CORNIANI Giovanni Battista
CORNIANI Giovanni Battista
(Orzinuovi, 18 febbraio 1742 - Brescia, 13 novembre 1813). Di Giovanni Francesco e di Ortensia Peri. Nel 1749 perduto il padre che fu il suo primo educatore, gli zii lo affidarono ad un precettore don Antonio Cominelli. Nel 1754 fu nel collegio di S.Bartolomeo dei padri Somaschi, dove ebbe come docenti il Pujati e il Cattaneo. Nel 1759 andò a Milano per studiarvi matematica e istituzioni civili. Qualche saggio poetico gli aprì l'ingresso all'accademia dei Trasformati, nella quale fu collega del Parini, del Baretti, del Beccaria, del Passeroni, dei Verzi e del De Carli, e a quella degli Umoristi, detta anche dei Fenici. Tornato a Orzinuovi il 6 ottobre 1766 sposava Caterina Brocchi, alternando i suoi soggiorni a di Orzinuovi perorò presso la Repubblica veneta una annosa causa del Comune e ottenne la remissione del causa e del pagamento di mezzo milione di lire. A Orzinuovi organizzava anche una filodrammatica per la quale scrisse due commedie "L'inganno felice" e "Matrimonio alla moda" ed al contempo scriveva una "Storia civile di Orzinuovi". Quasi nello stesso tempo entrava a far parte del circolo culturale bresciano facente capo al conte Gian Maria Mazzuchelli, che gli affidava la trasposizione in versi della sua "Morte di Socrate" mentre lo Scarella lo induceva a pubblicare il suo "Saggio sulla poesia alemanna". Presto si dedicò anche a studi di agraria, e venne creato socio dell'Accademia agraria nella quale lesse due discorsi "Sulla legislazione relativamente all'Agricoltura" (11 maggio e 11 settembre (1778) e nel 1782 pubblicò "Principi di filosofia agraria applicata al distretto di Orzinuovi", annotò la parte che riguarda la "coltivazione del lino" delle venti giornate ecc." di A. Gallo (1775) e stampò "Le idee sopra la vegetazione" (1787). Nel 1786 veniva nominato presidente dell'Accademia agraria bresciana, mentre la Repubblica veneta lo nominava conte per i suoi meriti specie in campo agricolo. Già fin dal 1778 il tribunale araldico di Milano lo iscriveva fra la nobiltà milanese, seguito dalla città di Crema. "Dieci lettere intorno a Luciano" dedicato alla Contessa Lodovica Fè d'Ostiani, e i "Piaceri dello Spirito" dedicato a Bianca Uggeri della Somaglia e altre opere gli procuravano fama anche di filosofo e di critico letterario per cui, preceduto da grande fama, quando nel 1793 visitò con suo figlio l'Italia, intessendo relazioni con illustri personaggi, accolto in numerose Accademie Pio VI lo creava, da parte sua, cavaliere e conte Palatino. Nel 1796 sulla base delle idee esposte in "Riflessioni sulle monete" venne dalla Repubblica veneta incaricato di studiare una riforma monetaria. La rivoluzione giacobina lo emarginò. Nel 1797 venne nominato giudice civile e criminale di Orzinuovi e nel 1802 veniva chiamato a far parte del Tribunale di revisione di Milano. Intanto andava svolgendo intensa collaborazione a gazzette nelle quali continuava a pubblicare osservazioni critiche ed elogi a poeti e scrittori italiani che poi rimaneggiò così da pubblicare dal 1804 al 1813 i nove volumi della sua opera più ponderosa "I secoli della letteratura italiana". Nel 1805 fu nominato giureconsulto per l'edizione italiana e latina del "Codice napoleonico" ed iscritto al Regio Istituto Italiano. Nel 1807 veniva nominato giudice decano della Corte d'Appello di Brescia. Fu verseggiatore, drammaturgo, autore di studi agrari, economici, filosofici, di storia letteraria. Fu uomo di grande religiosità e carità e la sua casa era continuamente assediata da povera gente in cerca di aiuto, di consiglio e di protezione legale. Negli ultimi giorni di vita pure seriamente ammalato di podagra volle raggiungere Brescia per appoggiare il ricorso di alcuni bisognosi presso la Congrega apostolica. Aggravatosi moriva dopo pochi giorni. Il Morcelli dettò per la sua tomba un'epigrafe in cui lo definì "vir intelligentia scientiaque magnus". Le sue opere principali rimangono "I primi quattro secoli della letteratura italiana dopo il suo risorgimento" e "I secoli della letteratura italiana" stampati