MAZZUCHELLI Giovanni Maria

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MAZZUCHELLI Giovanni Maria

(Brescia, 28 ottobre 1707 - 19 novembre 1765). Figlio del nob. Federico e di Margherita Muzio, vedova del conte Sciarra Martinengo. Fino a 7 anni soffrì di malattia di occhi così da far temere la perdita della vista. Studiò dapprima privatamente con un sacerdote e per due anni nel collegio di S. Bartolomeo diretto dai Somaschi, per passare poi nel Seminario Vescovile di Brescia. Dal 1721 al 1725 fu nel collegio dei nobili di Bologna sotto la guida dell'ab. Quadri e dell'abate Vandelli. A Bologna sotto la guida dell'ab. G.B. Rodella studiò legge, passando nel 1726 poi all'Università di Padova, dove si laureò con Giuseppe Alaleone e dove potè studiare greco e perfezionarsi in letteratura italiana con l'abate Lazzarini. Tornato a Brescia, il 2 febbraio sposava la nob. Barbara Chizzola, erede di ricca famiglia. L'amicizia con l'abate Paolo Gagliardi lo sospinse sulla via dell'erudizione, allo studio assiduo. Specie dal 1733 andò costituendo una ricca biblioteca. Primo frutto dell'assiduo lavoro fu nel 1737 la vita di Archimede, carica di erudizione ed equilibrata letterariamente, seguita da altre opere. Nel frattempo il 18 aprile 1738 incominciò ogni giovedì quelle conversazioni accademiche che presero nome di Accademia Mazzuchelliana che egli ospitò fino al 1742, quindi dovette trasferirsi a Venezia. Passò poi ad altri fino a quando venne in seguito sospesa per una incresciosa diatriba fra il giudice Girolamo Monti e il prete Biagio Schiavo d'Este. La riprese il Mazzuchelli stesso, in casa sua, nel 1753 fino al 1763. La frequentarono personalità come G.B. Bornati, Antonio Conti, il conte Carlo Calini, G. Savoldi, l'abate Scarelli, il conte Francesco Roncalli, l'abate Marco Capello, l'abate Alessandro Palazzi, G.B. Chiaramonti, l'abate Cristoforo Pilati, il Canonico Gagliardi, l'Appiano Buonafede, il Brognoli, il Colpani, il conte Duranti, il Corniani, l'abate Rodella. Assieme concepiva e intraprendeva assistito dal giovane abate Rodella, che sarà poi suo biografo, con coraggio ed assiduità l'opera sua maggiore: "Gli Scrittori d'Italia. Notizie storiche e critiche intorno alle vite ed agli scritti dei letterati italiani", che portarono qualcuno a definirlo "il Muratori" della letteratura italiana. Per la stampa del I e II torno dell'opera "Scrittori d'Italia", il Mazzuchelli siglava il 15 febbraio 1749 un contratto con il tipografo G.B. Bossini che si impegnava anche a nome dei fratelli a dare l'assoluta precedenza alla stampa dell'Opera, che venne terminata il 20 ottobre 1753. I 3 agosto 1756 veniva steso il contratto per la stampa della lettera B. Un nuovo accordo veniva firmato fra Filippo Mazzuchelli e Giuseppe Bossini. Stampati i primi due volumi contenenti la lettera A nel 1753, fece seguire dal 1758 al 1763 i quattro volumi della lettera B. Rimasero inediti altri otto volumi della lettera C e seguenti. La fama acquistatasi convinse il Senato Veneto a far coniare una medaglia con su un lato la veduta di Venezia e un leone alato con la spada in una zampa e le parole "Comes Joh. Maria Mazzucchelli Aetatis anno XLV" e nell'altro il suo ritratto con le parole "Senatus Consulta MDCCLII".


Il moltiplicarsi delle opere lo fecero sempre più conoscere tanto che venne ascritto all'Accademia della Crusca, dell'Arcadia, come Diptico Leonio, e a quelle degli Etruschi di Cortona, degli Agiati di Rovereto (col nome Dinarchide), dei Risorti di Capodistria, presieduta dal Carli, degli Erranti di Fermo, del Buongusto di Palermo, dei Trasformati di Milano. Fu nominato biografo degli Ipocondriaci di Reggio, presidente dell'Accademia di musica di Brescia e della biblioteca Queriniana. Fu a contatto con molti letterati e benvoluto da molti per il suo carattere buono e cordiale e contrastato da pochi fra i quali la poetessa Camilla Solar d'Asti che non lo perdonò del consiglio di dedicarsi alla sola poesia, ma anche a Storia, filosofia geografia e che perciò scrisse contro di lui un sdegnato "Capitolo" che il Mazzuchelli volle ignorare.


