MARTINENGO CESARESCO Evelina nata Evelyn Carrington

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MARTINENGO CESARESCO Evelina nata Evelyn Carrington

(Bocking, contea dell'Essex, Inghilterra, 22 aprile 1852 - Barbarano di Salò, 3 giugno 1931). Di Dean Henry Carrington, pastore anglicano, traduttore in inglese di Victor Hugo, e di Juanita Lyall, autrice di romanzi come «My cousin Maurice» e «Prince Fortune». Da loro ereditò l'amore per la letteratura. La sua simpatia per l'Italia aveva origini remote; sua nonna, raffigurata da Lawrence in un bel ritratto conservato al Museo di South-Kensington, era un'italiana, la contessa Paolina Belli, di famiglia viterbese. Nata Carrington Evelyn Lian Hazeldine, sposatasi col conte Eugenio Martinengo Cesaresco adottò il cognome Martinengo Cesaresco col quale firmò libri e articoli. A Londra, in famiglia, conobbe patrioti italiani esuli fra cui il patriota Sigismondo Castromediano e lo stesso Garibaldi in visita alla capitale inglese nel 1865. Presto si cimentò con la poesia sulla rivoluzione di Creta e con la raccolta dei "Carmi d'Italia". Durante un viaggio in Italia compiuto giovanissima assieme alla madre e specialmente a Genova stabilì rapporti amichevoli con la famiglia di Goffredo Mameli, del quale conservò una ciocca dei biondi capelli avuti dalla madre. La consuetudine di vita con questa illustre famiglia, le offrì la possibilità di conoscere molti patrioti, le cui gesta avevano commosso il suo cuore ed esaltata la sua mente fino dai primi anni della sua vita. Così in casa Canzio incontrò di nuovo Garibaldi che fu il simbolo ed il culto della sua vita, conobbe Benedetto Cairoli ed altri coi quali visse in comunità di pensiero.


In Italia si innamorò ancor più della storia e delle tradizioni popolari italiane pubblicando fin dal 1877 saggi su canti popolari siciliani (1877), veneti (1880), greco-calabresi (1881). Nel 1879 pubblicava a Napoli un volume sulla famiglia Cairoli. Nel 1882 sposava a Genova il conte Eugenio Cocchetti Martinengo Cesaresco, conosciuto in casa Mameli, vivendo da allora in poi per lo più a Barbarano di Salò, dedicandosi decisamente agli studi etnografici, storici e di vario genere. Nel 1884 pubblicava uno studio sulla festa di S. Antonio da Padova in Franciacorta e nella pianura bresciana cui seguiva, l'anno dopo, una ricerca sulla costumanza di "bruciar la vecchia". Nel 1886 dal palazzo di Barbarano licenziava il primo volume di studi folkloristici dal titolo: «Essays in the Study of Folk-Songs» pubblicati a Londra lo stesso anno cui seguirono altre ricerche del genere. Nel contempo si orientava verso la storia risorgimentale. Nel 1890 pubblicava in inglese e in italiano "I patrioti italiani" volume adottato in Inghilterra nelle scuole. Seguirono poi i volumi su Cavour, sulla Liberazione d'Italia, comunicazioni a Congressi della Società storica del Risorgimento, articoli su riviste e giornali e inoltre saggi di storia locale come "Studi lombardi" che contengono le cronistorie del Palazzo Martinengo di Barbarano. Del lago di Garda si innamorò presto, scrivendone anche su riviste inglesi. Ebbe interessi e curiosità vaste e vive che la portarono a vagabondare in molti campi del sapere, ed a compiere viaggi in Grecia, in Egitto, in Terrasanta, a Costantinopoli, in Spagna, nel Montenegro, nella Norvegia, al capo Nord e altrove, e ad occuparsi non soltanto di letteratura infantile e di studi storici, ma anche di problemi e di ricerche che si riferiscono all'Oriente ed all'India in particolare, partecipando a congressi orientalisti a Roma, a Parigi, ad Amburgo.


