ONOFRIO Giuseppe
ONOFRIO Giuseppe
(Genova, 23 luglio 1925 - Carpenedolo, 26 dicembre 1988). Nato nella città ligure dove il padre Giacomo si trovava per una serie di spettacoli, anche lui passò la giovinezza in baracca col padre diventando in seguito burattinaio solista; risiedeva stabilmente a Concesio e sposatosi con Fulvia Piccardi (n. il 5 maggio 1923) ebbe due figli Ferdinanda e Giacomo che manco a dirlo lo aiutavano in teatro. Viaggia per i suoi spettacoli con una parte dei burattini ereditati dal padre e un certo numero (90 circa) di Arturo Marziati, rinomato scultore e burattinaio bergamasco. Le scene di Peppino (così era chiamato), erano dipinte da Bicelli, scenografo del Teatro Grande di Brescia. Il suo repertorio comprendeva le commedie del padre, che nel frattempo erano diventate abbastanza celebri, più naturalmente farse e farsette. Tra le più rappresentate: il "Vendicatore" (un fatto di cronaca del 1914), "Pacì Paciana bandito - patriota della Val Brembana", "La bella cameriera", "L'avaro", "Il brigante del Moncenisio", "I bravi di Parigi", "Gioppino milionario", "La famiglia giupponiera". Verso gli anni '50 ebbe un teatro tenda, forse il primo esempio che si ricordi, nel quale si ospitavano 600 persone a sedere e che per quei tempi rappresentava il massimo dell'organizzazione per uno spettacolo di gioppini. Il suo repertorio, scrive Giovanni Bignami, era per i piccini, ma anche per i grandi «i quali venivano numerosi portandosi i figli, ma come lasciapassare per camuffare quell'imbarazzo che l'adulto avverte nell'accostarsi allo spettacolo dei burattini considerato a torto un divertimento infantile», sono sue parole.