Appassionato collezionista, raccolse un ricco medagliere definito da qualcuno come il contemporaneo Pacciandi, l'unico del suo genere illustrato dall'abate Pietro Antonio Gaetani (Venezia, Zatta) in due volumi mentre rimase inedito il terzo. Fu appassionato cultore di botanica, mineralogia e delle scienze in genere di cui fece ricche raccolte. Si dedicò anche a cariche pubbliche rappresentando Brescia al Gran Consiglio Veneto, compì ambasciate importanti. Nell'aprile e agosto 1742 con Francesco Maggi difese i diritti e le prerogative dei bresciani sulla podesteria di Asola; nel 1745 ottenne riparazioni per i muli noleggiati dall'esercito spagnolo periti o perduti; nel marzo 1749 ricomponeva i contrasti insorti tra i bresciani e i veronesi con il provveditore generale Contarini. Fu governatore della Compagnia della Misericordia, deputato alla Civiltà e alla Cassa pubblica, giudice delle vettovaglie, amministratore e direttore della fabbrica di armi. In vista di questi servizi il Senato veneto gli faceva dono il 23 agosto 1751 di una spada d'oro e nel 1752 faceva coniare la citata medaglia. Ebbe molti e significativi doni. Passò molto tempo nel ritiro della bella villa di Ciliverghe. Religioso, pio, morì dopo dodici giorni la perdita della moglie, mentre ascoltava la lettura della "Imitazione di Cristo". Venne sepolto con la moglie Barbara Chizzola nella chiesa di S. Cristo, davanti alla prima cappella del lato destro con la seguente iscrizione: «D.O.M. / Io. Maria Comes Mazzuchelli / et / Barbara Chizzola / Conjuges / Nobiles Brixiani / Hic requiescunt / Haec pietate in Deum / Liberalitate in pauperes / aliisque virtutibus / cospiqua / obiit VII Novembris / MDCCLXV / Et. Ann. LVII / Ille Orbi literario / notissimus / morum integritate / Insignis / Principibus, Viris, Civibusque / Carus / Obiit XIX Novembris / MDCCLXV / Et. Ann. LVIII». Un suo ritratto in tondo con quello del Moretto e di altri si trova sull'arco eretto dal Vantini nel 1822 per collegare piazza del Duomo con via delle Spaderie ora via X Giornate fra via Card. Bevilacqua e i portici, di fronte al Duomo.


Fra la sue pubblicazioni: "Notizie storico e critiche intorno alla vita, alle invenzioni ed agli scritti di Archimede Siracusano" (Brescia, per G.B. Rizzardi, 1734); "Notizie storiche e critiche intorno alla vita di Pietro d'Abano dette in una letteraria conversazione in casa sua ai 4 Settembre 1738" (Inserito dal P. Calogero nel tomo XXIII della sua Raccolta di Opuscoli); "La vita di Pietro Aretino" (Padova, G. Comino 1741), colla Prefazione di Ant. Fed. Seghezzi". Uscì poi di nuovo con copiose aggiunte e coll'approvazione dell'Accademia della Crusca. Brescia, per Pietro Pianta, 1763. A questa seconda edizione oltre la prefazione del Seghezzi, venne aggiunta una nuova ed erudita prefazione di G.B. Chiaromonti; "Ristretto della vita di S. Pancrazio" in "Raccolta di Poetici Componimenti per la solenne traslazione delle Reliquie di S. Pancrazio" (Brescia, per Marco Vendramino, 1741); "Gli scrittori d'Italia. Notizie storiche e critiche intorno alle vite ed agli scritti dei Letterati Italiani" (Vol. I parte I. Brescia, Bossino, 1753; Vol. I p. H Ivi, id. 1753 - Vol II p. IV. Ivi, id. 1763); "Notizie intorno alla vita del Canon. Paolo Gagliardi Bresciano" in "Operette e Lettere del medesimo Canonico Gagliardi pubblicate per cura di G.B. Chiaramonti" (Brescia, per G.M. Rizzardi, 