DOSSENA Carlo

Versione del 31 mag 2017 alle 10:56 di Pgibe (Discussione | contributi)

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DOSSENA Carlo

Sec. XVIII. Originario della Valtrompia, forse di Sarezzo. Intagliatore in legno. Sua e firmata la soasa dell'altare maggiore della parrocchiale di Sarezzo nella quale il Fenaroli vede "grande talento, grande immaginativa e grande maestria nell'adoperare lo scalpello". Altissima, è retta da quattro cariatidi di ottimo modellato, senza forzature ed esagerazioni. Opera, scrive Giovanni Vezzoli, di salda impostazione architettonica che subordina a sé l'esuberanza decorativa e che non concede nulla al colore, mantenendo alla scultura l'austera tinta bruna della noce. La finezza e la varietà degli ornamenti, uccelli, animali, fiori, ecc. che popolano le colonne con buon gusto, con senso pittorico del rilievo, pur nella sapiente spaziatura, ricordano alla memoria ammirata le decorazioni rinascimentali di cui Brescia abbonda. Di lui esistevano due statue nella chiesa soppressa dei SS.Giacomo e Filippo di Brescia, ora scomparse. Si attribuiscono ancora al Dossena la soasa della parrocchiale di Lumezzane Pieve, i pulpiti di Magno d'Inzino e del Santuario di Marcheno. Il pulpito di Magno è databile, secondo ricerche compiute da C.Sabatti a dopo il 1676, anno in cui il vescovo Marin Giorgi ne impose la collocazione nella chiesa di Magno. Ambedue sono particolarmente eleganti e pregevoli per le figure. Al Dossena il Fenaroli attribuì anche la soasa della parrocchiale di Lumezzane S.Apollonio distrutta da un incendio nel 1922. Ma la firma, anche se in parte indecifrabile, esclude tale attribuzione.