FORNO D'ALLIONE
FORNO D'ALLIONE
Località all'imbocco della valle dell'Allione, dove già nel sec. XVII venne costruito un alto forno per lavorare il minerale raccolto nella valletta dell'Allione o di Paisco e Loveno. Allione (Algiù) come Gialù a Marone, come Gial a Costa Volpino, sono tutte derivanti da vallis, valleone, e tutti tre questi torrenti prendono detto nome quando escono dalla stretta della valle, prima di sfociare nell'Oglio o nel lago. A Forno d'Allione inizia uno dei due tronchi della statale 294 della Val di Scalve che raggiunge il Passo del Vivione e che venne costruita nel 1928. Il forno veniva, nel passato, alimentato probabilmente con pietre refrattarie cavate sopra Malonno. Intorno al 1850 si ebbe un risveglio dell'attività industriale. Vi venne tra l'altro installata una fabbrica di bombe.
I forni furono per lo più di proprietà di alcune famiglie signorili di Cedegolo che si alternavano nella lavorazione del ferro. Dopo la Prima Guerra mondiale i forni passavano in proprietà di Andrea Gregorini di Lovere, poi alla Società Franchi-Gregorini di Brescia, e si costruirono i forni e vasti capannoni, realizzandosi così grande impulso nei lavori della torrefazione del ferro e largo impiego di maestranze e di operai. Dopo parecchi anni di pieno e fervido lavoro si ebbe una stasi, lo stabilimento venne assunto dalla Società Ilva e, pur rimanendo in efficienza le vecchie miniere, venne completamente chiuso. Nel periodo dell'autarchia si riaprirono le miniere nei dintorni di Allione e subentrò nella proprietà dello stabilimento la Soc. Ferromin la quale, con i suoi nuovi cantieri, diede fondate speranze per un buon incremento del lavoro.
Il Franchi costruì anche un piccolo stabilimento per la lavorazione della grafite che passò in proprietà ad una Società Italo-Americana; prese vaste e grandiose proporzioni per nuove costruzioni fatte, per il numero di maestranze e operai addetti al lavoro e per la sua grande produzione di elettrodi. Il 25 agosto 1931 Forno ospitò il re Vittorio Emanuele III, di passaggio nel viaggio al Tonale, e che volle visitare la Soc. An. Elettrografite. Nel 1926 Attilio Franchi vi fondava la Società Elettrografite per la produzione di elettrodi di grafite artificiale per le industrie elettrosiderurgiche. La fabbrica ampliò gli stabilimenti e dopo il 1947 entrò a far parte della "Union Carbide Corporation" USA e diventò una delle maggiori industrie del settore.