GNOCCHI Pietro

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GNOCCHI Pietro

(Alfianello, 27 febbraio 1689 (secondo il Guerrini 1677) - Brescia, 9 settembre 1771). Di Costanzo q. Ippolito. Veniva da famiglia di piccoli possidenti. Si stabilì a Brescia prima del 1723 con i fratelli Lorenzo e don Francesco nella casa curaria di S. Giorgio, per dedicarsi agli studi letterari e artistici, specialmente alla musica e al canto, appassionatissimi come erano della cultura archeologica e storica e dell'arte musicale. Morto don Francesco in giovane età, Pietro Gnocchi si recò a Venezia per apprendere l'armonia e il contrappunto nella Cappella di S. Marco alla scuola del primo maestro Monza. Tornato a Brescia e ottenuta poi una lettera di raccomandazione dal maggiordomo del Principe Eugenio di Savoia, passò a conoscere i più grandi musicisti esteri nelle corti di Vienna, Monaco, Ungheria, Boemia, Polonia, Sassonia e altrove, tornando da questo lungo soggiorno all'estero con un vastissimo corredo di profonda cultura letteraria e musicale. Conosceva e usava, oltre l'italiano, il latino e il greco, le lingue francese, tedesca e slava, e le parlava correntemente. Si dedicò agli studi archeologici e storici, quelli generali sulle antichità romane e quelli speciali dell'archeologia bresciana, girando tutto il territorio bresciano per scovare, copiare esattamente e illustrare le iscrizioni e i frammenti di iscrizioni dell'epoca romana in un prezioso codice, già lodato e usato dall'arcigno Mommsen.


Non meno grande è stato il Gnocchi nel campo musicale. Contrappuntista di profondo valore, nominato Maestro di Cappella in Duomo, quando la Cappella musicale era in piena efficienza ed eseguiva ogni festa a 4 voci dispari, e spesso a due cori con accompagnamento di strumenti orchestrali, tutte le parti proprie e comuni delle Messe e dei Vespri, il maestro Gnocchi ha dato alla nostra Cattedrale una cospicua e preziosa raccolta di musica sacra di alto valore, a 4, 6, 8 voci dispari, che risente dello stile del tempo, ma resta però un monumento della genialità, della perfezione tecnica e della feconda attività artistica di questo nostro Palestrina del settecento. Venne sepolto nella sua parrocchia di S. Giorgio, dove il Capitolo della Cattedrale honoris causa gli decretò la tomba e il funerale a proprie spese, con un elogio latino dettato dal Morcelli, e la piccola edicola con la statua in terracotta nel mezzo degli scaffali che conservavano gli autografi delle numerose composizioni del grande musicista. L'epigrafe morcelliana dice: QUIET ET. MEMORIE / PETRI. CONSTANTI. F. IPPOLITI / GNEOCCHI / PRESBYT. CIVIS. BRIXIANI / DOMO. ALFIANELLO / PHONASCI. ET. HYDRAULAE. AETATIS. SUAE / PAESTANTISSIMI MAGISTRO / SACRI. ECCLESIAE. CONCENTUS / IN. MIRABILES. MODULAS. EXCREVERE / VIXIT. ANNI. L.XXXXIII / MULTARUM. LINGUARUM. SERMONES / MORESQUE. HOMINUM / ET. REGIONUM. HISTORIAM. EDOCTUS / DECESSIT / PR. SEPT. AN. M. DCC.LXXI / CUI / COLLEGIUM. MAXIM. CANONICORUM. BRIX. / HONORIS. CAUSA FUNUS. ET. LOCUM. SEPULTURAE DECREVIT ed una in greco con la qui sotto riferita traduzione latina: PETRUM GNOCCHI / SACERDOTEM / CIRCA. QUIDEM. CORPUS / INCULTUM RELATE. VERO. AD. MENTEM ET. SCIENTIAM MAXIME. IN MUSICA VALDE. EXCULTUM HABE.


Come storico ci lasciò la traduzione dell'opera «Le imperatrici Romane». Manoscritto Autografo presso la Biblioteca Queriniana, un grosso volume di 787 pagine. Il Melzi, nel suo libro (Omonimi e Sinonimi vol. 3 in 8) manifesta l'opinione che quest'opera sia una versione del Crevier, (alias Serviaz), e scrive, che anche Cerdoni Veneziano e sotto il nome di Egidio Nonannuce ha pubblicato in Venezia 1735, vol. 3 in 8, la traduzione delle Imperatrici Romane, che in gran parte corrisponde alla traduzione del nostro ab. Gnocchi. L'opera però che rende chiaro e illustre il nome di questo studioso è quella sulle Iscrizioni Romane in Brescia col titolo "Le antiche Iscrizioni Bresciane nuovamente riscontrate e corrette con l'aggiunta di non poche finora inedite". Questo prezioso volume era fra i cimeli della libreria Brognoli, dopo passò in quella del Nob. Luigi Arici, poi fece parte della Mazzuchelliana e poscia fu acquistata dal Cav. Clemente Di-Rosa, il quale ne fece dono, con altri 126 volumi, tutti manoscritti di storia patria, alla Biblioteca Queriniana. L'opera è divisa in due libri, il primo di XXXII capitoli ed il secondo di capitoli XIX, ciascuno preceduto da un racconto di storia patria, documentato dalle Iscrizioni contenute nel Capitolo. Sue iscrizioni vennero inserite da Sebastiano Donati in "Supplemento del tesoro muratoriano" vol. I (Lucca. L. Venturini, 1765) e vol. II (G. Giusti 1774).