1757, e nel tomo XXVII della Raccolta Calogerana); "Lettera intorno alla persona ed agli scritti del D.r Francesco Arisi Cremonese, scritta al P. Calogera" (vol. XXXI della Raccolta); "La vita di Luigi Alamanni Fiorentino scritta dal Conte G.M. Mazzuchelli, Accademico della Crusca" in "Coltivazione dell'Alamanni" (Verona, P. Berno 1745, e poscia Venezia, Remondini); "La vita di Jacopo Bonfadio. Premessa al vol. I delle Opere Volgari" (Brescia, Turlino, 1746 e nella edizione di P. Pianta, 1758); "Lettera in cui si tratta della Patria di Jacopo Bonfadio e dello stato antico e presente della Riviera Bresciana" (Brescia, Bossino, 1748); "Prefazione e Componimenti detti in una Letteraria Adunanza del Nuovo Tempio de' Padri di S. Filippo" (Brescia, Rizzardi, 1746); "Catalogo delle Medaglie di Uomini letterati" (nel vol. XXXV Racc. Calogero e aggiunta poi pubbl. nel vol. XL, a c. 29. Queste medaglie poi accresciute furono pubb. dal Gaetani col titolo: "Museo Mazzuchelliano"); "Le vite d'uomini illustri Fiorentini scritte da Filippo Villani per la prima volta data alla luce colle annotazioni del conte G.M. Mazzuchelli Accad. della Crusca" (Venezia, per G.B. Pasquali 1747); "Lettere due e Notizie intorno la vita del P. Stanislao Santinelli Somasco" a pp. 178, 202-206 della "vita scritta dal P. Jacopo Paitoni" (Venezia, Radici, 1749); "Lettere quattro" p. 160 del vol. "Private disavventure di una Donna,o sia vita della contessa Carli-Rubbi" (Lucca, F. Benedini, 1750); "Notizie storico critiche intorno alla vita ed agli scritti di Scipione Capece" (premesse al Poema: "De Vate maximo del Capece. Patavii, P. Comin. 1751 e Venezia, Remondini 1752 e 1754); "Notizie storico critiche intorno a Costantino Grimaldi Patrizio" (in Raccolta Calogerà t. XLV); "Notizie intorno alla vita ed alle opere di Antonio Fileremo Fregoso nob. Genovese" (p. 13 del vol. XLVIII della Raccolta Calogerana); "Notizie intorno a Giusti Conti Romano Poeta volgare" in "La Bella Mano" (Verona, Tumermanni, 1753); "Notizie intorno a Raffaello Brandolini Fiorentino" Lettera agli Autori della Raccolta Milanese intorno al card. Bembo" (a p. 9 della Raccolta Calogerana ad I. Milano, Agnelli, 1756); "Lettera al Cav. Gian. Rin. Carli-Rubbi in difesa della vita dell'Aretino" (in Raccolta Milanese, t. I p. 28); "Notizie intorno ad Isotta da Rimini" (Brescia, Bossini, 1759 con ritratto incis. è nella "Raccolta Milanese" t. I pag.39); "Notizie intorno alla vita ed agli scritti di Benedetto Marcello Patrizio Veneziano" (in Memorie per servire all' Istoria Letter, t. X a p. 159, Venezia, Valvasense, 1757); "Lettera Dedicatoria premessa a Componimenti Poetici per le nozze di S.E. Sebastiano Mocenigo e Chiara Zeno" (Brescia, Pianta); "Lettera Dedicatoria a S.E. Alessandro Zeno" premessa a: "Componimenti Poetici per la professione di M. Elisabetta Zeno nel monastero della Vergine in Venezia" (Brescia, Rizzardi, 1760); "Prefazione alle Rime in lode delle Dame e de' Cavalieri che in Brescia nel 1761 hanno rappresentato la tragedia: Sara in Egitto" (Brescia, Bossino, 1764); "Notizie intorno al conte Nicolò d'Arco" (in Poesie del conte d'Arco, a p. VIII. Verona, Moroni, 1762); "Notizie de' due P.P. dell'Oratorio ambidue col nome Carlo Barbieri l'uno di Vicenza e l'altro di Bologna, ambidue scrittori considerati un soggetto solo" (in "Minerva" a p. 42. N. VII. Venezia, Deregni, 1762); "Estratto del libro De' Delitti