CHIZZOLA o "de Chizolis"
CHIZZOLA o "de Chizolis"
La famiglia Chizzola è una delle più antiche famiglie bresciane. Nell’archivio della famiglia Averoldi si trova su un foglio indicazioni di vecchie denominazioni, nel “scriptoris monasteri S. Julia”, scritto prima della rivoluzione napoleonico, e non più reperibili poiché l’archivio del monastero subì molte perdite a causa della sua soppressione ai tempi di Napoleone. Su questo foglio sono citati, fatta eccezione per i santi del 124 e 1092, “uccisi pro S.Ecclesia honore”, nel 1100 Unabertus, nel 1169 e nel 1181 Lanfrancus e nel 1181 un altro Unibertus, figlio del Vitalis, tutti delle scripturis Monasteri; Nel 1233 e 1333 un Albertus è citato in un libro riguardante i futuri canonici, nel 1265 Tomasinus Chizzola, 1266 un canonico Martinus. nel 1292 e dopo Mapheus doctor, nel 1293 Petrus è citato nel libro delle esazioni dei canonici ed altri. Nel 1292, l'antenato Maffeo era già giudice, proprietario di case e terreni. L'albero genealogico inizia con lui e lui e i suoi discendenti sono figure storicamente importanti. Per la sua importanza, le origini di Maffeo possono essere fatte risalire a Cremona, dove numerosi Chizzola furono decuriales dal 1160 al 1586. Tuttavia, a parte il suo rango sociale, non c'è alcuna prova di questo e nessun legame familiare. Maffeo era un ghibellino di primo piano e la famiglia era ancora classificata come ghibellina nei secoli successivi. I due figli di Maffeo, Giovanni iudice e Giorgio, sono i fondatori delle linee Erbusco e Chiari, vedere li. Una connessione della famiglia Chizzola con il luogo Chizzola nel Trentino, a sud di Trento/Ala, è assolutamente da escludere, poiché il nome di questo luogo è emerso probabilmente solo a partire dalla derivazione della “via Claudiola” nel 1289 “ad Clocolam” e, in seguito, nel 1384, a “castro Clozola” e “villa Chizole” e dalla lista dei notai del Trentin proviene 1413 la registrazione di Nicolò da Chizzola, “nunc clozolla dicitur Chizola plebis muriesis“
Non c'è nemmeno un legame con la famiglia Chizzali, che proveniva da Belluno, dove nel 1456 si era stabilito un Johannes Chizzale filius quondam Jacobi de Collo de sancta lucie, noto come Cisalle, Chisale o Chissale.
Sotto la capriata del tetto di Palazzo Broletto, municipio e sede del comune, costruito nel periodo tra il 1223 e il 1229, tutt’oggi si trovano affreschi medioevali, in particolar modo uno raffigurante una cavalcata di cavalieri. Questo grande affresco di “pittura infamante” del XII secolo narra la storia della cacciata da Brescia di alcuni cavalieri di fazione ghibellina (a cui è attribuita la famiglia Chizzola fino al XVI secolo) da parte dei guelfi, della quale non si conoscono tuttavia i dettagli. Questo affresco nell'ex salotto medievale raffigura tre cavalieri con lo stemma di Chizzola ben originale (di rosso con tre focacce, dette “chishöle” in dialetto bresciano, poste due e uno, con il capo dell'impero). È uno dei pochi stemmi che si possono vedere sopra lo scudo di tre cavalieri ghibellini, i Malesardi della fine del XII secolo. Un ramo dei Chizzola di Chiari abitò nella cittadella vecchia e dal sec. XV in poi nella II di S.Alessandro nell'attuale via Martinengo da Barco 5 e 7 dove nel sec. XVIII innalzò un bel palazzo in via Gezio Calini 26, oggi sede della “Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici delle Province di Brescia, Cremona e Mantova”. A Rezzato cav. dr. Giacomo nel sec. XVI ha edificato una superba villa, il palazzo dopo 1830 cambiò alcune volte proprietario, oggi per essere infine diviso in diversi appartamenti. Altro palazzo elegante ereditarono nel sec. XVI in via G.Rosa, 39, affrescato da L. Gambara e di proprietà di G.B.Chizzola (morto nel 1650), che l'aveva, forse ereditato dalla madre, una Soldo. Il ramo dei Chizzola di Erbusco si trasferì invece nel sec. XVI in via Tosio 1. Il palazzo venne comprato dalla Banca San Paolo che lo demolì per costruire nel 1956 un edificio per uffici. Erede di Ferdinando Chizzola di Castegnato abitarono per 50 anni nel palazzo di via Moretto 12 che era già stato degli Averoldi e che essi sulla fine del '700 ridimensionarono e fecero decorare da Giuseppe Manfredini, facendo dipingere anche un episodio di valore di G.B.Chizzola. Il Palazzo cadde con eredità di nuovo in possesso di un'altra linea di Averoldi. La famiglia fu molto attiva a Brescia fino al XIX secolo con numerosi avvocati, ecclesiastici, uomini di cultura ed economisti. La famiglia si estinse a Brescia verso la fine del XIX secolo. Quando l'Austria si impadronì del Lombardo-Veneto nel 1814, Faustino e Paolo, figlio di Cesare, giunsero in Austria con due giovani ufficiali e la famiglia continuò a vivere in Austria e nella Repubblica Ceca. Storia della famiglia Chizzola, novecento anni senza riposo, 2023 Brescia, Edizione San Faustino Brescia Faino Bernardino, 1658, Coelum sanctae Brixianae ecclesiae Archivio Chizzola di Castegnato nell‘archivio della Famiglia Averoldi Gorfer Aldo, 1965, Guida dei Castelli del Trentino