dal 1804 al 1814 in nove volumi. Nella ristampa eseguita da Camillo Ugoni nel 1818 vennero aggiunti altri tre volumi e la vita dell'autore (Brescia, Bettoni, 1818, vol. 12). "Il regno di Minerva e d'Apollo. Poemetto" (Brescia, Rizzardi, 1761); "Alle Dame e Cavalieri che rappresentano L'Olimpia di Voltaire. Poemetto" (Ib. id., 1770); "I Fonti. Poemetto" (Ib. id., 1773); "Alcindo e Delisa. Poemetto" (Ib. id., 1776); "Ciro e Tigrane. Poemetto" (s.i.t.); "Miciade e Cariclea. Poemetto" (Ib. id.); "L'Aurora. Poemetto" (Ib. id., 1779); "Versi sciolti al chiarissimo abate Marco Cappello" (Ib. id., 1782); "La vera filosofia. Versi sciolti al conte Pietro Verri" (Ib. id., 1782); "La Costanza. Canzone per Nozze" (Brescia, Rizzardi, 1783); "Epistola ad Angela Corniani, figlia dell'autore, vestendo l'abito religioso nel monastero di Alzano" (Ib. id., 1784 e nel "Giornale ai confini d'Italia" p. 902); "La Libertà e l'Amicizia. Anacreontica" (Ib. 1784). "Versi per Nozze Martinengo da Barco" (Ib. 1785); "Il Tempio d'Imene, Endecasil. per Nozze"; "Le belle Arti antiche. Poemetto scritto da Roma all'Inclita Dama contessa Bianca della Somaglia Uggeri" (Brescia, Rizzardi, 1795); "Il Decembirato. Tragedia" (Venezia, 1774), "L'Inganno felice. Melodramma giocoso" (Brescia, 1770); "Il Matrimonio alla moda. Melodramma giocoso" (Brescia, Rizzardi, 1770); "Il Matrimonio segreto"; "La Morte di Virginia e Dario in Babilonia" (Ib.); "Della legislazione relativamente all'agricoltura" (Brescia, 1780 e negli "Scrittori di Economia politica Ital. v. 39, parte moderna); "Principii di filosofia agraria applicata al distretto degli Orzi Nuovi" (Ib., id., 1782); "Note all'Agricoltura del Gallo, dove parla del Lino a pag. 62" (Brescia, Rizzardi, 1775); "Idee sopra la vegetazione" (Brescia, 1787); "Lettera al nob. sig. Luigi Arici" (a pag. 67 nel "Governo di Soranzo"); "Riflessioni sulle monete" (Verona, Giuliari, 1796, nel vol. 39, degli "Economisti Italiani"); "Discorso di un Giudice civile sopra i rapporti della Giurisprudenza colla Democrazia" (Brescia, anno VI, 1797); "Saggio sopra Luciano" (Venezia 1789); "I piaceri dello Spirito, ossia analisi dei principii del gusto e della morale" (Bassano, 1790); "Saggio di storia letteraria della Fortezza degli Orzi Nuovi" (Nel tomo XXI della "N.R. Calogerana"); "Saggio sopra la Poesia Allemanna" (Nel vol. XXVI della suddetta raccolta); "Elogio di Giuseppe Cerini con un'ode in morte dello stesso" (Brescia, 1789); "Elogio di Durante Duranti" (Brescia, 1791); "Elogio di Marco Cappello" (Ib. 1783); "Elogio di Vincenzo Covi prevosto" (Ib. 1796); "Elogio di Francesco Carcano" (Ib., 1795); "Elogio di Antonio Brognoli" (Ib., 1807); "Elogio del conte Andrea De-Carli" (Ib. id.); "In morte dell'insigne matematico abate don Paolo Frisi"; "Il Carro di Venere, Anacreontica e Sonetto" (Versi per le fauste nozze del nobile signor conte Antonio Asti e Maddalena Martinengo da Barco" (Brescia, Berlendis, 1785); "A S.Eccell. Tommaso Sandi Podestà di Brescia. Anacreontica" (Brescia, Rizzardi, 1772); "Due lettere in francese dirette a Giuseppe Lama e l'altra all'autore dell'Eloge d'une femme bienfaisante" (1797, senza note); "Discorso pronunciato alla seduta privata del giorno 18 febbraio 1807 nell'Accademia di Scienze Lettere e d'Arti" (Brescia, Stamp. Dipart., 1807). Manoscritti lasciò: "La morte di Socrate. Tragedia in Prosa del corte G.M. Mazzucchelli, ridotta in versi"; "Dario in Babilonia. Tragedia"; "Dell'Originario valore delle terre. Dissertazione"; "Storia degli Orzi Nuovi". I melodrammi: "L'inganno felice" e "Il matrimonio alla moda" vennero musicati da Antonio Papa. Il Corniani collaborò anche alle "Memorie per servire alla storia letteraria e civile" di Venezia (1793 - 1800). Giornali fra i più noti e stimati della fine del Settecento. Il Foscolo definì il suo principale lavoro: "I secoli della letteratura" "opera da frate pedante, ignorante, petulante", ma Guido Mazzoni, a sua volta, lo disse "non negligente compendio ravvivato di osservazioni e giudizi personali e scritto senza smancerie, correttamente...".