KAJAK

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KAJAK

Imbarcazione degli esquimesi importata e diffusa ora quasi dovunque e che ha dato il nome ad uno sport che consiste nel percorrere fiumi, torrenti specie montani tumultuosi e laghi agitati su tale imbarcazione adattata all'uopo dapprima smontabile, di tela su intelaiatura in legno, poi di vetroresina e materiali sempre più leggeri, resistenti ed elastici. In ciò il Kajak è andato sempre più distinguendosi dallo sport della canoa esercitato soprattutto in acque calme. Il Kajak come la canoa ha avuto particolare sviluppo in provincia di Brescia specie negli ultimi anni, avvantaggiato dal fatto che il territorio bresciano è in grado di offrire torrenti alpini anche se l'inquinamento volontario (rifiuti, scarichi, immondizie) ed involontario (sbarramenti e opere idroelettriche) ne hanno ostacolato lo sviluppo. Rimangono ancora possibili discese stupende nel magnifico canyon del Dezzo in Val di Scalve e dell'Ogliolo da Corteno Golgi a Edolo. Fra i pionieri di questo sport è da segnalare Valerio Gardoni di Orzinuovi che ha compiuto su tali torrenti alcune prime assolute. Tra i club che si dedicano soprattutto al kajak sono il team Kajak fiume Oglio di Pralboino (via Roma, 36) diretto dal geom. Rinaldo Acerbi, il Kajak Canoa Club di Palazzolo s.O. (via Britannici, 1) e il Canoa Club Brescia di Gussago (Via Croci, 76) diretto da Sergio Pilotti.