BONASPETTI Giuseppe

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BONASPETTI Giuseppe

(Toscolano, 1864 - Bornico di Maderno, 22 novembre 1928). Figlio di operai frequentò le scuole fino alla terza elementare ed entrò poi come apprendista in una bottega di falegname. Al momento della chiamata alle armi si arruolò nell'Arma dei Carabinieri e nei momenti liberi dal servizio si dedicò con passione agli studi acquistando vasta cultura apprendendo lingue classiche e straniere e leggendo classici italiani e stranieri. Preso subito dalla passione per il teatro scrisse, poco più che ventenne, "Drammi intimi" che cercò, inutilmente, di far rappresentare a Torino. Terminato il servizio militare emigrò a Parigi dove fu a contatto con gli ambienti letterari e artistici e dove si fece conoscere con le prime composizioni letterarie. Ritornato in Italia entrò nella redazione del quotidiano "La Perseveranza" di Milano e fu tra i primi convinti esaltatori della poesia e delle opere teatrali di D'Annunzio. Continuò a dedicarsi, e sempre più intensamente, al teatro facendo rappresentare opere drammaturgiche come "I diritti del lavoro" che ebbe scarso successo, cui seguirono "I figli di Caino" che ottenne applausi e repliche continue, "Spiere del sol" (commedia in dialetto veneziano, recitata da Ferruccio Benini), "Redivivo", pubblicati in volume dall'editore Treves di Milano. Nel 1923 la compagnia teatrale di Amedeo Chiantoni metteva in scena a Parma, con successo incontrastato, il "Nerone", una tragedia di ampio respiro in cui il Bonaspetti si rivelò poeta geniale e drammaturgo esperto. Ritiratosi a Bornido di Maderno, continuò gli studi, nonostante che un male inesorabile gli minasse la salute. Sei mesi prima di morire aveva terminato una tragedia in quattro atti "Erode", rappresentata poi dopo la sua morte.