EGITTO

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EGITTO

L'interesse dei bresciani è di data alquanto recente ma non è per questo meno ricco di spunti. Alla conoscenza dell'Egitto a Brescia contribuì largamente una stupenda opera custodita presso l'Ateneo cittadino intitolata "Déscription de l'Egypte" che, iniziata per ordine di Napoleone il Grande, fu poi proseguita "par ordre du Gouvernement". E' una monumentale edizione che desta meraviglia per le copiose indagini di studiosi francesi in tre anni di residenza in Egitto e per le combinate arti di misura, di disegno, di incisione su rame. L'Egitto interessò poi studiosi come il mineralista Giovanni Battista Brocchi (1772-1826) che pur bassanese di nascita, ebbe rapporti intensi con Brescia, che percorse l'Egitto e morì a Karthum, e come Giuseppe Acerbi di Castelgoffredo, redattore della "Biblioteca Italiana", che di ritorno da un periodo di attività diplomatica in Egitto si portò un paio di statue egiziane che pose a sentinella del suo palazzo a Castelgoffredo e che vennero poi passate al ricovero. L'Egitto affascinò poi il pittore paesista Giovanni Renica (1808-1884), che percorse il paese in lungo e largo e lo illustrò in molti piccoli quadri regalati all'Ateneo di Brescia; il decoratore Cesare Biseo che decorò il Teatro del Cairo. All'Egitto fornirono armi le fabbriche bresciane. Nel 1825 per dirigere le lavorazioni in una sua fabbrica d'armi il vicerè d'Egitto chiamò da Gardone V.T. Matteo Franzini che cercò di farvi emigrare alcuni provetti armaroli bresciani che, scoperti a Trieste, vennero rimandati ai paesi d'origine. All'Egitto e in particolare al taglio del canale di Suez dedicò due opuscoli il bresciano Giuseppe Porcelli (1799-1870), dal titolo: "Sul commercio in generale. Sui vantaggi che apporterà all'Europa, all'Orientale ed in modo particolare all'Italia, la congiunzione del Mar Mediterraneo col Mar Rosso" (1867), e "Sul commercio italiano coll'Oriente per il Canale di Suez e dell'importanza del porto di Brindisi" (1869). L'Egitto fu il campo dell'intenso apostolato missionario di mons. Daniele Comboni che fu a Karthum nel 1881.