figaroli, arbitro quotato e organizzatore instancabile di tornei e incontri amichevoli di ogni livello, dal club più piccolo fino a incontri internazionali. Roberto Savoldi, consigliere regionale dall'85 all'88 e consigliere nazionale Fipav dal 1988 al 1992.


Attualmente (1995) i giocatori di maggior spicco sono i nazionali Pasinato, Giazzoli, Pippi e Martinelli, il serbo Grbic, l'olandese Zoodsma e Da Roit, tutti della Gabeca, allenati da Zizioli; Kunda, Szevinski, Marzio Schintu e Santuz della Bipop, allenati da Anastasi. Nessuno è bresciano. Nel 1992 le società bresciane affiliate alla FIPAV erano 81 di cui 6 cittadine, le altre in provincia, per un totale di 7561 tesserati, di cui 5580 praticanti (2168 uomini, 3412 donne) e 1981 dirigenti.