ONEDA, caso

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ONEDA, caso

Caso scoppiato nel luglio 1980 quando due coniugi, il bresciano Giuseppe Oneda e la sarda Costanza Consiglio, ambedue Testimoni di Geova, vennero imputati di aver lasciata morire la figlia di tre anni, Isabella, affetta da talassemia impedendo, in adesione alle loro convinzioni religiose, ai medici di praticarle le necessarie trasfusioni di sangue e rifiutando di consegnarla prima agli infermieri e poi ai carabinieri. Dopo una severa condanna della coppia da parte del tribunale di Cagliari, la prima sezione penale della Cassazione ne annullò la sentenza d'appello sostenendo che impedire ai medici di intervenire non era stato omicidio volontario.