VIGANÒ Carlo

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VIGANÒ Carlo

(Seregno, Milano, 22 agosto 1904 - Brescia, 24 gennaio 1974). Di Ambrogio e di Gina Ramelli. Forse dietro suggerimento del cugino paterno mons. Pietro Viganò, vescovo di Hyderabad (India) e grande estimatore dei Gesuiti, il giovane Carlo - insieme col fratello Mario, più giovane di lui di un anno - venne mandato a compiere gli studi secondari presso il Collegio "C. Arici" di Brescia, retto allora appunto dai Padri Gesuiti. Completò poi la sua formazione nel 1927 conseguendo la Laurea in ingegneria industriale presso il Politecnico di Milano.


Nel Bresciano tornò come imprenditore nel 1928 per seguire un ramo dell'attività industriale del padre. Stabilitosi definitivamente a Brescia nel 1929, fu presente soprattutto nel settore tessile e dei laterizi, e in particolare dirigente e poi presidente del "Cotonificio del Mella" di Ghedi, delle "Fornaci Bresciane Laterizi", vicepresidente della "Fornaci Valbrenta e Isola Vicentina" e consigliere della "Valdadige S.p.A.".


Insieme con altri industriali di Brescia, Verona, Milano e Torino, Viganò avviò nel corso degli anni diverse iniziative industriali, tra le quali una anche a Catania, la "Cesame" ("Ceramica Sanitaria del Mediterraneo"). Per circa un decennio fu presidente dei "Magazzini Generali e Frigoriferi" di Brescia. Fece parte della Giunta esecutiva dell'Associazione Industriale Bresciana (A.I.B.), tra i promotori dell'Ente Bresciano Istruzione Superiore (EBIS), presidente dell'Unione Cattolica Imprenditori e Dirigenti (U.C.I.D.) e segretario delle attività sociali (SEDAS) dell'Azione Cattolica, presidente dell'Editrice Morcelliana, de "La Cartografica". Membro del consiglio della Banca S. Paolo dal novembre 1945 e segretario dal 1948 al 1964, ne fu presidente dal gennaio 1964 al 25 febbraio 1970.


Di animo altamente benefico, fu dal 18 giugno 1945 commissario prefettizio dei Luoghi Pii e dal settembre 1946 presidente della Croce Bianca. Attivo il suo impegno a favore dell'Istituto Pro Familia e come promotore di iniziative nel mondo cattolico, specie nell'Azione Cattolica anche a sostegno dell'attività della cognata Maria Freschi, presidente della Gioventù Femminile di A.C. Per i suoi meriti e per la sua munificenza gli venne dedicato a Obra di Vallarsa (Trento) il Centro Educativo e Pastorale della diocesi di Brescia.


Sollecitato da p. Gemelli riunì una ricca biblioteca di dieci mila volumi sulla storia delle scienze matematiche, fisiche e astronomiche, donata nel 1973 all'Università Cattolica di Brescia, comprendente un Fondo Antico con 11 incunaboli (dal 6 giugno 1482 al 15 maggio 1500) e 499 cinquecentine distribuite dal 1501 al 1600 delle quali Pier Luigi Pizzamiglio ha redatto un'accurata bibliografia pubblicata nel 1979. La Biblioteca è inoltre formata da un Fondo Moderno comprendente 6777 opere con 8014 volumi, oltre 418 volumi di 23 testate di periodici e 2108 opuscoli.


Fu inoltre un raccoglitore di strumenti e di scritti (donati dal figlio arch. Alberto Viganò) sulla Gnomonica (orologi solari) conservati a Brescia nella Biblioteca a lui intitolata dell'Università Cattolica, pure catalogati da Pier Luigi Pizzamiglio ("Orologi solari da usare e da leggere"). Al Viganò venne eretto, all'ingresso della Biblioteca, un busto dello scultore Luigi Bertoli.


Gli interessi culturali gli meritarono nel 1954 la nomina a socio dell'Ateneo di Brescia per il quale organizzò un convegno di studi della storia della matematica in onore di Nicolò Tartaglia e fu tra i promotori dell'opera omnia del grande matematico bresciano.


Alla sua memoria venne organizzata nel 1999 presso l'Università Cattolica, nel duecentesimo anniversario della pila, una mostra sull'elettricismo tra '600 e '700.