ONOFRI Camillo
ONOFRI Camillo
(Brescia, 5 ottobre 1850 - 2 agosto 1930). Di Pietro e della nob. Enrichetta Sangervasio. Laureatosi in ingegneria al Politecnico di Milano, entrò mediante concorso a far parte del Corpo Reale del Genio Civile e fu destinato a Messina dove con la moglie Giuseppina Noy, sposata nel 1778, soggiornò per parecchi anni. Trasferito a Brescia come capo ufficio del Genio Civile si dedicò con passione alla costruzione delle ferrovie Brescia-Iseo e Brescia-Parma e attese alla liquidazione della Parma-La Spezia. Per qualche anno fu contemporaneamente ingegnere Capo del Genio Civile di Bergamo. Assieme fu anche difensore della amministrazione statale in cause vertenti avanti al Collegio arbitrale contro impresari di costruzioni ferroviarie. L'on. Massimini, ministro delle finanze, lo consultò circa le modifiche alla legge sulle concessioni idrauliche e sulle acque pubbliche. Nonostante le offerte lusinghiere delle Società private Adriatica e Mediterranea, cui erano affidate le ferrovie, non volle abbandonare l'amministrazione statale. Fu poi ingegnere capo del Genio Civile a Forlì, e, col favore di Zanardelli, a Brescia, per parecchi anni. Per essersi opposto alle pressioni politiche di persone e di circoli affaristici che speculavano sull'accaparramento di concessioni idrauliche e idroelettriche, nonostante l'appoggio di parte della stampa e l'apprezzamento di politici, dovette lasciare Brescia per Novara con giurisdizione anche su Vercelli, Domodossola e Aosta. Vi rimase nove anni e al momento di passare a Macerata venne posto a riposo nel 1910.