MERCATO dei grani

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MERCATO dei grani

Sorse fin da tempi antichissimi accanto all'Horreum romano, esistente nell'attuale zona di piazza Vittoria a S di via Volta (già via Prigioni) assieme al mercato delle biade. Nel 1438 venne sistemato anche presso il luogo detto Granarolo i cui bassi portici correvano dove ora esistono quelli dell'albergo Vittoria, in via Dieci Giornate. La piazza delle biade venne poi ampliata nel 1482-1483, anche per ospitare il mercato, che si teneva ogni giorno, e arricchita dai modelli delle misure ufficiali (quarta, coppo e stopello) a disposizione dei misuratori comunali. La necessità già altre volte avvertita di costruire un nuovo mercato spinse il Comune e specialmente il nob. Clemente di Rosa a provvedervi. Nel novembre del 1818 venne aperto un concorso per un Mercato Nuovo. Venne scartato un progetto Poli perché incompleto; i due progetti Segala perché non pratici; messi da parte i progetti dei Conti Calini e Cigola perchè interessati nell'abbellimento per livellamento e piantagioni d'alberi, in piazza Tebaldo Brusato; il progetto dei Fondacai in Rua Confettora per condizioni troppo impegnative; venne invece accettato il progetto sostenuto da Clemente Di Rosa che sceglieva parte della ortaglia dell'ex monastero di S. Eufemia ove ora sorge il Porticato di Piazza Arnaldo perché di più facile accesso agli agricoltori, asciutto e aperto, contrariamente al vecchio Granarolo vicino al fiume sotterraneo il Celato, e di meno facile controllo perchè proprietà di privati come apertamente sostenne Clemente Di Rosa. Il progetto venne affidato all'architetto Angelo Vita approvato dalla commissione dell'ornato e dal Prof. Antolini per il decoroso ingresso alla città e venne richiesta la collaborazione di Luigi Basiletti. Alla fine del 1820 vennero poste le fondamenta e nel 1824 la costruzione era compiuta e dedicata agli allora recenti sposi Arciduca Raineri, vicerè del Lombardo-Veneto, e Maria Elisabetta di Savoia, con due iscrizioni (quella sul fronte era: Rainerio et Mariae Sabaudae V.S. fung. coniugii causa d.d.). Il nuovo fabbricato, della lunghezza di braccia bresciane 234 e 1/2 pari a m 111,39 e della larghezza di braccia 30 pari a m 13,23, comprendeva dodici magazzini sotterranei ed altrettanti locali superiori riparati da porticato sul vasto piazzale (per l'ufficio dell'Ispettore, l'alloggio del Custode) e un grandioso porticato sulla fronte settentrionale. "Per dimensioni e per rigore compositivo" l'edificio è stato definito "una delle opere più significative del neoclassicismo bresciano". In esso si fondono l'equilibrio di uno stile maturo (con la monumentalità data dal ritmo delle arcate, dal forte bugnato, dall'impaginazione del timpano triangolare e delle fontane alle estremità laterali) e l'individuazione tipologica in termini di uso. Nel maggio 1873 il mercato veniva assunto dalla Banca Popolare per sistemarvi anche un magazzino generale. Nel 1883 il Consiglio Comunale emanava un nuovo regolamento. Del mercato approntò un progetto di modifica l'arch. Antonio Tagliaferri. Mercati del grano molto frequentati furono quelli di Iseo, di Bagolino, di Vestone, di Desenzano ecc.