e delle Pene, (1764), sotto il nome Zaccaria Gamuzotti Meloni Giudizio" (Raccolta Calogerana pc. VII); "Memoria intorno alla vita ai costumi ed agli scritti di Giuseppe Tavelli" (Brescia, Vescovi, 1784); "Memorie intorno alla vita, ed agli scritti del P. Francesco Lana" (nel vol. 40. Raccolta Mandelliana); "Notizie intorno alla vita ed agli scritti di Daniele Ceretti" (in "De Foro et Laudibus Brixiae"); "Vita di Francesco Bracciolini" (in "Scherno dei Dei edizioni dei Classici Italiani" Milano, 1804); "Vita di Sebastiano Donati" (premessa ad alcuni scritti dal Donati stamp. nei "Nuovi Miscellanei Lucchesi, Lucca 1773); "Undici lettere del conte G.M. Mazzuchelli dirette a Carlo Ant. Tanzi" (in Catalogue raisonne de la collection de M. Pierre Antoine Crevenna, vol. VI. 1776 e p. 284 e 193). Inoltre "Poesie in parecchie raccolte del suo tempo o in fogli volanti fra cui due sonetti in "Morte del Barbetta" sotto il nome Dittico Leone (Brescia, G.M. Rizzardi, 1740 e poi 1759 in 8°); altri due sonetti in "Rime di vari autori viventi" raccolte da Carlo Roncalli. Fra i manoscritti ha lasciato: "Risposta all'Ab. Filippo Garbelli Bresciano intorno alla Vita di Archimede pubblicata dal Mazzuchelli"; "Notizie istoriche e letterarie intorno alla vita dell'Ab. Domenico Lazzarini da Morro"; "Notizie intorno alla letteraria Conversazione incominciata in Casa Mazzuchelli nel 1738"; "Vite de Letterati Italiani tradotte dalle Memorie del P. Niceron con annotazioni"; "Sommario degli affari d'Aquileja trattati a Roma dal Card. Querini, raccolto dalla viva voce del Card. medesimo"; "Lettera ad un Prelato intorno al dirigersi ne' doveri della sua carica e dignità"; "La Morte di Socrate, Tragedia in prosa"; "La moglie letterata, Commedia in prosa"; "La Novizza della moda, Commedia Imperfetta"; "Lettera a S.E. Procurator Giovanni Emo intorno al Parallelo tra il Card. Bellarmino e il Card. Querini"; "La storia della contesa per la sua vita del Bonfadio, e per la Lettera intorno alla patria del medesimo"; "La storia delle vicende tra la Popolazione di Ciliverghe, e la Comunità di Virle per la divisione del Comune, e per la smembrazione della parrocchia"; "Notizie intorno alla Vita ed agli scritti di Basinio da Parma"; "Istruzione intorno al metodo da lui tenuto nella sua Opera degli Scrittori d'Italia". Lasciò manoscritti 8 volumi di memorie letterarie, due di vite di letterati viventi, undici di lettere di scrittori, due di lettere sulle medaglie. Le dissertazioni che si tenevano nella sua dotta «conversazione» furono in parte pubblicate in due volumi dal Rizzardi nel '57 e molte altre nella raccolta calogerana di opuscoli. Da rilevare il fatto che Mazzuchelli scrisse anche una tragedia: "La morte di Socrate" sostenendo come ha rilevato Ugo Vaglia, contro il pregiudizio classico, "che l'interesse tragico non consiste nella qualità dei personaggi ma nella loro naturale rappresentazione: argomento polemico difeso con Ildefonso Valdaschi e col Cesarotti, e in seguito accolto, con ricreata concezione e motivi artistici e morali ben più elevati, da Alessandro Manzoni. Il personaggio non deve essere idealeggiato nè caricaturato, ma deve trovare un proprio naturale atteggiamento umano nell'azione scenica in modo da evitare l'orribile ed il ributtante. La tragedia venne poi trasposta in versi da Giovanni Battista Carnioni e l'argomento verrà poi ripreso dall'ab. Luigi Scevola.