GIOVANNI da Asola o "de Bressa"

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GIOVANNI da Asola o "de Bressa"

(Morto a Venezia il 13 nov. 1531). Detto anche "Zuan de Bressa" pittore, attivo con il figlio Bernardino ad Asola e a Venezia, ma considerato artista di area bresciana. Compare nel Veneto nel 1512 forse assieme al Romanino che in tale anno dipingeva la bella tela di S. Giustina in Padova, e al Moretto. In tale anno viveva a Venezia a S. Leo e vi operava come pittore ed incisore. Il 20 aprile 1514 chiedeva al Doge protezione contro il plagio di una sua "historia de Traiano imperator". È ricordato anche in documenti veneziani del 1517 e 1520. Nel 1521 era in relazione con un altro incisore, tale Ambrogio. Un documento del 6 aprile 1526 lo dice abitante con il figlio Bernardino al campo di S. Marina in Venezia e impegnato a dipingere le "portele del nostro organo cum boni e perfetti colori", raffigurandovi l'Assunzione da un lato e dall'altro la "battaglia di S. Michele e molti angeli con i demoni" mentre nelle antelle esteriori dovevano essere raffigurati S. Benedetto e S. Romualdo con monaci, per la chiesa di S. Michele in Isola. Tali portelle sono conservate nel Museo Civico di Venezia e confermano accostamenti dei due pittori con Savoldo, Romano Bosch, Tiziano e in qualche modo fanno presentire il Moretto. Ma già nel 1516-1518 egli aveva dipinto in seguito a voto per la vittoriosa resistenza di Asola contro l'imperatore Massimiliano, una Adorazione dei pastori per la chiesa di S. Andrea in cui sono già presenti i motivi savoldiani e precorrenti il Moretto. Con il figlio eseguì un "Adorazione dei pastori" (1526) nel museo di Padova, una "Sacra famiglia" (dal Berenson assegnata a Bernardino). Il Fiocco gli attribuisce i SS. Francesco, Jacopo e S. Antonio abate del secondo altare della chiesa di S. Barnaba a Venezia. A Giovanni e Bernardino (o secondo qualcuno al solo Bernardino) apparterrebbe l'ultima cena della Raccolta Querini Stampalia di Venezia oltre all'Assunta accennata, la cacciata di Lucifero e una Pietà in cui, secondo il Fiocco, si raggiunge "un'altezza davvero ammirevole". Il Panazza vede in lui "un giorgionesco mischiato col Romanino" e gli attribuisce il ruolo di intermediario delle forme savoldesche a Brescia e a Padova. Un documento dice che "Zuanne de Bressa" morì a Venezia il 13 novembre 1531 e venne sepolto per conto della Scuola Grande di S. Marco di cui il pittore era confratello.