ECUMENISMO

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ECUMENISMO

Echi lontani di ecumenismo si possono trovare a Brescia nell'attività del vescovo cardinale Angelo Maria Querini che ebbe aperti rapporti con il mondo protestante tedesco. Nuovi contatti con il mondo protestante ebbe il canonico Pietro Emilio Tiboni che fu particolarmente in contatto con i Giansenisti della chiesa di Utrecht. Ma bisogna giungere a tempi più recenti per trovare un crescente interesse verso il problema dell'unità dei cristiani e l'ecumenismo. Concepito dapprima come ritorno dei cristiani separati alla Chiesa cattolica, il problema animò p.Bevilacqua che divenuto segretario Propaganda Fide si appassionò, sia pure con preoccupazione di difesa dal "pericolo" della diffusione del protestantesimo pur portandovi un animo aperto, si aprì poi sempre più all'Ecumenismo vero e proprio. Dietro suo influsso il problema dell'unità dei cristiani si pose sul piano culturale con la collana "Fides" della Editrice Morcelliana e soprattutto con la pubblicazione dell'opera dell'Algermissen, "La Chiesa o le Chiese", e ad altre sul movimento di Oxford e su Suor Elisabetta della Trinità. Negli anni di guerra tali problemi vennero sempre più approfonditi in Seminari con studi e con la celebrazione della settimana dell'unità della Chiesa.


Un ruolo importante assunsero nel II dopoguerra le Editrici cattoliche e specialmente la Morcelliana e la Queriniana. Negli anni sessanta andarono sempre più intensificandosi i rapporti con il mondo protestante specie attraverso i viaggi di don Gianni Capra e don Renato Monolo in Belgio e Olanda (1962), in Svizzera e Francia (1963), in Germania (1964), e i contatti con i centri ecumenici. La venuta a Brescia del monaco benedettino Olivier Rousseau e di p.Schutz e del centro di Taizé, i loro rapporti sempre più stretti con l'Oratorio della Pace e con la Morcelliana servirono ad accelerare il passo ad un approfondimento dell'ecumenismo. Nel 1966 nasceva una Commissione diocesana per l'Ecumenismo che si adoperò a far conoscere il problema in diocesi e ad organizzare specifiche iniziative ecumeniche. L'interesse e l'impegno per il movimento ecumenico si vennero man mano accentuando alla Pace, fino a fare dell'Oratorio filippino un vero Centro ecumenico e sede della Commissione diocesana per l'ecumenismo e il dialogo. Devono essere ricordati i frequenti e amichevoli rapporti con i fratelli di Taizé; all'Oratorio di Brescia il priore fratel Roger Schutz ha dedicato il suo saggio "Dinamica del provvisorio". Notevole la presenza di vari oratori non cattolici, specialmente in occasione delle settimane di preghiera per l'unità dei cristiani. Fra questi: i Valdesi dr. Renzo Bertalot, Valdo Vinay, Ayasoth, Gianpiccoli, Aldo Sbaffi, Ugo Gastaldi; il metodista Mario Sbaffi; il battista Garfield Williams, segretario del C.E.C.; gli israeliti Schaumann, Kopcioskj, Davide Nizza, il teologo J.Moltmann. Una commemorazione di K.Barth è stata tenuta nel 1968, anno della sua morte, congiuntamente dal cattolico D.Germano Pattaro e dal pastore Bertalot. Parallelamente particolarmente intensa l'attività ecumenica incentrata attorno alla Cattedrale (con solenni celebrazioni dal 1973 di liturgiche bizantine) e con la fondazione del Gruppo ECO (v.). Mentre si moltiplicavano le pubblicazioni e gli incontri, l'Ecumenismo diventava sempre più operante anche sul piano concreto. La diocesi di Brescia fu tra le prime a recepire la traduzione interconfessionale del Nuovo Testamento, a promuovere collette ecumeniche (fra cui quella per la diffusione della Bibbia nei paesi dell'Est). Dal 1977 ebbero poi inizio gli incontri interconfessionali di preghiera con i Valdesi della città mentre i problemi dell'attività ecumenica hanno trovato sempre più larga diffusione attraverso la stampa e la radio diocesane.