Non disdegnò di trattare anche ardui ed originali argomenti come quello ricordato in una memoria letta alla Sorbona, sul concetto delle bestie presso gli Ebrei, argomento che riprenderà più tardi, con maggiore ampiezza, nell'opera intitolata «Il posto degli animali nel pensiero umano», libro d'erudizione e d'ideale, che, come ebbe a dire, Luigi Lazzaretti «insegna il rispetto per tutti gli esseri viventi coi quali siamo solidali» e che fu da lui citata e lodata quando presentò la legge sulla protezione degli animali. Dall'Associazione lombarda per la protezione degli animali ebbe la medaglia d'oro. Fu circondata dalla stima e dal rispetto di molti letterati italiani tra cui il De Gubernatis, il d'Ancona e il Pitre. Il 26 marzo 1913, a riconoscimento della sua italianità, ebbe la medaglia d'oro dei benemeriti della Pubblica Istruzione. Numerosi i riconoscimenti dei meriti culturali in Inghilterra, in Francia e in Italia fra cui l'assegnazione dall'Accademia Britannica di Londra della medaglia d'oro per eminenti servigi resi alla letteratura ed alla storia italiana e così altre distinzioni che molte Accademie le decretarono per le sue interessanti comunicazioni su argomenti vari. Fu anche largamente benefica coi poveri, ricordata a Rovato per aver donato in due riprese e in memoria del defunto marito, complessivi mq. 9.090 di area per l'ampliamento del mercato, come risulta dalla delibera di accettazione del dono da parte del consiglio comunale 11.1.1925, n. 1 (e che consentì i lavori ultimati nel 1927, anno V dell'era fascista, come indicato nella lapide), e dalla delibera podestarile di accettazione dell'ulteriore donazione stesa in data 7.7.1928, n. 54 (e che diede l'avvio ad altri lavori di ampliamento ultimati nel 1929). Nel cimitero di Salò si era fatta preparare su progetto dell'arch. Tagliaferri una cappella nella quale volle venissero poste epigrafi a ricordo di Camillo Giuseppe Martinengo Cesaresco e della beata Maria Maddalena Martinengo da Barco. Nell'agosto 1931 suoi libri, fra i quali molti rari, specie sul Risorgimento italiano, passarono alla Biblioteca Queriniana di Brescia.


Pubblicò: "Carmi d'Italia" (Genova 1867); "La famiglia Cairoli" (Napoli, Dekten, 1879); "Essays in the Study of FolkSongs" (London, Ed. Seeley, 1886); "Patrioti italiani" (Milano, Treves, 1890, 1914); "Italian caracters in the epoc of Unification" (London, T.F. Unwin, 1890); "Glimpses of italian society in the eighteenth century from the journey of Mrs Piozzi, with an introduction of the Countess Evelyn Martinengo Cesaresco" (London, Ed. Seeley, 1892); "La poesie populaire" (Paris, Emile Lechevalier, Libraire, 1893); "Cavour" (Milano, Treves, 1896, 1906); "Storia della liberazione d'Italia (1815-1870)" (Ib. 1896); "Lombard studies" (London, Ed. Fisher, 1902); "L'antiveggenza nella storia esemplificata dall'idea dell'Unità italiana, estratto dagli Atti del Congresso internazionale di scienze storiche" (Vol. III, Storia medievale e moderna, Roma, 1903); "The jaina precept of non-killing, estratto dagli "Atti del XIV Congresso degli orientalisti ad Algeri" (Paris, Ernest Leroux Editeur, 1905); "Biografia del duca Sigismondo di Castromediano" (Salò, Devoti, 1913); "Il posto degli animali nel pensiero umano" (Milano, Treves, 1914); "The liberation of Italy 1815-1870" (London, Fourth edition Seeley, 1915); "Il Risorgimento italiano" (in "Rivista Storica", 1917); "La fontana delle fate" (Firenze, 1920); "The Madonna of the Scales" (poema in versi); "La vita all'aria aperta nei poeti greci e latini" (Firenze, 1928); "Varietà e aneddoti. L'arrivo degli Esuli napoletani in Inghilterra" (s.i.d.).


Di argomento bresciano conosciamo: "S. John's eve and S. Antony" (in "The Academy" London, n. 642, 1884) su il culto di S. Antonio ab. specie in Franciacorta e nella valle dell'Oglio; "The Palazzo Martinengo" (in "The Porfolio" London, 1884); "Il giorno delle vecchie" (in "The Academy" n. 671, London, 1885); "The Lago di Garda" (in "The Porfolio", London, July 1897); "Il cantor di Laura sul lago di Garda" ("Il Giornale del Garda", 16 maggio 1927); "Memorie di una casa Lombarda" (in "Memorie dell'Ateneo di Salò", 1957).