SCIACCA Michele

Versione del 25 apr 2020 alle 10:08 di Pgibe (Discussione | contributi)

(diff) ← Versione meno recente | Versione attuale (diff) | Versione più recente → (diff)

SCIACCA Michele

(Giarre, Catania, 1908 - Genova, 1975). Filosofo, fu professore nelle università di Napoli, Pavia, Genova e in istituti universitari stranieri. È considerato fra i rappresentanti più qualificati della filosofia cristiana contemporanea.


Giunto giovanissimo, non ancora trentenne, alla cattedra di Storia della filosofia nel 1938 a Pavia, ebbe frequenti rapporti con Brescia e con bresciani, a molti dei quali era legato da stima e affetto. Tali sentimenti nacquero in lui soprattutto perchè tra i suoi allievi ebbe bresciani di valore, quali il prof. Romeo Crippa dell'Università di Genova, il prof. Emanuele Severino dell'Ateneo di Venezia e i liberi docenti prof. Attilio Franchi e on. Mario Pedini. Il prof. Sciacca che, dopo aver sentito durante i suoi primi studi l'influenza dell'Attualismo gentiliano, era divenuto il più illustre esponente dello Spiritualismo cristiano, nel 1946 aveva fondato e poi diretto per circa vent'anni il "Giornale di metafisica", passando nel 1947 da Pavia a Genova, ma già dal 1946 aveva cominciato la sua lunga collaborazione con la Società Editrice "Morcelliana" come condirettore della rivista "Humanitas" insieme coi bresciani padre Bevilacqua, proff. Marcazzan e Bendiscioli, quale responsabile della sezione filosofica. Ma anche con "Editrice La Scuola" i suoi rapporti furono costanti e amichevoli, tanto che a Brescia apparvero alcune delle sue opere fondamentali, ad esempio su Blondel (da lui tradotto integralmente) e su Pascal. Ricordiamo anche una sua suggestiva conferenza alla Pace nel 1942 sul tema "Problemi di Dio e della religione nel pensiero italiano contemporaneo", donde uscì poi, tra il '44 e il '47, un'altra delle sue opere più vaste e profonde e più apprezzate in ogni paese, edita anch'essa a Brescia.


Fu anche tra i docenti universitari che rifiutarono sistematicamente il giuramento alla Repubblica sociale di Salò con grande dignità e che, particolarmente amico della famiglia Minelli che lo ospitò nei mesi più bui del '45, anche per questo rimase legato a Brescia, dove non mancava di ritornare sempre volentieri, chiamatovi dal Circolo di cultura diretto dal suo alunno prediletto, il prof. Crippa, e dalle Case editrici sopra ricordate, così da divenire una figura di primo piano nel mondo culturale.