Pubblicò un "Carmen. in Rime d'applauso al Rev. D'Apollonio Busi Arciprete d'Orzinuovi" (Brescia, Turlino 1732 in 8). Don Calimero Cristoni attesta di aver visto, dopo la morte dell'autore e prima che passasse in proprietà del Brognoli, il manoscritto che contiene le Vite di Tredici Matrone Romane in possesso del Cittadino Mario Acchiappati Barbiere. Fra le altre opere, cita ancora di lui venticinque quinterni in cui si tratta della geografia dell'antica Grecia «i quali furongli dimandati dal Card. Molini, e da esso mandati a Bologna, e dopo un anno gli vennero poscia restituiti e venduti al Sig. Co: Faustino Lechi, come anche molte composizioni e concerti che già sono in detta famiglia custoditi». Attesta inoltre che fu versatissimo in varie discipline e uomo coltissimo; ma da vivo fu poco stimato, perché piuttosto selvatico e sempre ritirato e morì miserabile. Don Calimerio gli fece fare un ritratto in creta e lo donò al Rev. Capitolo. Fu soprattutto compositore di Musica sacra, seguace del Palestrina "così fecondo, scrive A. Valentini, da lasciare una tale quantità di manoscritti (quantunque una gran parte sia andata smarrita) che sembra impossibile siano tutte composizioni di una mente sola". La maggior parte delle sue composizioni manoscritte sono conservate nell'Archivio del Capitolo e presso il santuario delle Grazie.


Pubblicò: "Salmi a 5 voci" con un "Dixit" e un "Magnificat" concertati (Venezia, Vincenti, 1626). Nel "Repertorio musicale sacro del Maestro Abate Pietro Gnocchi di proprietà del Rev.mo Capitolo della Cattedrale di Brescia" si trovano: N. 60 Messe da Vivo e Requiem a 4, 5, 6 e 8 voci, con accompagnamento all'organo e senza, alcune con violini ed altri strumenti; N. 2 Mute Vespri per tutto l'anno a 8 voci all'organo; N. 4 Mute vespri corali per tutto l'anno a 4 voci con risposta del Coro; Terza Pontificale con accompagnamento d'istrumenti d'arco.; Idem con accompagnamento all'organo solo; Competa con accompagnamento di organo; Responsori pei Mattutini della Settimana Santa; idem per l'ufficiatura del Natale; Risposte dei Passio; Offertori nelle Messe d'Avvento e Quaresima; N. 2 Vespri da Morto a 4 voci; N. 12 Magnificat corali a 4 voci; N.2 Mute Inni per tutto l'anno a 4 voci; Litanie dei Santi e Tedeum per le Rogazioni; idem, idem con istrumenti e per organo. Più diversi Miserere, Benedictus, Tantum ergo etc., all'organo e con istrumenti. Tale repertorio è quasi tutto raccolto in due collezioni, una di Salmi e l'altra di inni, ciascuna in sei volumi in 4° col frontespizio solo a stampa, col titolo dei Salmi, (Brescia 1750, presso Gio. Maria Rizzardi). Oltre a queste due collezioni scrisse cinquanta Messe a 3 a 4 a 5 a 6 voci con l'accompagnamento dell'Organo ed alcune istrumentate con violini, violette, violoncelli, corni e bassi: sei Messe da Requiem ed una numerosissima serie di Inni, di Salmi, di Litanie e di Vespri completi: insomma tutto il servizio della cappella della Cattedrale. Nell'archivio presso il Santuario della Beata Vergine delle Grazie si conservano di lui 9 Messe corali a 2, a 3 e 4 voci, e sei da Requiem pure a 2, a 3 e 4 voci, parecchi inni e le seguenti arie buffe: 1. Il pronome Hic, Hec, Hoc. 2. L'insegnamento agli scolari: Qui venite. 3. Ao stagnà pignat. 4. Questo giorno di contento. 5. 0 Tosan sti vost campan. 6. Festosi stiam. 7 Campana che suona. 8. Venerabilis inculta barba Capucinorum.