MAZZOTTI Biancinelli-Faglia Franco

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MAZZOTTI Biancinelli-Faglia Franco (Francesco)

(Chiari, 31 dic. 1904 - Canale di Sicilia, 14 novembre 1942). Detto familiarmente Chino e Kino. Di Lodovico e della contessa Lucrezia Faglia. Con R.D. dell'8 aprile 1928 gli venne concesso di aggiungere al cognome Mazzotti - Biancinelli anche quello materno di Faglia, per estinzione di linea. Appassionato di automobilismo, di motonautica, di calcio e di aviazione fu, oltre che protagonista, infaticabile organizzatore di manifestazioni sportive. Nel 1927 con Aymo Maggi, Giovanni Canestrini e Renzo Castagneto fu tra i promotori della Mille Miglia e la tradizione vuole che egli stesso ne abbia coniato il nome. Alla corsa partecipò poi con onorevoli piazzamenti, classificandosi nel 1928 con Archimede Rosa su O.M. al secondo posto e nel 1930 con Aymo Maggi, su Alfa Romeo, all'ottavo posto. Nell'ottobre 1928 veniva nominato presidente del R.A.C.I. di Brescia. Nel 1930 partecipò col Mille Miglia (mot. I.F. 25 o C.V. scafo S.I.A.I.) alla gara motonautica Pavia-Venezia e nel giugno 1931 alla III Maratona motonautica. Dedicatosi allo sport aviatorio nonostante le prime difficili esperienze (pilotando un Tignola dovette cercare un atterraggio di fortuna su un valico alpino) nell'agosto 1929 partecipava su Monoplano Breda' al Circuito aereo d'Europa (I Challenge internazionale d'aviazione di turismo). Primo fra gli italiani fin dalla prima giornata guadagnò alla fine la targa d'oro. Acquisita presto grande autorevolezza in campo aviatorio, nello stesso 1929 era in America relatore ufficiale della Delegazione aeronautica italiana guidata da Italo Balbo. Nell'agosto 1930 era quattordicesimo al Giro aereo bresciano. Nel novembre 1930 con Francis Lombardi e con Mario Rasini copriva in 15 giorni i 12 mila km. Roma-Città del Capo su "A.S.II". Con gli stessi Lombardi e Rasini nell'ottobre-novembre 1931 compiva il periplo africano di 30 mila km. in 40 tappe. Nel gennaio 1934 con Lombardi su aereo postale S.71 volava da Roma a Buenos Aires. Nel 1938 era tra gli organizzatori del Raduno del Sahara, alla guida di un "Dragonfly" un biplano bimotore a carrello fisso, assieme a Roberto Foligno, pilota automobilistico, e al cognato Giulio Binda, industriale cartario. Partiti da Gadames con altri ventidue velivoli l'apparecchio del Mazzotti scomparve nel deserto e venne trovato nel deserto di Cufra in Tripolitania il 28 febbraio da Italo Balbo partito alla ricerca dei dispersi rimasti senza benzina. Ugualmente appassionato di calcio fu presidente dell'A.C. Calcio Brescia. In uno scantinato della casa, apriva un teatro di posa per il cinema, fondando la "Chinofilm" una società che sfornerà due pellicole di un certo interesse. Nel 1942 arruolatosi volontario in aviazione cadeva nei cieli tra la Sicilia e la Tunisia. A Chiari corse voce che fosse stato abbattuto come era capitato a Italo Balbo dalla contraerea italiana, dopo aver litigato con alti gerarchi fascisti, non condividendo ormai le decisioni di Mussolini. Dopo la sua morte la corsa Mille Miglia venne chiamata: "Mille Miglia - Coppa Franco Mazzotti" e venne creata una artistica coppa nella quale vennero impiegati tre chilogrammi d'argento, la quale fu, durante la guerra, nascosta in casa Maifredi a Passirano. Alla sua memoria veniva intitolata nel 1947 una coppa automobilistica che rimase in vigore fino al 1957. Nel giugno 1976 gli veniva assegnata dal Presidente della Repubblica la medaglia d'argento valore aeronautico alla memoria, consegnata il 2 giugno 1976 in una cerimonia all'aeroporto di Villafranca e con la seguente motivazione: «Valoroso giovane pilota contribuiva ad apportare lustro e prestigio all'aeronautica italiana affrontando vittoriosamente rischi e difficoltà in straordinarie imprese pionieristiche condotte nei cieli d'Europa e oltremare 1930-1934».