GINNASTICA

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GINNASTICA

Venne diffusa nel bresciano come pratica collettiva a partire dal 1872, e ne furono promotori Ettore Filippini, direttore della scuola di S. Barnaba, e Alfonso Pastori, che dal 1874 organizzò saggi ginnici nelle scuole. Si costituiva poi, specie per impulso del Pastori, la "Società di Ginnastica" che, sotto la guida del comm. Baresani e degli istruttori Pastori e Bialli, il 7 gennaio 1889 inaugurava la sala di ginnastica e di scherma. La ginnastica, sul piano anche agonistico, trovò poi il suo punto di forza nella "Forza e Costanza" (v.), fondata nel 1886, che affinò doti e particolari inclinazioni tecniche e spirito agonistico. Nel 1887 la Società di Ginnastica assorbiva il Club dei velocipedisti.


Dopo la prima guerra mondiale la ginnastica andava declinando come sport, mentre si sviluppava, per impulso del regime fascista, nella scuola e a livello popolare, tanto che nel 1925 veniva indetta la Festa di ginnastica provinciale bresciana. Una certa ripresa della ginnastica sul piano agonistico si verificò verso gli anni '50 quando i proff. Milesi e Tosi riuscirono a preparare, sempre nell'ambito della "Forza e Costanza", una ventina di buoni atleti, mentre si affermava la squadra del G.S.OM guidata dal prof. Lorenzini e dai fratelli Zani.


La squadra della "Forza e Costanza", partecipando a numerosi concorsi, acquistò sempre più alto prestigio tanto da dare, in occasione della V Olimpiade moderna di Stoccolma del 1912, il maggiore contributo fra le squadre italiane. Ben sette ginnasti bresciani fecero parte, titolari o riserve, della squadra azzurra in Svezia: Giorgio Zampori, Paolo Salvi, Gianni e Renzo Mangiante, Berto Zanolini, Vincenzo Marini e Arnaldo Tomaselli. Molto per il loro valore, per la perfezione da essi raggiunta con sacrificio e passione esemplari, la bandiera tricolore salì, per la prima volta in una Olimpiade moderna, sul più alto pennone dello stadio per la vittoria italiana nella ginnastica a squadre. Zampori, venuto giovanissimo da Milano e formatosi nella nostra città, si distinse anche nelle gare individuali, ottenendo un brillante quarto posto. Dopo la costretta parentesi (1916) per gli eventi bellici, l'Olimpiade ripropose la sua affascinante rassegna nel 1920 ad Anversa. Il trionfo italiano fu autentica apoteosi. Il prestigioso Zampori si classificò primo fra i ginnasti di tutto il mondo, la nostra rappresentativa ripeté il successo assoluto nella prova a squadre. Fra i bresciani presenti (oltre a Zampori, Salvi e i fratelli Mangiante, che dunque per la seconda volta si fregiarono dell'alloro olimpico collettivo) vi è anche Luigi Contessi. Fu quello il periodo di maggior fulgore per la "Forza e Costanza e per la ginnastica italiana. Nella settima Olimpiade, a Parigi, Zampori si classificò terzo nelle parallele; la rappresentativa azzurra riuscì tuttavia a far registrare la terza affermazione assoluta consecutiva.


Anche sul piano di un agonismo più popolare e più vasto nacquero iniziative come la "Gimnasium" e altre ancora alle quali diedero determinante impulso Zampori, Mangiante, Contessi, Salvi, Zanolini, ecc. Negli anni '50 era particolarmente forte una squadra di una ventina di giovani guidati dai prof. Milesi e Tosi. Una buona squadra era allestita dal G.S. "OM" sotto la guida del prof. Lorenzini e dei fratelli Zani. Un rilancio si ebbe nel 1968 ancora attraverso la "Forza e Costanza". Il settore maschile venne affidato a Luigi Bassini, quello femminile alla prof. Maria Grazia Migliorati. Si distinsero presto Giuffrida, Gallizioli, Marelli, Scaglia, Pizzamiglio, Salvadori, Baroncini, Leoncini, Berta, Correzzola, Milesi, Cavalli, ecc. Nel 1974 si costituiva finalmente la società "Ginnastica Brescia" (v.) per la ginnastica artistica maschile.