LAMARMORA, quartiere

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LAMARMORA, quartiere

Costruito dal 1948 in poi a S della città dove prima esisteva aperta campagna e qualche rara cascina si andò sviluppando rapidamente negli anni seguenti. Le due prime case popolari inaugurate, in tale anno, nel quartiere Bettinzoli ospitarono i primi senza casa. Nel 1949 vennero terminate dall'"Istituto Autonomo Case Popolari" abitazioni per 1500 abitanti in quello che venne chiamato Quartiere Perlasca. Nel 1950 gli abitanti salivano a 2500. Il 7 aprile 1951 venivano inaugurati 247 appartamenti. Il quartiere assumeva una sua fisionomia: bresciani, profughi, istriani, contadini inurbati, meridionali davano ai cittadini del "Lamarmora" quella caratteristica di quartiere satellite ricettacolo di tutta la problematica che deriva dal rapido inurbamento di popolazioni in zone non pronte a riceverle. La prima chiesa venne ricavata dal cortile di una casa colonica chiuso alla belle meglio con assi. L'asilo da altre stanze della medesima casa. L'oratorio dal campo agricolo che si estendeva dietro la stessa casa. La scuola elementare venne aperta per la prima volta nel 1951 utilizzando appartamenti dell'Istituto Case Popolari. Il collegamento con la città veniva assicurato da un vecchio autobus. Nel 1951 veniva iniziata, su progetto dell'ing. co. Antonio Lechi, la costruzione della chiesa vera e propria, inaugurata nella notte di Natale 1952, anche se ancora senza pavimento, porte, vetri ecc. Venne dedicata a S. Giacinto ed inaugurata il 14 novembre 1953 dal vescovo mons. Giacinto Tredici. La Chiesa ha navata unica con ingresso principale assiale preceduta da un portico a tre luci facciali più due laterali. La navata è di m. 30 x 12,80 con un'altezza di m. 18. Fornita di una abside semicircolare (raggio m. 15) i piedritti di m. 12,60 e n. 14 colonne con archi a pieno centro reggenti la parte curva della parete. L'opera è stata voluta dal Comitato «Chiese Quartieri Popolari», completata dalla assidua assistenza e volontà dei Revv. don A. Stoppani e F. Pezzotti. La chiesa veniva poi sempre più abbellita, da ultimo dal milanese Giorgio Salmoiraghi che dopo una Crocifissione dipinse una Risurrezione ed una Natività (1984). Alla direzione della parrocchia successero don Andrea Stoppani come delegato vescovile (1949-1954), don Ferdinando Pezzotti (1954-1985) e don Mario Pelizzari (dal 1985). Accanto alla chiesa sorge un attrezzato Centro Giovanile, un vasto oratorio ed altre opere. Il Quartiere andò ulteriormente sviluppandosi, anche dopo l'inaugurazione da parte del Presidente della Repubblica on. Giovanni Gronchi il 13 aprile 1956. Nel 1960 attraverso nuovi nuclei edilizi gli abitanti salivano a seimila. Si arricchiva di portici, di un centro sociale, di un centro INAPLI, di asili nido oltre che di scuole e perfino di un "centro libertario" sloggiato nel febbraio 1982.